Home Filosofia e psicologia Psicologia Massimo Recalcati: il sapere come corpo erotico

Massimo Recalcati: il sapere come corpo erotico

3918
Massimo Recalcati
"La scuola di Platone" di Jean Delville

In che senso l’eros ha a che fare con l’insegnamento? Quali processi hanno interessato la scuola, e le generazioni che ne hanno preso parte, negli ultimi decenni? Può l’amore del docente per il sapere essere la strada “sbarrata” che riqualifica il desiderio di conoscenza dell’alunno? Queste ed altre riflessioni vengono proposte da Massimo Recalcati nel suo scritto “L’ora di lezione”.

Qui, egli, passa al setaccio le fasi dell’insegnamento in relazione a tre grandi complessi della psicoanalisi. Dopo aver analizzato le dinamiche soggiacenti all’attuale condizione della scuola, lo psicanalista lacaniano prospetta un nuovo modo di intendere questo luogo, come quello in cui il soggetto produce quel desiderio che potrà essere in grado di orientare la sua vita.

La scuola edipica: Legge – desiderio

La Scuola Edipo, delineata da Recalcati, è quella alle quali le vecchie generazioni guardano con ammirazione e rimpianto. L’autorità del maestro era paragonabile, talvolta persino superiore, a quella del capofamiglia e la scuola nella sua accezione più generica era l’emblema della forza istituzionale.


La disciplina, però, non lasciava spazio alla libertà di espressioMassimo Recalcatine e il rapporto tra allievo e maestro era tutto incentrato sull’obbedienza del primo alle direttive del secondo. Prevaleva una prospettiva abbastanza radicale che vedeva contrapporsi la Legge al desiderio. Proprio come nel mito di Edipo, stante questa condizione, lo scontro tra allievi/figli e il maestro/padre era inevitabile.

Massimo Recalcati scrive:

“La ricchezza vitale del desiderio fu agita come un pugno contro la tirannia di una Legge interpretata solo nevroticamente come ostacolo al cammino del desiderio stesso, senza rendersi conto che Legge e desiderio sono necessariamente presi in un’articolazione simbolica”.

Lacanianamente la Legge e il desiderio sono interdipendenti perché si trovano tra loro in un rapporto dialettico. Laddove venga meno la coercizione, la figura del padre perde ogni carattere simbolico e lo stesso desiderio ne risente. Queste sono le fondamenta su cui si erge, a detta di Recalcati, la cosiddetta Scuola Narciso.

La scuola Narciso e il principio di prestazione

Lo psicanalista colloca l’avvento di questa scuola tra il 68’ e il 77’ e presenta il fenomeno in questi termini:

“Narciso è la tragedia tutta egoica del perdersi nella propria immagine del mondo ridotto a immagine del proprio Io. Il problema non è più quello della liberazione collettiva del desiderio, ma quello dell’affermazione cinica di se stessi”.

Massimo Recalcati
Narciso di Michelangelo Merisi di Caravaggio

Una connotazione narcisistica possiamo rintracciarla persino nella figura del genitore, che tende ad allearsi con il figlio per sentirsi amato da quest’ultimo per poi fare in modo che l’insegnante assuma le sue veci. Per ciò che invece concerne l’allievo, vi è l’oscillazione tra due poli: da un lato l’acquisizione passiva e priva di sforzi del sapere e dall’altro la spinta a migliorare il principio di prestazione.

In “Patria senza padri“, Massimo Recalcati riconduce persino l’abuso di droga, che caratterizza quest’epoca, alla volontà di rafforzare le prestazioni per evitare di sentirsi fuori posto. Questa volta lo spirito critico viene annullato dalla tendenza all’omologazione. Il depotenziamento della figura genitoriale corre di pari passo con quello della “parola” dell’insegnante.

Dunque, dinanzi ad un quadro così drammatico, devono forse gli insegnanti riappropriarsi dell’antico ruolo autoritario o è possibile stabilire un rapporto tra conoscenza e desiderio che segua altre dinamiche?

Massimo Recalcati: da Platone a Lacan, desiderio e conoscenza

Lo psicanalista risponde a queste domande, riproponendo la lettura lacaniana di un passo del “Simposio” di Platone. Poco prima di prendere parte al banchetto organizzato da Agatone, Socrate viene, infatti, rapito dal famoso daimon. Questo episodio incuriosisce Agatone, che sprona il filosofo a condividere con lui tutta la sua sapienza. Socrate, però, sostiene che quest’ultima non sia trasmissibile interamente da una persona all’altra.

Massimo Recalcati, alla stregua di Lacan, descrive in questi termini il compito del maestro:

“Aprire vuoti nelle teste, aprire buchi nel discorso già costituito, fare spazio, aprire le finestre, le porte, gli occhi, le orecchie, il corpo, aprire mondi, aprire aperture impensate prima”.

Questa è l’erotica dell’insegnamento, che consiste nel compiere un gesto che si serve di quella mancanza, sempre insita nel sapere, per suscitare il desiderio.

Del resto, lo stesso Socrate, quando il discorso sull’amore sarà avviato, così si rivolge ad Agatone:

“Considera allora se anziché naturale non sia veramente consequenziale che il soggetto che desidera desideri ciò che gli manca e per converso non lo desideri se non gli manca”.

La coscienza critica e la capacità di soggettivare il sapere debbono necessariamente passare per quel non detto che stimola gli allievi a ricercare non solo risposte ma anche se stessi nella definizione di queste ultime.

La Scuola Telemaco e il sapere come corpo erotico

In questa prospettiva la scuola Telemaco è proprio quella che ci si augura si realizzi pienamente il prima possibile. Telemaco è in attesa del ritorno di Ulisse, che però non sarà più la figura perfetta e autoritaria, ma è comunque l’unico che ha la facoltà di reintrodurre un ordine nella sua casa. In termini didattici questo significa che anche l’insegnante deve riappropriarsi del suo ruolo. Secondo Recalcati, egli deve vivificare la parola, trasformando il sapere in corpo erotico.

Come? La tensione erotica che si crea tra maestro e allievo è quella che Lacan nel Seminario VIII associa anche al momento del transfert, poiché anche durante la psicanalisi il paziente ricerca l’objet petit a nel suo interlocutore. Massimo Recalcati scrive:

“L’erotica dell’insegnamento si sostiene sull’amore per il sapere che è amore per una mancanza che ci attira e causa il desiderio di sapere”.

Affinché questo desiderio ci sia è indispensabile la presenza di uno scarto tra il soggetto e ciò che chiede all’Altro. Lo psicanalista così come il maestro deve tacere l’amore, cioè deve fare in modo che l’allievo/paziente preservi la libertà di andarsene. In tal modo quest’ultimo potrà incamminarsi nella sua strada senza dover rispondere alle attese del maestro.

L’amore per il sapere e non solo

L’insegnante deve, in definitiva, amare la conoscenza ma anche i suoi limiti. Egli deve dare corpo pulsionale alla parola, animandola con la seduzione della sua voce, ma deve anche accogliere l’inciampo, l’inesprimibile, avere cioè il coraggio di lasciare qualcosa in sospeso. Anche in questo senso Lacan sostiene che l’amore consiste nel dare all’altro ciò che non si possiede.

Massimo Recalcati
“Bambini che studiano” di Armando Spadini

Ci si chiede però se la figura del docente possa da sola risollevare le sorti dell’intera scuola e con essa anche provare a riscrivere quelle della nostra società. È evidente che oggi l’insegnante viva in uno stato di emarginazione preoccupante. A minare la possibilità di un’erotica dell’insegnamento concorrono diversi fattori: l’idea che egli debba essere uno psicologo; l’irrigidimento del sapere vincolato a programmi, esami etc;  una burocratizzazione che contribuisce ad allontanarlo dal suo vero scopo.

Se dunque l’amore per il sapere non basta, è urgente riconsiderare con serietà, anche a livello politico, gli strumenti che vengono forniti a coloro che ancora credono nell’ardito compito di dare forza alla parola. Nonostante tutto, infatti, la scuola si conferma essere ancora oggi il primo vero punto di incontro del soggetto con la società e, dunque, anche il momento in cui il singolo inizia a sviluppare la sua vocazione.

Nell’avvicinare il ragazzo al sapere, sfruttando il punto inaccessibile che ne suscita il desiderio, il maestro trasmette quell’amore autentico verso la continua ricerca. È l’amore per la sapienza nella sua forma più alta. Si tratta di un godimento che si pone in antitesi con il consumo istantaneo dell’oggetto desiderato al quale la società attuale ci ha abituati. Si tratta forse, allora, non solo di risollevare le sorti della società, ma di rieducare il soggetto al desiderio e, perché no, anche all’amore.

Giuseppina Di Luna

Bibliografia

Massimo Recalcati, L’ora di Lezione. Per un’erotica dell’insegnamento, ed. Einaudi, Milano 2014.

Massimo Recalcati, Patria senza padri. Psicopatologia della politica italiana, ed. Minimum Fax, Roma 2013.

Jacques Lacan, Scritti – Volume Secondo, Fabbri Editori, Milano 2007.

Platone, Simposio, Adelphi, Milano 1979.

Fonti Media

Immagine tratta dal sito: http://curiosando708090.altervista.org/a-scuola-negli-anni-60/

Commenti

Commenti