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Riforma protestante e Controriforma cattolica

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Riforma Protestante

Secondo la storiografia dominante l’epoca medievale avrebbe avuto fine con il 1492, anno della scoperta dell’America. Altre date proposte sono il 1453, anno della caduta di Costantinopoli ad opera dei Turchi, e il 1517, momento di inizio della riforma protestante.

Per alcuni storici, invece, il Medioevo continua ben oltre le date sopraccitate. Tale posizione è sostenuta ad esempio da Jacques Le Goff, per cui solamente con la rivoluzione industriale il Medioevo potrebbe considerarsi concluso.

Apparentemente il Cristianesimo e, soprattutto, le istituzioni religiose cristiane avrebbero vissuto una vera e propria rivoluzione nel XVI secolo, con l’inizio dell’età moderna. In realtà esiste una certa continuità col periodo medievale, nonostante vi siano alcune caratteristiche peculiari (la prima delle quali è proprio la riforma protestante). Il dogmatismo del pieno Medioevo continua infatti a esistere anche nei secoli successivi. Anche la repressione del dissenso mantiene forme simili e si potrebbe addirittura parlare di un suo rafforzamento in età moderna.

Il Papato rinascimentale


Nonostante le crociate, la nascita dell’Inquisizione e gli scontri con l’Impero germanico, durante il Medioevo non era mai successo che il Papa in persona guidasse una spedizione militare. La situazione cambiò radicalmente nel Rinascimento: il Papato fece e disfece alleanze su alleanze, con continui cambiamenti di fronte, creando coalizioni per punire coloro che erano ritenuti nemici della Chiesa. Il tutto culminò con il Papato di Giulio II, detto anche “papa guerriero” o “papa terribile”, che scese in guerra personalmente.

I papi rinascimentali seguivano uno stile di vita decisamente lontano da quello cristiano. Essi non celebravano quasi mai messa e si dedicavano a caccia e svaghi anche in occasione delle più importanti festività religiose. Durante la liturgia del Corpus Domini erano addirittura presenti dei giullari. L’apice fu raggiunto dal Papato di Alessandro VI, Rodrigo Borgia, padre di Cesare, figura centrale de Il Principe di Machiavelli: il palazzo pontificio era costantemente popolato da cortigiane.

DioI papi si preoccupavano più che altro di abbellire la città di Roma. In questo periodo, ad esempio, fu costruita la nuova Basilica di San Pietro, con la sua Cappella Sistina (da Papa Sisto). Per finanziare i lavori, Papa Leone X promosse una massiccia vendita di indulgenze: i fedeli spendevano denaro per poter accedere al Paradiso.

La riforma protestante

Fu questo uno degli aspetti che spinse Martin Lutero a criticare fortemente il Papato, dando inizio alla riforma protestante. Egli sostenne il principio della sola scriptura: i Vangeli erano le uniche fonti utilizzabili per conoscere la Volontà divina, mentre i dogmi imposti dal Papato non avevano alcuna validità, in quanto espressione dell’imperfetta mente umana. Lutero rivendicava poi il diritto di leggere la Bibbia senza il filtro del Papato, che si considerava l’unica autorità in grado di interpretarla correttamente.

Tale idea si inseriva perfettamente nella cultura rinascimentale. Lorenzo Valla pose le basi della moderna filologia mentre Erasmo da Rotterdam tradusse la Bibbia dall’originale per ripulirla dagli errori della traduzione tradizionale di San Girolamo. Operazioni come quella di Erasmo erano però destinate a finire.

I tentativi di conciliazione fra Luterani e Cristiani Romani furono fallimentari e l’Europa occidentale si spaccò in due con lo Scisma d’Occidente. La riforma protestante, almeno apparentemente, si presentava come il rinnovamento atteso da centinaia di anni, in grado di cambiare radicalmente il Cristianesimo. Entrambe le parti, però, furono protagoniste di alcune delle pagine più nere della storia del mondo.

Nel 1555 fu promulgato il principio “Cuius regio, eius religio”, che impose ai sudditi la professione di fede del proprio sovrano. I dissidenti erano così automaticamente isolati.

La Controriforma e la censura

La Chiesa romana rispose alla Riforma protestante con la Controriforma o Riforma cattolica. Il Concilio di Trento rese il messaggio cristiano ancora più rigido, definendo nuovi dogmi e regolamentando in maniera minuziosa l’agire dei sacerdoti.

Persecuzioni dei dissidenti erano all’ordine del giorno in entrambe le parti. L’azione dell’Inquisizione ebbe in questo periodo il suo apice, soprattutto in Spagna.

LTorquato TassoIndice dei Libri proibiti, introdotto nella metà del secolo, impediva il diffondersi di qualsiasi opera ritenuta contraria ai dogmi della Chiesa romana, censurando la libertà di stampa. Ad esempio Torquato Tasso dovette riscrivere la sua Gerusalemme liberata per venire incontro ai dettami della morale contemporanea.

L’odio verso il diverso si manifestò però specialmente nella Caccia alle Streghe con numerosi roghi di cui furono responsabili sia cattolici sia protestanti, con maggioranza dei secondi. Un esempio è la morte di Michele Serveto, fatto uccidere in Svizzera dai Calvinisti perché accusato di eresia; gli stessi Calvinisti erano però perseguitati in Francia per la medesima ragione.

L’età confessionale

Il periodo che andò dalla metà del Cinquecento al 1648 è chiamato “età confessionale”. Ogni stato aveva la sua confessione religiosa ufficiale, nel nome della quale muoveva guerre contro stati di altre confessioni, in conflitti sanguinosi come la Guerra dei Trent’anni (1618-1648). Inoltre gli stati reprimevano gli oppositori interni con stragi di incredibile violenza: un esempio è la Notte di San Bartolomeo in Francia del 1572, che vide l’uccisione di migliaia di Calvinisti parigini.

Il CandelaioAlcuni delle menti più brillanti del periodo, come Giordano Bruno, Tommaso Campanella e Galileo Galilei, furono processati per le loro idee e i più sfortunati trovarono la morte.

Tutti questi fenomeni dimostrano come dogmatismo e settarismo continuarono a caratterizzare l’Europa occidentale molto dopo la fine del Medioevo. Solamente nel 1648 ci fu la vera svolta: il principio del “Cuius regio, eius religio” decadde ponendo termine all’età confessionale. L’importanza della religione nella politica dei paesi cristiani non cessò di colpo, ma si ridusse notevolmente. A risentirne fu soprattutto il Papato, funestato da una progressiva perdita di potere. Il diffondersi delle idee illuministe contribui notevolmente al buon esito di questo processo di secolarizzazione e modernizzazione.

Davide Esposito

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