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Biografia greca: gli scrittori raccontati dagli antichi

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La biografia greca era un genere letterario ben diverso dalla biografia intesa in senso moderno. Infatti opere di questo genere non miravano all’assoluta scientificità, ma erano ricche di elementi aneddotici e fantasiosi finalizzati a stupire e divertire il lettore. Lo stesso termine “βιογραφία” è tardo ed è usato solo da Fozio. La parola con cui gli antichi descrivevano un’opera biografica, invece, è “βίος”, che può significare semplicemente “vita”, ma anche “modo di vivere” o “intera durata della vita”.

Gli esempi più antichi di biografia greca

La maggior parte degli studiosi ritiene che il genere biografico sia invenzione dei Greci. Tuttavia sulla biografia greca ha avuto una grande influenza anche la tradizione del Vicino Oriente.

I primi esempi di biografia greca di cui abbiamo notizia risalgono al VI secolo a.C. Si tratta di Vite di Omero scritte dai rapsodi, probabilmente premesse alla recitazione di passi dei suoi poemi.

Tra VI e V secolo a.C. sono scritte molte biografie di personaggi a metà tra mito e realtà, come i Sette Saggi, filosofi e statisti (tra cui Talete e Solone) a cui sono attribuite massime e comportamenti esemplari. È scritta in questo periodo anche la Vita di Esopo, ricca di elementi fantasiosi, che in parte probabilmente derivano dal racconto babilonese di Ahiqar. Entrambe le storie hanno per protagonista un saggio che diventa consigliere del re, è condannato ingiustamente, ma infine riesce a riscattarsi.

biografia greca
I sette saggi

Nel V secolo diventano sempre più frequenti le Vite di personaggi politici, filosofi e scrittori. Di tali esempi di biografia greca abbiamo solo frammenti, che dimostrano la propensione degli antichi ad inserire elementi aneddotici in opere di questo tipo.

La biografia greca in età ellenistica: i Peripatetici

L’età ellenistica è il periodo in cui la biografia greca inizia a strutturarsi in modo preciso. Sembra che abbia contribuito allo sviluppo di tale genere letterario soprattutto la scuola peripatetica. Già Aristotele in vecchiaia si era interessato all’indagine storiografica, dedicandosi anche ai ritratti di personaggi noti, e probabilmente aveva scritto biografie il suo successore Teofrasto.

Tra i Peripatetici autori di Vite di scrittori ricordiamo Cameleonte, Prassifane e Satiro. Le loro opere, probabilmente destinate al grande pubblico, erano caratterizzate dalla cura stilistica, dalla successione degli eventi in ordine cronologico e da aneddoti fantasiosi.

In particolare a Cameleonte è attribuita l’invenzione del metodo definito appunto di Cameleonte, che consiste nel ricavare notizie sulla vita di uno scrittore dalla sua stessa opera. Ad esempio il biografo racconta che quando Pindaro era giovane, mentre dormiva, un’ape si posò sulle sue labbra, vi depositò del miele e vi costruì un nido. Tale scena, avente la funzione di iniziazione poetica per il gioco di parole tra μέλος (canto) e μέλι (miele), è inventata a partire da un componimento del poeta. In esso Pindaro afferma di avere le labbra più dolci dei nidi delle api, alludendo metaforicamente alla dolcezza dei propri canti.

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Pindaro

Un’altra fonte a cui attingevano abitualmente i biografi peripatetici era la commedia antica. Ad esempio Satiro accusa Euripide di essere misogino a causa dell’adulterio della moglie. Tale pregiudizio è tratto dalle accuse mosse al tragediografo da Aristofane, soprattutto nelle Tesmoforiazuse.

La biografia alessandrina

Un’altra espressione della biografia greca sviluppatasi in epoca ellenistica è quella nata nell’ambiente della Biblioteca d’Alessandria. Secondo gran parte della critica, tale ambiente avrebbe prodotto Vite suddivise in rubriche anziché ordinate cronologicamente, prive di preoccupazioni stilistiche e contenenti solo dati seri e controllati. Infatti i filologi della Biblioteca, che erano stati anche i primi a realizzare edizioni critiche dei poemi omerici, dovevano rivolgersi ad un pubblico ristretto di dotti.

Un esempio di biografia alessandrina è la Vita di Pindaro contenuta nel Papiro di Ossirinco 2438, che si limita a dare scarne informazioni sul poeta, indicando la sua provenienza, i nomi dei suoi genitori e delle sue figlie e a fornire un elenco delle sue opere.

Tuttavia doveva esistere almeno un filone della biografia alessandrina aperto all’inserimento di elementi aneddotici. Infatti i γένη bizantini, cioè le Vite degli autori premesse alle loro opere nei manoscritti medievali, sono modellati proprio su opere alessandrine, ma sono ricchi di notizie fantasiose.

Gli obiettivi e l’influenza della biografia greca

Il fatto che in gran parte della biografia greca fossero presenti aneddoti e storie fantastiche ci fa intuire che il genere non richiedesse la stessa scientificità che ci aspetteremmo da una moderna biografia. Infatti lo scopo del biografo antico era in primo luogo esporre l’ethos, il carattere del personaggio di cui stava parlando. Per fare ciò gli era consentito anche soffermarsi su aneddoti di poco conto e addirittura inventare notizie.

Tale libertà è spiegata anche da Plutarco, l’autore delle Vite Parallele vissuto tra I e II secolo d.C., che si ispirò alla biografia peripatetica. Nell’introduzione della Vita di Alessandro egli afferma:

“Infatti non scrivo storie, ma vite, e nelle azioni più importanti non c’è sempre una manifestazione di virtù o vizio, ma spesso un’azione di poco conto, una parola, una battuta rivela il carattere più di battaglie con molti morti, dei più grandi schieramenti, assedi di città”.

Di conseguenza molte caratterizzazioni di autori antichi – la cecità di Omero, la bontà di Sofocle, la misoginia di Euripide – sono il frutto di invenzioni e semplificazioni dei biografi greci.

Serena E. Di Salvatore

Bibliografia

Arrighetti G., Vita di Euripide, in «Studi Classici e Orientali», 13, Pisa, 1965.

Arrighetti G., L’aneddoto, la biografia greca e Aristotele, in «Studi Classici e Orientali», 49, 2003, pp. 19-44.

Gallo I., Una nuova biografia di Pindaro (POxy. 2438), Salerno, 1968.

Gallo I., La biografia greca: profilo storico e breve antologia di testi, Soveria Mannelli, 2005.

Momigliano A., Lo sviluppo della biografia greca, Torino, 1974.

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