Ruggero Bacone, Opus Maius e altre opere

Ruggero Bacone è uno dei pensatori inglesi più importanti del periodo definibile Basso Medioevo. Mente poliedrica, ben rappresenta tutti gli studiosi dei suoi tempi. In questo articolo analizziamo, oltre che la vita e il periodo storico in cui vive, anche le opere e il pensiero.

Cornice storica

Innanzitutto, il secolo in cui vive Ruggero Bacone è il XIII. Siamo nel Basso Medioevo, quel “secondo Medioevo” che, a differenza del primo, è più vicino all’età moderna piuttosto che all’antichità. Quindi, il cristianesimo è ormai non solo la religione più diffusa in Europa, è anche il fulcro intorno cui ruota da tempo il sapere, dato che la maggior parte dei pensatori, fin dalla patristica, sono teologi e uomini di Chiesa da diversi secoli.

Inoltre, troviamo due ordini monacali che assumono un’importanza sempre maggiore all’interno di questo panorama: i domenicani e i francescani. In effetti, entrambi hanno come differenza rispetto agli ordini precedenti la diretta dipendenza dal potere del Papa piuttosto che tramite la mediazione di vescovi. Inoltre, piuttosto che interpretare la vita monastica come un percorso di clausura, lontano dagli altri uomini, essi agiscono in ambiente cittadino e quindi in contatto con la società. Ancora, intellettuali di ambo le parti si dedicano alla traduzione e interpretazione di Aristotele, data la diffusione dei suoi testi in questo periodo. Così, tra i domenicani contiamo Alberto Magno e Tommaso d’Aquino, mentre tra i francescani Bonaventura e lo stesso Ruggero Bacone.

Ma c’è una differenza importante che caratterizza il francescanesimo. Cioè, il fatto che più che come ordine esso nasce, su volontà di Francesco d’Assisi, come forma di vita che ha come modello la povertà della vita di Cristo. Dunque, questa simplicitas francescana diviene una rottura della dicotomia medievale tra laici e chierici, che nel caso di Ruggero Bacone assume un connotato preciso dal punto di vista intellettuale. Cioè, l’idea che anche un uomo semplice in quanto non aristocratico o ricco, quindi che appartiene al popolo, può possedere maggior conoscenza.

Ruggero Bacone, la vita e le opere

Ruggero Bacone
Ruggero Bacone nel suo osservatorio di Merton College, quadro di Ernest Board. Fonte immagine: Wikipedia.org.

Ruggero Bacone” è la forma italianizzata del nome con cui gli inglesi ricordano questo pensatore, Roger Bacon, e delle formule latine con le quali lo nominano i documenti, Rogerus o Rogerius Baconus o Baconis.

Dunque, Bacone nasce nell’antico e ricco paese di Ilchester, nell’odierna Gran Bretagna tra la Cornovaglia e il Galles. In quanto all’anno di nascita, vi è un solo documento che ci permette di intuire quale possa essere ed è una sua stessa opera: l’Opus Tertium. Infatti, in esso riporta che “sono passati quarant’anni da quando ho studiato l’alfabeto”, intendendo con quest’ultimo, forse, lo studio delle arti del trivio e del quadrivio delle università medievali. Se questa indicazione è veritiera, Bacone nasce allora tra il 1210 e il 1220 dopo Cristo.

Così, Ruggero studia presso l’Università di Oxford e ha come insegnante il filosofo Roberto Grossatesta, scienziato e vescovo inglese. Poi, studia a Parigi teologia, fino al suo ritorno a Oxford, dove prende i voti in qualità di francescano. Ma ecco che il cardinale Guido il Grosso Fulcodi, interessato alle sue idee, gli chiede la stesura di un testo. Ai francescani non è permessa la pubblicazione di documenti senza permesso specifico e Bacone esita. Tuttavia, quando Guido diviene Papa col nome di Clemente IV, cede a tale richiesta. Ma una volta completata la lunga realizzazione di questa opera, nel 1268, Papa Clemente muore, e senza più il suo protettore Bacone cade in disgrazia e riceve l’accusa di stregoneria da membri del suo ordine. Così, finisce in prigione e vi resta per circa dieci anni, finché alcuni nobili lo aiutano e viene scarcerato.

Infine, tornato a Oxford, prosegue gli studi fino al 1962, probabile anno della morte.

Progetto enciclopedico di Ruggero Bacone

Dunque, a un francescano non è permessa la pubblicazione di testi a causa delle Costituzioni Narbonesi del 1260. Ma Bacone scrive numerosi manoscritti. In effetti, le sue opere più famose, L’Opus Maius, l’Opus Minus e l’Opus Tertium vanno pensate come un unico lavoro, il preambolo di una grande enciclopedia delle scienze che lo studioso prepara per Papa Clemente. Anche se il progetto termina per la morte del Papa, opere successive come il Compendium studii theologiae vanno pensate come parte di tale progetto.

Quindi, Bacone scrive L’Opus Maius, L’Opus Minus e l’Opus Tertium nello stesso anno, il 1267 per la richiesta del Papa di ricevere al più presto l’opera. Tuttavia, Bacone sa che il progetto è troppo ambizioso per un completamento immediato. Così, invia vari testi che illustrano il prodotto finale, che però, per la morte del Papa, non porta a termine.

Ma in cosa consiste questo progetto? In effetti, si tratta di un rinnovamento dell’approccio conoscitivo, un nuovo strumento che permette di svecchiare la Chiesa ed aggiornarla, anche data la diffusione del metodo aristotelico. Di fatti, non si tratta di andare contro le verità religiose e le Sacre Scritture, rimarcate come base del sapere. Infatti, Bacone stesso porta l’immagine del pugno chiuso che le rappresenta: hanno tutto il sapere, ma è tutto da scoprire. Dunque, Dio concede all’uomo una lunga vita proprio per permettere lo svelamento di tutto.

Dunque, su modello dei testi aristotelici, nei quali a ogni libro corrisponde la trattazione di una materia, Bacone immagina una enciclopedia delle scienze. Cioè, egli intende trattare di cinque scienze: linguaggio, matematica, ottica, scienza sperimentale e morale. Ma queste risultano tutte collegate. Insomma, si tratta di un modello contrapposto a quello classico del Medioevo improntato sull’insegnamento delle arti del trivio e del quadrivio.

Opus Maius

Innanzitutto, nell’Opus Maius  la grammatica costituisce la scienza propedeutica alle altre. Poi, troviamo la matematica divisa in geometria, aritmetica, musica e astrologia, come già previsto dal quadrivio, insieme alla perspectiva, la scientia experimentalis e la moralis philosophia. Ovviamente, tanto la grammatica quanto la matematica valgono come fondamento se libere dagli eccessi speculativi, non a caso la matematica valida è quella che proviene dalla parola matheo, cioè “apprendo“, e non da mantis, cioè “divinazione”, “arte magica”. Infatti, questa seconda matematica esclude il libero arbitrio umano, che al contrario è la ragione di vita che Dio dà all’uomo.

In effetti, questa idea di matematica è chiara in modo particolare nella sua componente astrologica. Anche se Bacone considera legittima l’astrologia, esclude la previsione certa e infallibile del futuro, perché ciò significherebbe che l’uomo non possiede libero arbitrio, in quanto il futuro è già scritto. Ma lo stesso discorso riguarda l’ottica, da Bacone intesa come strumento per la conoscenza esatta dell’oggetto che si osserva. In effetti, l’importanza dell’ottica, intesa come scienza della luce, deriva da una lunga tradizione che rilegge Platone e le sue affermazioni sulla luce come la chiave per la conoscenza del mondo, fondendo nozioni fisiche con simbolismo cristiano.

Tuttavia, tutte queste scienze sono teoriche, ecco perché uno spazio a parte è dedicato alla experientia, la sola che permette il raggiungimento di quella certitudo che le argomentazioni logiche non assicurano. Del resto, anche una scienza matematica come la geometria trova verifica solo in qualcosa di sperimentale, la costruzione delle figure geometriche di cui parla. Dunque, la scientia experimentalis è essenziale per la verifica delle verità che provengono dalla tradizione.

Infine, l’ultima trattazione riguarda la morale, non perché meno importante ma perché, nell’ottica di un percorso ascendente, essa è il fine per il quale ha senso la conoscenza umana.

Ruggero Bacone e i francescani

Dunque, uno dei motivi ricorrenti tanto nell’Opus Maius quanto nelle altre opere di Bacone è la proposta di un metodo che libera l’uomo dall’ignoranza. Ma proprio la definizione di questa ignoranza ci aiuta a comprendere meglio il suo rapporto problematico col francescanesimo e gli intellettuali del suo tempo.

Difatti, Bonaventura da Bagnoregio, colui che fornisce una direttiva ordinata al francescanesimo, afferma che i primi francescani sono uomini semplici in quanto la semplicitas è un segno provvidenziale dell’origine divina dell’ordine. Ma questa circostanza ora è diversa, in quanto, una volta che l’ordine ha preso piede, è anzi importante che i suoi membri risultino uomini dotti, diversi dal volgo. Invece, Bacone sostiene che è un errore credere che tutto il sapere è diventato disponibile, come sembra dire ad esempio Alberto Magno. Infatti, una tale affermazione è peccato di orgoglio. Al contrario, intellettuale perfetto è chi si occupa della sapienza in modo umile, magari con l’aiuto di quei semplici che, seppur tali, sono dotati di conoscenza.

Cioè, il peccato di orgoglio si divide in auctoritas, esperienza, e ratio maneggiate in forma corrotta. L’auctoritas corrotta è il “dicono tutti che”, e il non fare esperienza in prima persona è affidarsi a una auctoritas fragile e indegna. Infine la ratio cristallizzata in formule chiuse e discipline definite una volta per tutte, errore possibile tanto da parte dell’uomo del volgo tanto dell’uomo dotto. Quindi, l’orgoglio è l’assolutizzare quel poco che si sa e considerarlo la totalità del sapere, mentre il sapere e la sua ricerca sono infiniti.

Così, nel De secretis operibus, egli immagina con questa techne l’uomo che inventa macchine per navigare senza rematori, carri che si muovono da soli e macchine volanti e per scendere nelle profondità dei mari.

Ruggero Bacone e Francesco Bacone

Tra i non esperti in filosofia, vi è spesso confusione tra due filosofi: Ruggero e Francesco Bacone. In effetti, insieme al cognome, entrambi nascono nell’isola inglese. Tuttavia, non sembra esserci neanche un legame di parentela.

Dunque, Francesco Bacone nasce nel 1561, circa tre secoli e mezzo dopo Ruggero. Cioè, Ruggero vive nel Medioevo, mentre Francesco in una temperie culturale quale quella della prima Europa moderna. Quindi, i due possiedono una visione del mondo differente già solo per questo. Eppure, hanno anche tratti comuni. In effetti, l’uno e l’altro appaiono come rappresentanti dell’empirismo inglese e sono anzi ricordati come esponenti essenziali di questa corrente filosofica. Anche se pensatori diversi, è allora possibile l’individuazione di una certa continuità tra il pensiero dell’uno e dell’altro.

Ruggero Bacone
Ritratto di Francesco Bacone. Fonte immagine: Wikipedia.org.

Innanzitutto, quella di Ruggero Bacone è una scientia experimentalis. Cioè, con la deduzione l’uomo può giungere a delle verità, ma è solo con l’esperienza diretta, la pratica, l’induzione, che vi giunge di certo, e ciò permette alla deduzione stessa di rinnovarsi e non cadere nella razionalità cristallizzata e corrotta. Insomma, la scientia experimentalis, che secondo Ruggero troviamo già nei filosofi antichi, è una scienza applicata, cioè un’arte operativa, una techne, che apre le porte a qualsiasi invenzione.

Ma proprio come Ruggero, anche Francesco Bacone viene indicato da alcuni come fondatore dell’empirismo. In effetti, egli chiama il proprio metodo di ricerca “metodo baconiano“. Cioè, un metodo che permette la raccolta di dati esatti e la constatazione di una data verità attraverso la ripetibilità dell’esperienza. Insomma, proprio come Ruggero, anche lui ritiene che la mente deve essere libera da credenze sbagliate (Francesco li chiama “idola“). Tuttavia, è più in linea con la ricerca scientifica moderna.

Luigi D’Anto’

Bibliografia

N. Abbagnano, Dizionario di Filosofia, Utet, Torino 1970, voci Ruggero Bacone e Francesco Bacone.

R. Bacone, Filosofia scienza teologia dall’Opus Maius, a cura di V.Sorge, F.Seller, Armando editore, Roma 2010.

Sitografia

Seminario su Ruggero Bacone con Chiara Crisciani organizzato da Casa della Cultura.

Orsola Rignani, Ruggero Bacone su traduttori e traduzioni, su Tradurre l’intraducibile, Doctor Virtualis.

Nota: l’immagine di copertina è tratta da lookandlearn.com.