Tertulliano, libero arbitrio e Trinità

Tertulliano è uno scrittore dell’antichità fondamentale per la storia del pensiero: infatti, egli riflette intorno concetti quali quello di “persona”, “libero arbitrio“, “sostanza” e “Trinità”. In questo articolo ne analizziamo la vita, il periodo storico nel quale vive e il pensiero.

Cornice storica: Cartagine

Innanzitutto, Tertulliano vive tra il secondo e il terzo secolo dopo Cristo. Dunque, siamo ancora in quella lunga età della storia che gli storici definiscono “antica”. Tuttavia, siamo anche verso la sua conclusione. Infatti, il terzo secolo è oggi un periodo in cui individuiamo l’inizio della “tarda antichità“, anello di congiunzione tra l’età antica e il Medioevo. Determinano questa periodizzazione fattori come la crisi politico-economica dell’Impero romano, che inizia nel 200 d.C. e giunge fino alla sua fine. Ma è anche il periodo di un rinnovamento culturale radicale per via della presenza sempre maggiore del cristianesimo, fino a che tale religione diviene quella ufficiale dell’intero Impero nel 380.

Ma prima di quest’ultima data il cristianesimo trova già grande diffusione in Medio Oriente e nel Nord Africa romano. Dunque, sorprende poco che uno dei centri di maggior dibattito intorno le tematiche sollevate da questa religione è Cartagine. In effetti, Cartagine viene rasa al suolo dai Romani nel 146 avanti Cristo, alla fine delle guerre puniche, e la tradizione racconta che il luogo viene maledetto, impedendone così la ricostruzione. Eppure, l’area geografica risulta così importante per il commercio che negli anni successivi sorge col beneplacito dei Romani una nuova Cartagine, chiamata Iunione Carthago, in particolare sotto la reggenza dell’imperatore Ottaviano Augusto. Così, nel secondo secolo essa è già una fiorente città marittima. Infatti, proprio Tertulliano ci informa nel suo testo Apologeticum, scritto a Cartagine, non soltanto del numero elevato di Cartaginesi, ma anche dell’alto numero di convertiti al cristianesimo tra questi ultimi.

Tuttavia, il cristianesimo in questo periodo convive nella città, come del resto avviene in tutto l’Impero, con altre correnti religiose. Innanzitutto, gli antichi culti pagani. Poi, il manicheismo, che sorto nel terzo secolo trova veloce diffusione in Medio Oriente e nell’Impero romano. Infine, il mitraismo.

Tertulliano: la vita

Tertulliano
Tertulliano. Immagine da: Wikipedia.org

Dunque, sappiamo che Tertulliano nasce a Cartagine nel secondo secolo dopo Cristo, forse tra il 155 e il 160. Figlio di un centurione comandante di truppe al servizio del proconsole d’Africa, riceve un’educazione classica che include il greco. Nei suoi testi ci parla del culto di Mitra, cosa che lascia ipotizzare la sua adesione nel periodo giovanile a questa setta. Comunque, egli studia giurisprudenza e inizia la sua pratica a Roma. Tuttavia, torna a Cartagine, verso il 195 si converte al cristianesimo e prende gli ordini sacerdotali, almeno come racconta San Girolamo. Innanzitutto, egli aderisce a una setta nota come montanisti. Poi, negli ultimi anni della vita fonda una propria setta cristiana, nota appunto come tertullianisti. La morte di Tertulliano è forse successiva al 230. Comunque, l’ultima informazione certa su di lui risale al 222 d.C.

Nel corso della sua vita Tertulliano scrive molte opere. Tuttavia, l’ordine nel quale egli le compone è ancora oggi oggetto di dibattito. Però, sembra che tra i primi scritti vi è l’Apologeticum.

Tertulliano e il montanismo

Dunque, chi sono i montanisti? Si tratta di una setta cristiana fondata da Montano, teologo dell’area turca di cui ci parla in primis San Girolamo. Innanzitutto Montano sarebbe un sacerdote della dea Cibele. Ma una volta convertito, predica insieme a delle profetesse, Massimilla e Priscilla, che con lui si dicono ispirate direttamente dallo Spirito Santo, che fornisce loro visioni profetiche. Il trio gira predicando i loro precetti e Montano si definisce come un secondo Spirito Santo. Inoltre, i montanisti (o frigiani, o pepuziani, o catafrigiani, o quintilliani) credono in un futuro ritorno di Cristo.

Così, i primi tempi la Chiesa tenta una conciliazione con questa setta. Ma sul finire del secondo secolo papa Zefferino li condanna come eretici, condanna confermata dal Concilio di Costantinopoli del 381. In effetti, la Chiesa è preoccupata dall’elemento profetico e dalla loro idea contraria al perdono dei peccati da parte della Chiesa stessa. Inoltre, le fonti riportano di rituali cruenti con implicati neonati. Ma è difficile stabilire quanto sia vero e quanto frutto di propaganda contraria. Tra il 500 e il 600 Giustiniano fa distruggere il loro tempio a Pepuzia sorto sulla tomba di Montano, evento questo che segna la scomparsa progressiva della setta.

Dunque, Tertulliano è in una prima fase un cristiano montanista. Poi però avrebbe fondato una propria setta che, come raccontano le fonti, in primis Agostino d’Ippona, avrebbe avuto regole ancora più rigide. Tuttavia, oggi di questa setta, come quella di Montano, non resta nulla, e non sappiamo quanto c’è di vero in tutto ciò. Gli ultimi tertullianisti avrebbero abbracciato una fede cristiana ortodossa proprio grazie all’intervento di Agostino.

L’Apologeticum

L’Apologeticum, come suggerisce il nome, pone una difesa ed esaltazione della fede cristiana. Infatti, in essa Tertulliano si rivolge in modo diretto ai detrattori di tale religione e stila un elenco di imperatori persecutori, primo tra tutti Nerone, e tolleranti, come Marco Aurelio, questi ultimi descritti tra i più saggi (tra questi colloca anche il faraone Tolomeo Filadelfo, che porta ad Alessandria i testi ebraici). Insomma, Tertulliano plasma l’immagine classica degli imperatori di Roma.

Ma accanto a ciò, egli nota che i cristiani sono romani accusati di allontanarsi dalle tradizioni. Ebbene, non vi sono molti romani che si allontanano da queste non perché cristiani ma perché preda della corruzione e delle mollezze? Perché allora perseguitare i primi e non i secondi? Inoltre, certi culti della tradizione prevedono sacrifici, come quelli a Saturno in Africa o a Mercurio in Gallia. Inoltre, Tertulliano evidenzia come i politeisti affermano la credenza nei propri dei. Eppure, distruggono le rappresentazioni degli dei sconfitti senza temerne l’ira. Inoltre, le statue degli dei sono vendute insieme a tutte le altre merci al mercato, e miti e rappresentazioni teatrali descrivono come certi dei muoiono o sono sul punto di morire, oppure li mettono in ridicolo.

Poi, l’autore chiarisce il rapporto tra ebraismo e cristianesimo. Infatti, dapprima afferma che la venerabilità del secondo è data dall’antichità dei Testi Sacri. Ma questi non appartengono forse a un’altra religione? In realtà, gli ebrei affermano l’attesa del Cristo, il quale è Dio perché emanazione del Logos, verbo che si fa carne.

Infine, in quanto alle celebrazioni per l’imperatore, i cristiani non partecipano perché  scostumate e immorali, e anzi l’imperatore dovrebbe guardarsi da coloro che vi prendono parte. Difatti, i cristiani rispettano l’imperatore in quanto tale. Ma a buona ragione hanno in maggior conto il Dio.

La sostanza e la Trinità secondo Tertulliano

«Siamo una corporazione, che ha per base la consapevolezza di una religione comune e l’unità di una disciplina comune e il patto di una speranza comune. Ci raccogliamo in adunanze e riunioni, per circondare, pregando, Dio con le suppliche […] Preghiamo anche per gl’imperatori, per i loro ministri e magistrati, per la stabilità del mondo, per la tranquillità della vita, per la dilazione della fine. Ci raccogliamo per la lettura della Scrittura divina.»

Questa è la definizione dei cristiani che Tertulliano fornisce nell’Apologeticum. Da questa premessa prendono forma tutti i suoi scritti, raggruppabili in tre insiemi: gli apologetici, in difesa del cristianesimo contro paganesimo e giudaismo. Poi i dogmatici, che confutano le eresie. Infine, gli ascetici o pratici, che trattano la morale e la disciplina della Chiesa.

Anche se Tertulliano afferma la differenza tra cristiani e filosofi, ammette punti in comune in quanto afferma che le fonti della ricerca sull’origine delle cose e altre tematiche sono condivise. Perciò, sorprende poco che egli unisce alla fede le riflessioni su alcune questioni come il concetto di sostanza e di persona. In effetti, sostanza è un termine che ricorre già da molto prima nel lessico filosofico e su cui vari pensatori hanno espresso il proprio parere. Ma per Tertulliano è importante parlarne in quanto permette l’argomentazione intorno l’essenza di Dio. Il Dio è unico, invisibile, inafferrabile, inconcepibile, vero e grande. Eppure, è lo stesso Tertulliano che, per primo, usa il termine “Trinità” in riferimento a Dio. Cioè, l’idea che Dio non è una sola persona, bensì tre.

Infatti, nell’Adversus Praxean egli scrive «unam substantiam in tribus cohaerentibus». Cioè, il fatto che Dio possiede tre persone, quella del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, non contraddice il suo essere un’unica sostanza in quanto lo “spirito divino” è nel senso più esatto spiritus, puro soffio vitale svincolato dal corpo. Ecco spiegato come Cristo e lo Spirito Santo, seppur emanazioni del Padre, sono con Lui co-eterni.

Il concetto di persona e libero arbitrio

Dunque, come è evidente, gli argomenti toccati da Tertulliano sono molto delicati. Essi tentano un concilio tra parole greche e latine nel tentativo di spiegare elementi filosofici e ciò che è scritto nei Testi Sacri ebraici. Tuttavia, proprio questa operazione delicata comporta la formulazione di idee inaudite.

In effetti, questo è ancora più evidente riguardo la nuova accezione che Tertulliano conferisce alla parola “persona“. Infatti, se in latino essa ha il significato di “maschera“, egli la carica con una nuova prospettiva. Sviluppato per definire la Trinità, esso comporta ora il significato che ha ancora oggi, quello di individuo umano. Tuttavia, la grande differenza tra le tre persone di Dio e l’umano è il fatto che quest’ultimo è vincolato a un corpo, cosa che lo rende per l’appunto un individualità. Perciò, da qui l’argomentazione che la resurrezione è un qualcosa che coinvolge non solo l’anima ma anche il corpo. Ecco perchè possiamo affermare, come scrive il filosofo Godani, che il concetto di persona è proprio dell’Occidente e nasce con l’era cristiana.

Agostino

Un secolo e mezzo dopo Tertulliano, nel 370, vive a Cartagine Agostino d’Ippona. Questi è un santo e filosofo di fama maggiore, in quanto considerato anche padre fondatore del pensiero cristiano, a differenza di Tertulliano che, in quanto membra di una setta considerata eretica, non rientra del tutto propriamente tra i patristi. Eppure, è indubbio il debito che tanto Agostino tanto tutti i pensatori cristiani hanno nei confronti delle sue riflessioni, come ha sottolineato anche Papa Benedetto XVI.

Luigi D’Anto’

Bibliografia

P. Godani, Il corpo e il cosmo, Per una archeologia della persona, Neri Pozza 2021.

Sitografia

Testo di Papa Benedetto XVI del 2007 dedicato a Tertulliano sul sito della Santa Sede.

Tertulliano, Apologeticum.

Nota: l’immagine di copertina è tratta da Wikimedia Commons.