Il Nuovo cinema internazionale degli anni ’60 e ’70

Con «Nuovo cinema» si indicano una serie di esperienze cinematografiche che, dalla fine degli anni Cinquanta fino ai primi anni Settanta, si sviluppano su scala internazionale. Con esso infatti indichiamo un gruppo di esperienze eterogenee formato dal free cinema inglese, dalla nouvelle vague francese, dalla nova vlnà¡ cecoslovacca e dal cinema nà´vo brasiliano che difficilmente possono essere sintetizzate in una definizione univoca e determinata ma hanno in comune il desiderio di rinnovamento sia del piano narrativo che del piano immaginario e organizzativo.

Il Nuovo cinema mette in questione il cinema stesso, pone nuove domande sia sulla sua struttura narrativa che sulle forme discorsive e inevitabilmente pone nuove domande sull’individuo e sulla storia (e sul rapporto dell’individuo con la storia). àˆ una trasformazione del linguaggio che, quindi, comincia a mettere in discussione anche l’essenza dell’individuo e della stessa società .

Le tecniche e le strutture produttive del Nuovo cinema

Il cambiamento investe non solo l’apparato narrativo (e quindi linguistico) ma anche e soprattutto tutta la struttura tecnica e l’organizzazione produttiva.

Si tende soprattutto a semplificare e a velocizzare le procedure di produzione attraverso uno sviluppo di un cinema pi๠economico e flessibile, svincolato dal rigido schematismo dello studio system. Le troupe sono ridimensionate, si utilizzano pellicole pi๠sensibili (quindi con una necessità  di illuminazione inferiore) che consentono una maggiore agilità  e la possibilità  di girare anche in interni poco illuminati. Le stesse lampade vengono utilizzate non per creare una bellezza plastica dei vari personaggi, ma prevale un’illuminazione da acquario, cioè diffusa e a volte sporca (ad esempio, non si tende pi๠a controllare la luce che proviene dalle finestre).

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Lindsay Gordon Anderson, tra i massimi esponenti del free cinema britannico.

Il set diventa agile e perde un po’ dell’artificialità  tipica del teatro di posa, garantendo un’impressione sempre pi๠aderente alla realtà .

Le novità  non riguardano la sola manipolazione della scenografia e della tecnica di ripresa, ma coinvolgono anche l’ambito sonoro: si utilizzano apparecchiature sempre pi๠leggere e con l’invenzione dei registratori magnetici sincronizzati e anche grazie a microfoni direzionali particolarmente sensibili si riesce a registrare un suono anche in presa diretta, rendendo pi๠semplici le riprese in esterni.

Anche la composizione dell’inquadratura tende alla semplificazione: si diffonde l’uso dello zoom e le macchine leggere come l’Arriflex danno la possibilità  di essere trasportate a mano. Si rafforza, quindi, l’idea di un cinema povero e leggero che si fonda sulla creatività  individuale (rafforzando e rinnovando anche il concetto di autore, che diventa un vero e proprio artista).

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Una Arriflex 16 mm, piccola e leggera, ideale per le riprese a mano.

Nuovo cinema, nuovo orizzonte sociale

L’affermarsi del Nuovo cinema è legato, come abbiamo già  specificato, sia ad una trasformazione dell’apparato produttivo e sia a una necessità  di rinnovamento sociale e culturale.

Il Nuovo cinema tende a porre l’accento su un nuovo soggetto, che è immerso in problematiche relative alle scelte di vita e alla costruzione di un proprio destino (comincia a farsi avanti anche uno scontro generazionale, quindi). Il soggetto è spesso giovane ed è spesso in conflitto con l’ambiente sociale che lo circonda, nota e ripudia le ipocrisie tipiche della società  organizzata. Rigetta le convenzioni, le regole, le tradizioni e spesso anche la religione ma è soprattutto un soggetto che si ritrova (e si scopre) in una condizione di puro esser-ci: non ha riferimenti, non ha un destino tracciato nà© tantomeno si sente posto in un contesto sicuro. Il nuovo soggetto è destinato all’opposizione ed è impegnato nella costruzione di nuovi valori.

In questo nuovo percorso tracciato dagli autori del Nuovo cinema, diventa di fondamentale importanza il valore dell’autenticità  che si impone attraverso la realizzazione della libertà . La condizione di libertà  è posta dall’assenza di vincoli, di obiettivi e di destini prefissati ma questa stessa libertà  pone l’individuo a cavallo di una linea sottilissima che traccia il confine tra due realtà  ambivalenti ma contrapposte: da un lato una posizione positiva, il soggetto ha possibilità  di sperimentazione ed è posto in una condizione di apertura esistenziale; ma dall’altro lato vi è una posizione negativa, in quanto si sviluppa un sentimento di angoscia, data dalla mancanza di cardini che possano guidarlo e proteggerlo.

La volontà  di rappresentare la vita e le nuove problematiche fanno in modo che cambi anche la struttura narrativa e la modalità  di messa in scena. Non c’è pi๠un concatenamento serrato di azioni e di eventi, vi sono invece articolazioni aperte e sviluppi pi๠sciolti date da un andamento pi๠libero e casuale degli eventi e le impressioni e le reazioni psicologiche hanno molta pi๠importanza dei fatti.

Naturalmente, le esperienze della Nouvelle vague francese (e in particolare di Godard) risultano essere un punto di riferimento importante per tutti ma, aldilà  di questo, c’è una forte ricerca di libertà ; affermando la varietà  e il nomadismo della messa in scena.

Le strutture narrative cambiano (e sono costrette a cambiare) perchà© il modello classico non è pi๠in grado di rappresentare l’ambiguità  e le problematiche che si fanno avanti in questo tormentato e particolare periodo storico.

Cira Pinto

Bibliografia:

·         Introduzione alla storia del cinema, Bertetto.

·         Saper vedere il cinema, Antonio Costa.