Wilhelm e Friedrich Schlegel: i fratelli del romanticismo

Dopo i fratelli Mann, riprendiamo il discorso sulle parentele celebri della letteratura tedesca con Wilhelm e Friedrich Schlegel. Vissuti a cavallo fra il XVIII e il XIX secolo, sono tra le personalità più importanti di quello che storicamente viene ricordato come “primo romanticismo”. Questo movimento dunque deve molto ai fratelli Schlegel, creatori del primo cenacolo romantico a Jena e direttori della rivista Athenäum dal 1798 al 1800. Wilhelm e Friedrich Schlegel non furono mai “creatori di poesia”, ma letterati che rielaboravano in maniera personale quella altrui. È forse questa la più grande differenza tra i due fratelli. Mentre Wilhelm reagiva alla poesia altrui trasformandola in una versione più equilibrata, Friedrich concentrava l’essenza della creatività altrui in una battuta filosofica o in un aforisma brillante.

Il primo romanticismo: da Jena a Berlino

Il romanticismo di Jena, il primo romanticismo, consisteva essenzialmente in una serie di incontri e conversazioni. La conversazione romantica era il presupposto dell’elaborazione, spesso collettiva, delle idee ed anche delle opere che molto spesso appartenevano un po’ al gruppo intero, nato soprattutto grazie alla “fame d’amicizia” di Friedrich Schlegel. Abbandonata Jena in seguito ai contrasti con Schiller, Friedrich fondò un nuovo gruppo a Berlino nel luglio 1797. Assistiamo così alla formazione di due nuovi nuclei romantici. Il primo è costituito dall’amicizia fraterna e feconda fra Schlegel e Schleiermacher, il secondo dai contatti intensi di Schlegel con Tieck e Wackenroder. Oltre a questi ed altri incontri, vi furono due veri e propri convegni, il primo a Dresda nell’estate del 1798, il secondo a Jena nell’inverno 1799-1800. Due saggi pubblicati nell’Athenäum, Die Gemälde (1799) e Gespräch über die Poesie (1800), costituiscono i “verbali” di questi due convegni.

Wilhelm e Friedrich Schlegel: davvero così diversi?

Di Wilhelm e Friedrich Schlegel si può certamente notare la differenza caratteriale. Mentre il maggiore era molto più diplomatico e cavalleresco anche nel diffondere il “verbo” romantico, Friedrich si lasciava facilmente trasportare dalle passioni e da quella che da Novalis, suo grande amico, viene definita una vera e propria “fame d’amicizia”. Anche se dopo Jena Wilhelm e Friedrich Schlegel presero strade diverse, il loro rapporto non si affievolì mai, soprattutto grazie alle numerose lettere – di natura teorica e non solo – che si scrivevano. Entrambi viaggiarono molto per la Germania e l’Europa e le opere di entrambi, per quanto diverse, hanno costituito la base del movimento romantico tedesco ed europeo.

Wilhelm Schlegel: “il letterato cavaliere”

Wilhelm Schlegel, lavoratore infaticabile ed appassionato, era quasi predestinato ad essere il direttore, l’editore e il portavoce ufficiale del gruppo romantico. Mentre la “fame di amicizia” di Friedrich unì i romantici di Jena, il bisogno di ordine e di equilibrio di Wilhelm fece di essi un gruppo. Quanto alle idee, Wilhelm si limitava a riecheggiare quelle degli altri, poiché come poeta non era in grado di dar voce alla passione. Una riscoperta romantica di Wilhelm è il saggio su Romeo and Juliet. Nessuno aveva saputo prima di lui analizzare Shakespeare con tanta finezza in tutti i particolari. Allo Sturm und Drang che aveva esaltato, spesso senza ben conoscerlo, uno Shakespeare grande nella sua tempestosa violenza e nel suo geniale disordine, subentrò con Wilhelm una nuova generazione che voleva comprendere e gustare Shakespeare in ogni suo particolare.

Le lezioni e i viaggi per far conoscere il romanticismo

Wilhelm e Friedrich Schlegel
Madame de Staël

Dopo la dispersione del gruppo di Jena, Wilhelm riportò un eccezionale successo con le sue lezioni berlinesi tenute tra il 1801 e il 1804, specialmente col terzo corso dedicato alla poesia del Medioevo ed in particolare alla poesia neolatina, e con quelle viennesi. Wilhelm Schlegel lasciò la Germania nel 1804, accogliendo l’invito di Mme de Staël che gli affidò l’educazione dei suoi figli. I lunghi viaggi in sua compagnia in Italia, Francia, Inghilterra e Svezia, permisero a Schlegel uno scambio fecondo di idee con tanti letterati. A questo punto il romanticismo di Jena sfocia in un vasto movimento che è alla radice del romanticismo italiano, francese e di altre nazioni. Dopo l’esperienza con Mme de Staël, Wilhelm ottenne a Vienna un successo eccezionale con le sue Vorlesungen über dramatische Kunst und Literatur del 1808, che furono subito tradotte e costituirono il testo critico fondamentale di tutto il romanticismo europeo.

Friedrich Schlegel: l’irruenza delle passioni e l’insoddisfazione dell’esperienza

Wilhelm e Friedrich Schlegel
Dorothea Schlegel

Friedrich Schlegel ci tramanda una sua autobiografia nel romanzo Lucinde, dove il protagonista Julius è torturato dall’irrequietezza, dall’incapacità di trovare appagamento in qualsiasi attimo della vita. Ne è conseguenza l’insaziabilità, il bisogno di sostituire subito ad ogni esperienza che ha deluso un’esperienza nuova che dovrà essere più intensa. Di qui i tre grandi temi romantici: «Sehnsucht», «interessant» e «Reiz» (stimolo). Il Lucinde, composto nel 1799, oltre alle pagine nettamente pornografiche, interessa la critica perché è un testo che riflette il caos in cui Schlegel vedeva la più genuina caratteristica del romantico. L’opera infatti contiene brani di diario, un’autobiografia, sogni, un idillio filosofico, un dialogo d’amore, una romanza e una discussione fra l’autore e i suoi amici sul romanzo stesso. Il modello della protagonista era Dorothea Mendelssohn, figlia del filosofo Moses e futura moglie dello scrittore. In molti all’epoca videro nella trama del romanzo la loro scandalosa storia d’amore.

Pia C. Lombardi

Bibliografia

W. Schlegel, Corso di Letteratura Drammatica del Signor A. W. Schlegel, Forgotten Books, 2018.

F. Schlegel, Lucinde: Ein Roman, Hofenberg, 2016.