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Lezioni americane – Proposte letterarie per il nuovo millennio

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Lezioni americane

Lezioni americane , opera postuma di Italo Calvino, cerca di dare risposta alle seguenti domande: che cos’è la letteratura? Qual è il suo scopo? Che ruolo ricopre il letterato nella società, e soprattutto quella di oggi?

Tutta l’opera letteraria di Calvino è attraversata da uno spirito di ricerca e indagine, imperniato su tali quesiti. Lezioni americane è un vero e proprio testamento del suo percorso di scrittore e critico.

L’autore concepì le conferenze per le prestigiose Charles Eliot Norton Poetry Lectures ad Harvard. Si tratta di un’occasione offerta a nomi prestigiosi, quali T.S. Eliot o Borges, e proposta per la prima volta, nel 1984, ad uno scrittore italiano. Il lavoro, purtroppo, non è mai stato completato, poiché l’autore venne a mancare proprio durante la stesura. Tuttavia restano cinque lezioni più un fuori programma sul cominciare e finire. Analizziamone i contenuti.

Lezioni americane

Lezioni americane: un libro che parla di libri, del raccontare, degli strumenti

Lezioni americane si presenta come una piccola enciclopedia tematica. Ogni sezione si snoda in riflessioni senza soluzione di continuità, che balzano da un’epoca all’altra della storia della letteratura. Calvino inanella citazioni da Shakespeare a Dante a Dostoevskij o Borges per dare forma alle colonne portanti dell’arte poetica. Leggerezza, Rapidità, Esattezza, Visibilità, Molteplicità (e Coerenza, di cui purtroppo si hanno solo pochi appunti). Il tentativo è di calcolare il peso specifico del dato letterario, illustrare le sue qualità e potenzialità, tramandare il tutto ai posteri.

Anima portante dell’indagine è proprio lo sguardo rivolto al futuro, timoroso e al contempo speranzoso circa le sfide del prossimo millennio. E le riflessioni in essa contenute, per quanto apparentemente solo letterarie, sono per estensione culturali e sociali. Perché per Calvino la letteratura è un agente capace di modificare la realtà in cui si inserisce.

La mia fiducia nel futuro della letteratura può consiste nel sapere che ci sono cose che solo la letteratura può dare con i suoi mezzi specifici.

Pertanto, è opportuno capire a fondo le caratteristiche di tali strumenti e impegnarsi a preservarli in un continuo reimpiego.

Leggerezza

Il ciclo si apre con la Leggerezza, che è tutto il contrario del frivolo e superficiale.

…la leggerezza pensosa può far apparire la frivolezza come pensate e opaca.

La leggerezza è una reazione al peso del vivere, prendere una strada indiretta per arrivare ad un punto che si vuole cambiare. La letteratura qui si riassume così: una delicata evasione dal reale per poi tornare indietro e cercare di modificare ciò che non va.

Leggerezza è anche l’espressione di un concetto astratto, una frase ben riuscita, un’immagine efficace e altro ancora. Ma in fondo, qui come nelle altre sezioni, ogni definizione è riduttiva. Il gioco implicito del testo è proprio offrire risposte atte a generare nuove domande. La tensione “scientifica” calviniana è sempre bilanciata dall’invito a indagare nuovamente la frase, la parola, senza ambire a conclusioni definitive.

Rapidità

Il termine è traducibile con economia espressiva. Dai tempi della narrazione orale, il racconto prende forma attorno ai dettagli essenziali, eliminando il pleonasmo. Al contempo, il narratore deve gestire i tempi della narrazione e del discorso, allungandoli o riducendoli a seconda dei casi.

…il racconto è un’operazione sulla durata.

Un amoroso incontro tra un granchio e una farfalla, illustrazione di Paolo Giovio.

La chiave di volta è il motto festina lente (affrettati lentamente): la parola segue una propria tempistica, a volte scatta e altre procede adagio.

Nella vita pratica il tempo è una ricchezza di cui siamo avari; in letteratura, il tempo è una ricchezza di cui disporre con agio e distacco.

Esattezza

Già all’epoca, con una svolta digitale alle sue prime fasi, Calvino individuò un rischio significativo: l’appiattimento del linguaggio e l’uniformazione dei registri. L’Esattezza è uno degli anticorpi da lui individuati contro la “peste del linguaggio”.

L’esattezza e la pulizia espressive, la capacità di tracciare ritratti concettuali e immaginari icastici sono l’unico rimedio per la povertà di pensiero e di parola. Calvino sottolinea la necessità di imparare a definire nel senso più ampio del termine. Esempi illustri, quali Da Vinci e Leopardi, mostrano quanto si tratti di un impegno arduo e continuo, capace di giungere al cuore di ciò di cui facciamo esperienza.

…il giusto uso del linguaggio per me è quello che permette di avvicinarsi alle cose […] col rispetto di ciò che le cose (presenti o assenti) comunicano senza parole.

Visibilità

Come si intuisce, Lezioni americane vuole conferire un ruolo cruciale all’artista, capace di accedere a territori sconosciuti e mostrarli ad altri.

…il poeta deve immaginare visualmente tanto ciò che il suo personaggio vede, quanto ciò che crede di vedere,  o che sta sognando, o che ricorda, o che vede rappresentato…

Più che mai oggi, il ruolo di creatore di idee ed immagini sarebbe da opporre alla diffusione capillare di immagini preconfezionate. Attraverso i mass media più recenti, più che mai con internet e smartphone, si tende ad allevare un immaginario collettivo e collettivizzato oppressivo. Non è ozioso ragionare sulla fatica che si proverebbe tentando di pensare un immagine originale, priva di influenze.

Se l’immaginazione è il serbatoio della potenzialità, di ciò che “non è né è stato né forse sarà ma che avrebbe potuto essere”, non sorprende il suo recente deperimento. Sovrastimolati e infarciti di input audiovisivi, tendiamo ad un’uniformazione silenziosa, che lascia libertà espressiva, ma ne prosciuga la matrice.

Dunque una “pedagogia dell’immaginazione”, un’educazione alla visione, si fanno necessarie per coltivare una delle più importanti facoltà che ci rendono umani:

il potere di mettere a fuoco visioni a occhi chiusi […] di pensare per immagini.

Molteplicità

Per Calvino la letteratura vive di obiettivi smisurati. Riuscire a racchiudere in un sol luogo una molteplicità di argomenti e codici espressivi fa parte di questi (codice espressivo prediletto dal post-modernismo). Ne sono esempi la tendenza di Gadda a scrivere libri incompiuti e pregni di diramazioni o il tentativo di Proust di afferrare con la parola un mondo dilatato fino ad essere inafferrabile. La Molteplicità apre ad una nuova idea di letteratura, che offre e pretende molto dal lettore. Inventa una “enciclopedia aperta” poiché:

…non è più pensabile una totalità che non sia potenziale, congetturale, plurima.

Alla compiutezza di un romanzo di genere sostituisce un incrocio di generi ed ambizioni che si fondano sulla possibilità di aprire strade.

Tirando le somme delle Lezioni americane

Elemento non meno rilevante delle Lezioni americane è il proficuo gioco di rimandi tra ogni ambito e il suo opposto. La velocità di Mercurio è sempre bilanciata dall’essenza riflessiva di Saturno o dalla forza plasmatrice di Vulcano. Leopardi cercava un’esperienza del vago, descrivendola con una meticolosa esattezza nei dettagli.

Lezioni americane

Così come ognuno di questi ambiti della letteratura gode di una propria autonomia, al contempo gioca a rincorrersi con tutti gli altri. La rapidità di una frase cerca allora un’esattezza icastica che la renda chiaramente comprensibile, che susciti un’immagine ben visibile capace di espandersi ancora e ancora, moltiplicarsi assecondando l’immaginazione, il tutto guidato da una leggerezza espressiva che è la chiave di volta per fare di un testo letteratura. Ma il percorso appena suggerito è solo uno fra numerosi esempi possibili.

A fine lettura risulta chiaro quanto il discorso sia ben più che letterario. Dalla Leggerezza alla Molteplicità, Calvino intuisce e analizza necessità cruciali della nostra epoca. Se la letteratura è scelta come vedetta per gettare uno sguardo su questo difficile panorama, è perché ci sono soluzioni che solo essa può offrire.

Proprio in epoca di tecnicismo, di funzionalità del mezzo tecnico, di abdicazione della narrazione a favore del calcolo, è opportuno capire cosa sia l’arte della parola. Non solo celebrarla vanamente, ma dedicarle del tempo, comprenderne la natura e i tesori nascosti. In modo da avere sempre la capacità di sancire un inizio, di estrapolare dall’indefinito e potenziale qualcosa di definito e attivo. In modo che ogni fine non sia mai davvero tale, ma piuttosto una sosta per riflettere su quanto è stato detto e aprire a quanto si può ancora dire.

…per esaurite che siano [le storie], per poco che sia rimasto da raccontare, si continua a raccontare ancora.

Giovanni Di Rienzo

Bibliografia

Italo Calvino, Lezioni americane, oscar Mondadori, 2005, Milano.

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