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Il Romanticismo: cos’è? Caratteristiche del movimento

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Romanticismo

Cos’è il Romanticismo? In questo articolo cercheremo di conoscerlo meglio e di spiegare il significato del termine, le sue caratteristiche, gli aspetti che assunse nelle varie nazioni europee, il ruolo dell’intellettuale romantico e il suo rapporto con la realtà.

Romanticismo: quali sono l’origine e significato del termine?

La parola romantic comparve per la prima volta in Inghilterra verso la metà del Seicento e, coerentemente col clima razionalista dell’epoca, indicava in senso dispregiativo tutti quegli elementi fantastici degli antichi romanzi cavallereschi.

Nel Settecento si cominciò a riconoscere l’importanza della fantasia per l’arte e il termine iniziò a perdere la sua accezione negativa. Inizialmente verrà usato per definire gli aspetti selvaggi, solitari e malinconici della natura, per poi indicare a fine Settecento l’emozione soggettiva suscitata in chi contemplava tali paesaggi.

Rousseau nella Nuova Eloisia con romantique definisce qualcosa di vago e indefinito. Questo termine verrà usato dagli scrittori e filosofi tedeschi della rivista Athenaeum per definire la letteratura moderna, nata in contrapposizione alla letteratura classica. Tale nuova letteratura si distingue anche per una lacerazione, per un senso del distacco dell’umano dal divino, del finito dall’infinito.

In generale, il termine “romantico” indica uno stato d’animo di nostalgia per ciò che è indefinito (Sehnsucht), una tensione verso l’infinito. In Italia la parola designa la poesia moderna in contrapposizione a quella antica e all’imitazione pedantesca dei classici.

Qual è il contesto storico del Romanticismo

Il Romanticismo si inserisce in un periodo segnato da grandiose e rapide trasformazioni: la rivoluzione politica che dalla Francia coinvolge l’Europa intera e comporta la fine della monarchia assoluta e l’affermazione della sovranità popolare e delle idee di libertà ed eguaglianza. Contemporaneamente ha inizio in Inghilterra la rivoluzione industriale che sconfigge le stratificazioni sociali tradizionali e permette l’ascesa di nuovi ceti, come il proletariato operaio.

La rivoluzione industriale si contraddistingue per la moltiplicazione delle merci, l’aumento dei consumi, la nascita delle città industriali e la rapidità dei trasporti e degli scambi commerciali. La nuova realtà industriale però aggredisce la natura abbruttendo il paesaggio.

Le tematiche “negative” del Romanticismo?

Il Romanticismo investe tutti gli aspetti della civiltà occidentale dalla fine del Settecento alla metà dell’Ottocento: non solo la letteratura ma anche le arti figurative, la musica e la filosofia.

Goethe ritratto nella campagna romana

Denominatori comuni del Romanticismo sono le tematiche “negative”: dolore, malinconia, noia, inquietudine, angoscia, paura, infelicità, delusione, rifiuto della realtà, vagheggiamento della morte, fascino del male, dell’orrore, del mistero. Questi temi, già presenti nelle letterature passate, non avevano mai dominato così totalmente il panorama culturale e sembrano interpretare le paure e le angosce dell’epoca.

Le tendenze romantiche erano già in atto nello Sturm und Drang, in Rousseau, e nel cosiddetto Preromanticismo. Il Romanticismo viene fatto iniziare con la pubblicazione de I dolori del giovane Werther di J.W. Goethe.

Qual è il ruolo dell’intellettuale romantico?

Muta il ruolo sociale degli intellettuali che prima facevano parte dei ceti egemoni ed elaboravano l’ideologia dei gruppi dominanti. Ora l’intellettuale perde la sua posizione privilegiata e deve trovare un’occupazione per vivere. Alla fine, dunque, l’artista si ritrova estraniato dalla società.

L’intellettuale è portatore del valore della bellezza disinteressata in contrasto con quelli borghesi dell’utile, del calcolo e della produttività. L’opera d’arte, merce da vendere sul mercato, per l’artista ha un valore incommensurabile. Per sopravvivere, l’artista è però costretto ad assecondare i gusti del pubblico che disprezza e contro il quale cova un segreto rancore.

Quali sono i caratteri del Romanticismo?

Dato che la realtà moderna è caratterizzata dalla razionalità, il rifiuto romantico è innanzitutto della ragione. Il Romanticismo è esplorazione dell’irrazionale, che si manifesta in un’attenzione per i sentimenti e per gli stati della psiche irrazionali come il sogno e l’allucinazione.

Nell’esperienza amorosa si esprime la forza di un’assoluta totalità, la partecipazione dell’uomo al flusso vitale della donna, che rivela qualcosa di sovrumano ed eterno. È un amore che si scontra con le convenzioni sociali ma si afferma fino alla fine con la morte e la distruzione.

Il romantico tende a sprofondare negli abissi dell’interiorità, unica realtà esistente e guarda al mondo come negazione dell’io. Il Romanticismo è caratterizzato da una tensione verso l’infinito, dal ritorno alla religiosità e dal fascino per Satana, da cui trae origine il filone nero del Romanticismo con apparizioni di spettri, demoni e visioni macabre.

Parola chiave del Romanticismo è Sehnsucht, il desiderio del desiderio, il perpetuo senso di inappagamento, la continua inquietudine; l’anima cerca di andare sempre al di là e vagheggia luoghi ignoti, come l’Oriente, o epoche passate, come il Medioevo cavalleresco o l’Ellade antica.

C’è il mito dell’infanzia, paradiso perduto di innocenza, a cui è affine il quello del primitivo, depositario di una spontaneità e autenticità perdute dalla civiltà moderna. Altro filone romantico è quello del popolo, delle sue tradizioni, leggende, fiabe e canti.

C’è una concezione della natura come organismo vivente: la natura diventa specchio dei sentimenti e delle passioni che agitano l’uomo.

Il rifiuto e il conflitto si concretizzano in figure eroiche come quella del ribelle solitario che si erge a sfidare ogni autorità per affermare la sua libertà (titanismo), e della vittima, incompreso ed escluso dall’umanità proprio per la sua superiorità che esprime con la solitudine, la malinconia e il suicidio.

Desiderio
Georg Wilhelm Friedrich Hegel

Nasce il concetto di nazione, contraddistinta da uno spirito del popolo, il Volksgeist di Hegel, e il senso della storia . Questo interesse per la storia e per il passato nasce dal rifiuto del presente.

Quali sono gli orientamenti politici degli intellettuali del Romanticismo?

Il Romanticismo presenta due orientamenti politici: un romanticismo reazionario che vagheggia come modello politico il Medioevo feudale e imperiale e le sue forme sociali gerarchizzate, e un romanticismo progressista, con posizioni liberali e democratiche, favorevoli alla rivoluzione, all’abbattimento del dispotismo politico e religioso, alla libertà, all’eguaglianza, al progresso, al riscatto delle nazioni oppresse.

Una terza opzione è una fuga totale dalla società e dalla politica e una comunione mistica con la natura, chiusura nell’io e nel mondo dell’arte, elevata a valore assoluto.

Qual è la concezione della letteratura degli scrittori romantici?

La poetica romantica rifiuta i principi propri del classicismo di imitazione, idealizzazione, selezione e separazione degli stili . La poesia non è esercizio razionale ma libera ispirazione individuale, espressione della soggettività libera dell’individuo. La poesia è follia divina, invasamento di una forza interiore più potente espressa attraverso il poeta, è esaltazione del genio, dote spirituale innata che non si può acquisire.

La lirica romantica dev’essere caratterizzata da originalità, spontaneità e autenticità: il poeta deve dire ciò che non è stato detto e deve trasferire nell’opera il suo carattere individuale. Il sentimento deve trovare espressione immediata, sincera, senza filtri artificiosi; si preferisce l’eccesso, la disarmonia, la forma disordinata, irregolare, approssimativa e frammentaria, il vago e l’indefinito. C’è la predilezione per la poesia dei popoli primitivi e per quella popolare, espressione di una forza fantastica e immediata.

Si concepisce la mutevolezza storica del gusto – l’arte muta nel tempo ed esprime i gusti di determinate epoche – si verifica un allargamento dei confini del poetico: tutto può essere “poetabile”, anche ciò che è basso e quotidiano.

Il Romanticismo tedesco

Il primo paese europeo in cui si affaccia una “scuola” romantica è la Germania, dove si erano già delineate tendenze preromantiche come lo Sturm und Drang; la nascita del Romanticismo è segnata dalla fondazione della rivista “Athenaeum” intorno ai fratelli Schlegel.

Vi sono tre “scuole” romantiche tedesche: la scuola di Jena, di Heidelberg e Berlino e quella sveva. Le basi filosofiche e teoriche furono costituite dall’idealismo di Fichte e dal pensiero di Schelling.

C’è un recupero delle tradizioni nazionali e popolari collegato al nazionalismo (ad esempio, la produzione dei fratelli Grimm). Altre caratteristiche del Romanticismo tedesco furono il soggettivismo, la Sehnsucht, l’ironia romantica e il fantastico.

L’ultima fase è caratterizzata da un ripiegamento verso il quotidiano e il familiarecon il Biedermeier, tipico piccolo borghese soddisfatto del suo mondo limitato.

Il Romanticismo inglese

Manfred
Theodoros P. Vryzakis; Lord Byron a Missolungi

Il manifesto del Romanticismo inglese è la prefazione di Wordsworth alle ballate lirichescritte con ColeridgeQui il poeta usa un linguaggio semplice e tratta cose umili. La seconda generazione romantica (Byron, Shelley, Keats) si distingue per l’ansia di libertà e il conflitto con la società, il suo moralismo e le sue convenzioni soffocanti.

In questo contesto è presente anche la narrativa di Walter Scott con il romanzo storico (Ivanhoe), e di Jane Austen con il suo realismo e la descrizione della vita borghese di provincia

Il Romanticismo francese

In Francia il Romanticismo si sviluppò più tardi; la figura più significativa è quella di Chateaubriand. Da un un punto di vista teorico sono fondamentali anche Madame de Stael e Victor Hugo. I generi principali sono la poesia lirica, la tragedia storica e la narrativa (Dumas, Stendhal, Balzac).

Il Romanticismo italiano

Un articolo di Madame de Stael sulla “Biblioteca italiana” invitava gli Italiani a uscire dal culto del passato. L’articolo suscitò violente reazioni da parte dei classicisti ma alcuni intellettuali, definitisi “romantici” e più aperti alle innovazioni, difesero la de Stael; questo gruppo fondò “Il Conciliatore“, che doveva essere il portavoce delle nuove idee letterarie e che si proponeva anche finalità di progresso civile.

I romantici proponevano una letteratura che si rivolgesse anche ai ceti medi, mettendo da parte la mitologia classica e il linguaggio aulico; i romantici italiani però rifiutavano l’irrazionalismo, ponendo come obiettivo della letteratura il “vero”.

Il Romanticismo italiano rappresentò l’espressione in campo culturale della borghesia progressista che stava iniziando a nascere. In Italia lo scrittore non era ancora in conflitto con la società, partecipava in prima persona alle lotte risorgimentali (Romanticismo e Risorgimento de facto coesistevano), per cui mancano tematiche negative.

Non c’è rottura ma continuità con l’Illuminismo italiano; ci sono però anche elementi nuovi rispetto: l’interesse per il passato e il concetto di nazione, il pubblico borghese e l’assenza dell’idea di collaborazioni con i governi assoluti illuminati.

Qual è il pubblico della letteratura del primo Ottocento?

Questo periodo vede la nascita di un pubblico “di massa” che si accosta al libro per svago, per accrescere le proprie conoscenze o raffinare i propri gusti; l’intellettuale si rivolge ad una folla anonima e a lui ignota.

C’è un condizionamento da parte del pubblico che agisce sulla formazione e diffusione dei generi letterari; entrano i crisi i generi classici e si affermano quelli più vicini ai gusti del nuovo pubblico, come il romanzo, la novella e la ballata, oltre alle poesie che puntano sul sentimentalismo o sulle passioni patriottiche.

Questo condizionamento riguarda anche gli argomenti (ad esempio il romanzo storico che accontenta il gusto esotico) e la forma (vicende complicate per attirare l’attenzione, scene a effetto, rivelazioni inaspettate, scioglimenti a sorpresa).

Davide Esposito

Bibliografia

G. Baldi, S. Giusso, Z. Razetti, La letteratura, Paravia 2006.

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