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The Lone Ranger: analisi del film Disney

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The Lone Ranger

Sparatorie su treni che sfrecciano tra deserti e montagne. In questo articolo parliamo di The Lone Ranger, un western targato Disney, con un’analisi delle caratteristiche e curiosità.

La trama di The Lone Ranger

Un ragazzino di nome Will incontra, nel tendone di una fiera, un anziano Comanche che rivela di essere Tonto, compagno d’avventura di The Lone Ranger. Inizia così il racconto della loro prima peripezia.

Tonto cerca di uccidere un criminale, Butch, ma è ostacolato dall’avvocato John Reid che scorta l’indiano dal fratello, il ranger Dan. L’azione di John favorisce la fuga di Butch e Dan lo insegue col fratello e altri compagni dopo aver elevato John al ruolo di ranger. Il gruppo cade in un’imboscata pianificata da Butch, e Tonto, evaso dalla prigione, aiuta John che è l’unico superstite. Il Comanche vede, infatti, un cavallo bianco selvatico avvicinarsi a John e interpreta ciò come il volere di uno spirito. Così l’avvocato guarisce e dà la caccia a Butch per vendicare il fratello, indossando una maschera fattagli da Tonto, “rinascendo” come “The Lone Ranger“.

Dopo alterne vicende come la prigionia presso una tribù indiana, durante la quale John scopre che Tonto vuole vendicare lo sterminio del suo villaggio, i due catturano Butch. In seguito lo consegnano a Latham Cole, ricco uomo d’affari che nel frattempo ha chiesto alla vedova di Dan, Rebecca, di sposarlo. Questo però è ciò che sia Latham sia Butch volevano, giacché i due sono in realtà fratelli. John e Tonto scoprono la verità in tempo e dopo un pazzo scontro dentro e sopra i vagoni di un treno sconfiggono i due per poi allontanarsi in cerca di nuova avventure.

Will si chiede se tutta la storia dell’indiano sia vera per poi indossare, con un sorriso soddisfatto, la stessa maschera di The Lone Ranger.

L’origine di The Lone Ranger

The Lone Ranger telefilm
The Lone Ranger come appare nel telefilm in bianco e nero

The Lone Ranger è un personaggio immaginario, ma non manca chi ha cercato di individuarne un’origine reale, come Art Burton. Nel suo libro Black Gun Silver Star lo scrittore lo collega al ranger afroamericano Bass Reeves. Burton evidenzia che inizialmente il ranger aveva una maschera nera che copriva tutto il viso e associa ciò al colore della pelle di Reeves. Dunque l’attributo numero uno del ranger misterioso aveva non la funzione di nascondere il volto ma di “lasciare una traccia” dell’uomo reale a cui era ispirato il personaggio.

The Lone Ranger era uno show radiofonico del Michigan nel 1933 e passò dalla radio a libri e televisione nel 1949. Abbinato alla serie televisiva del 1986 troviamo anche uno spot sulle patatine. Nel 1938 divenne un cartone animato muto avente come colonna sonora il Guglielmo Tell di Gioachino Rossini, abbinamento già presente nel programma radiofonico. Infine non mancarono fumetti, vinili con audiofiabe e videogiochi. 

La serie televisiva del 1949 mostra la “nascita” dell’eroe, in gran parte simile a quella del film. Qui Tonto lo aiuta perché ricorda che lo salvò quando erano bambini senza che ci fossero conti in sospeso coi banditi. Il ranger già cavalcava un cavallo bianco, Silver, ma né lui né l’indiano sospettavano che questi fosse uno spirito che ha scelto il suo cavaliere. (Qui un link all’episodio).

Johnny Depp, indiano d’America

Johnny Depp interpreta il Comanche spalla del Ranger Solitario. Il paragone con Jack Sparrow, pirata protagonista di Pirati dei Caraibi interpretato dallo stesso attore, è inevitabile. Le due figure hanno molte analogie, tanto che Tonto ha la qualifica di Jack Sparrow in salsa western. Le somiglianze comuni ai film, e non solo ai personaggi, discendono da Gore Verbinski e Jerry Bruckheimer, rispettivamente regista e produttore di entrambe le pellicole.

Johnny Depp

Nonostante questo Deep ha sottolineato, quando intervistato (minuto 01:58), la differenza tra Sparrow e Tonto. In quanto personaggi interpretati da lui, ha ammesso, è normale che vi sia qualcosa di comune. Tuttavia Sparrow è un pirata ambizioso e privo di morale che non potrebbe riuscire nei suoi piani da solo e senza raggiri. Tonto al contrario ha una forte etica, non ha problemi nel vivere da solo e l’unico suo scopo è vendicarsi dello sterminio della sua tribù.

Deep ha mostrato molto entusiasmo per questo ruolo dichiarando in un’intervista:

«Ho voluto a lungo smascherare il modo in cui trattano i Nativi Americani nel cinema. Fin dagli albori del cinema erano presentati come selvaggi […] quando invece erano dei sopravvissuti, dei guerrieri, attaccati dalle milizie americane. […] Fare questo in un film commedia/di azione è una strada impervia, e questa era la mia sfida, il rischio che ho voluto correre.»

A tal riguardo è interessante ricordare il grande interesse e rispetto dell’attore per l’antica cultura amerinda, anche a causa di una sua probabile discendenza da un nativo americano.

Un western storico?

Ambientato nel “Far West“, The Lone Ranger rientra tra i film western dotati di contenuti nuovi. I treni, presenti tradizionalmente solo in scene di rapina, diventano qui un elemento che si intreccia con la storia dei personaggi, oltre che un’ambientazione per momenti frenetici.

La pellicola richiama atmosfere di vari film legati al western come il primissimo Assalto al treno e C’era una volta in America. Nonostante il rimando a circostanze storiche non ha però alcuna pretesa storica, cosa che palesa con vari elementi, primo tra tutti i conigli cannibali! Sulla presenza di queste creature, quando il regista ha dovuto dare spiegazioni, ha sardonicamente affermato «Non vedo il problema, non capisco la domanda». (Minuto 14:50 del link).

“Tonto” e “Kemosabe”

Nel film Tonto chiama il Lone Ranger Kemosabe, similmente alla serie radiofonica. Il soprannome sembra essere la storpiatura di gimoozaabi, parola usata da alcune tribù indigene dell’America. Letteralmente traducibile con “colui che sbircia“, tale termine avrebbe indicato gli esploratori di queste tribù, divenendo poi il nome di un campo di boy scout nel 1916. James Jewell, l’attore radiofonico che raccontava le storie sul Lone Ranger, avrebbe preso ispirazione proprio da questo campo, conferendo alla parola l’accezione di “amico fedele“.

In The Lone Ranger Tonto afferma che Kemosabe significa “fratello sbagliato” e che ha conferito tale nome a John perché gli spiriti li hanno voluti “fratelli d’avventura“. Tonto avrebbe però preferito Dan, il fratello ucciso da Butch, da cui “fratello sbagliato”.

Il nome Tonto ha suscitato uguali perplessità: in varie lingue (italiano, portoghese, spagnolo) ha, infatti, il significato di stupido. Abbiamo qui un’altra parola amerinda, “selvaggio“, che Tonto assume dopo lo sterminio della sua comunità e l’esilio da parte delle altre tribù.

The Lone Ranger è stato un flop?

Sebbene The Lone Ranger abbia incassato 260 milioni di dollari il suo costo complessivo è stato di 375 milioni, dunque si tratta di un flop.

Il giudizio negativo, nonostante il film vanti attori popolari quali Helena Bonham Carter e Johnny Depp e sia una produzione Disney, non riguarda però il pubblico. Una gran fetta di audience ha espresso un giudizio positivo sulla pellicola e si è chiesta se The Lone Ranger avrebbe avuto un sequel. 

The Lone Ranger fumetto
Copertina del fumetto di The Lone Ranger

In effetti alcuni attori avevano già firmato un contratto per un film successivo prima del lancio e Depp aveva dato la sua disponibilità.

The Lone Ranger risulta in ogni caso apripista per un nuovo stile western e con una cura notevole nella realizzazione. (A questo link un esame attento di una delle sue scene).

Luigi D’Anto’

Bibliografia

Art Burton, Black Gun Silver Star

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