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Età confessionale, Riforma protestante e Controriforma

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Riforma Protestante

La Riforma protestante è il movimento fondato da Martin Lutero, e che ebbe origine nel 1517, che portò alla spaccatura della Chiesa Romana nella prima età moderna, alla reazione del Papato con la cosiddetta Controriforma e all’inizio dell’età confessionale. La sua importanza è tale che è tra gli eventi-simbolo considerati dagli storici per tracciare un confine tra Medioevo ed età moderna.

La fine del Medioevo e l’inizio dell’età moderna: che ruolo ha la Riforma protestante?

Secondo la storiografia dominante l’epoca medievale avrebbe avuto fine con il 1492, anno della scoperta dell’America. Altre date proposte sono il 1453, anno della caduta di Costantinopoli ad opera dei Turchi, e, appunto, il 1517, momento di inizio della riforma protestante.

Per alcuni storici, invece, il Medioevo continua ben oltre le date sopraccitate. Tale posizione è sostenuta ad esempio da JJacques Le Goff, per cui solamente con la rivoluzione industriale il Medioevo potrebbe considerarsi concluso.

Apparentemente il Cristianesimo e, soprattutto, le istituzioni religiose cristiane avrebbero vissuto una vera e propria rivoluzione nel XVI secolo, con l’inizio dell’età moderna. In realtà esiste una certa continuità col periodo medievale, nonostante vi siano alcune caratteristiche peculiari (la prima delle quali è proprio la riforma protestante). Il dogmatismo del pieno Medioevo continua infatti a esistere anche nei secoli successivi. Anche la repressione del dissenso mantiene forme simili e si potrebbe addirittura parlare di un suo rafforzamento in età moderna.

Il Rinascimento e la crisi della Chiesa cattolica quattrocentesca

Nonostante le crociate, la nascita dell’Inquisizione e gli scontri con l’Impero germanico, durante il Medioevo non era mai successo che il Papa in persona guidasse una spedizione militare. La situazione cambiò radicalmente nel Rinascimento. Il Papato fece e disfece alleanze su alleanze, con continui cambiamenti di fronte, creando coalizioni per punire coloro che erano ritenuti nemici della Chiesa. Il tutto culminò con il Papato di Giulio II, detto anche “papa guerriero” o “papa terribile”, che scese in guerra personalmente.

I papi rinascimentali seguivano uno stile di vita decisamente lontano da quello cristiano. Essi non celebravano quasi mai messa e si dedicavano a caccia e svaghi anche in occasione delle più importanti festività religiose. Durante la liturgia del Corpus Domini erano addirittura presenti dei giullari. L’apice fu raggiunto dal Papato di Alessandro VI, Rodrigo Borgia, padre di Cesare, figura centrale de Il Principe di Machiavelli. Durante il suo papato, infatti, il palazzo pontificio era costantemente popolato da cortigiane.

Dio

I papi si preoccupavano più che altro di abbellire la città di Roma. In questo periodo, ad esempio, fu costruita la nuova Basilica di San Pietro, con la sua Cappella Sistina (da Papa Sisto).

Per finanziare i lavori, nel 1515 Papa Leone X promosse una massiccia vendita di indulgenze in tutta la Germania: ma cosa sono?

Che cosa si intende per vendita delle indulgenze?

La vendita delle indulgenze è la vendita, da parte della Chiesa, del perdono dei peccati. L’indulgenza è la remissione delle pene canoniche (digiuni e penitenze di vario genere, spesso preghiere) inflitte dalla Chiesa ai fedeli cristiani.

All’inizio del ‘500, tramite la pratica della vendita delle indulgenze i peccatori potevano, tramite versamento di somme di denaro alla Chiesa cattolica, ottenere il perdono dei peccati per sé e per le anime del Purgatorio. In tal modo acceleravano il loro passaggio in Paradiso.

Quando e perchè prese avvio la riforma protestante?

La riforma protestante prese avvio nel 1517, quando Martin Lutero, monaco agostiniano tedesco, spedì una lettera all’arcivescovo di Magonza e all’arcivescovo di Brandeburgo, criticando l’infondatezza teologica del commercio delle indulgenze. Secondo Lutero, la Chiesa non poteva influenzare le decisioni divine.

Quali sono i punti fondamentali della riforma protestante?

L’idea a fondamento della riforma protestante era il principio della sola scriptura. Secondo Lutero, i Vangeli erano le uniche fonti utilizzabili per conoscere la Volontà divina, mentre i dogmi imposti dal Papato non avevano alcuna validità, in quanto espressione dell’imperfetta mente umana.

Lutero rivendicava poi il diritto di leggere la Bibbia senza il filtro del Papato, che si considerava l’unica autorità in grado di interpretarla correttamente.

Tale idea si inseriva perfettamente nella cultura rinascimentale. Lorenzo Valla pose le basi della moderna filologia mentre Erasmo da Rotterdam tradusse la Bibbia dall’originale per ripulirla dagli errori della traduzione tradizionale di San Girolamo. Operazioni come quella di Erasmo erano però destinate a finire.

Secondo Martin Lutero nulla può salvare i peccatori se non la fede nella misericordia divina: era la cosiddetta giustificazione per sola fede. L’uomo non è libero di scegliere tra bene e male, il suo destino dipendeva unicamente dalla volontà divina, secondo il principio di sola gratia.

Quali sono i sacramenti riconosciuti dai Protestanti?

I Protestanti riconoscono solo due sacramenti: il battesimo e l’eucarestia. Secondo Lutero, erano gli unici fondati sulla Sacra Scrittura. Gli altri cinque sacramenti cattolici (penitenza, matrimonio, cresima, ordine, estrema unzione) non sono riconosciuti.

Lutero svalutava il ruolo dei sacerdoti come intermediari da Dio e i fedeli. Si tratta del cosiddetto sacerdozio universale dei credenti, ossia tutti i credenti erano sacerdoti in quanto avevano ricevuto il battesimo. Così facendo Lutero metteva al centro del suo pensiero il dialogo diretto fra l’uomo e Dio.

La spaccatura della Chiesa

Con la bolla Exurge Domine, nel giugno del 1520 papa Leone X condannò le idee di Martin Lutero, ordinò che i suoi scritti fossero messi al rogo dandogli due mesi di tempo per abiurare. Nel dicembre 1520 Martin Lutero bruciò in pubblico la bolla papale. I tentativi di conciliazione fra Luterani e Cristiani Romani furono fallimentari e la Chiesa occidentale si spaccò in due.

La riforma protestante, almeno apparentemente, si presentava come il rinnovamento atteso da centinaia di anni, in grado di cambiare radicalmente il Cristianesimo. Entrambe le parti, però, furono protagoniste di alcune delle pagine più nere della storia del mondo.

Nel 1555 fu promulgato il principio “Cuius regio, eius religio”, che impose ai sudditi la professione di fede del proprio sovrano. I dissidenti erano così automaticamente isolati.

Cos’è il Calvinismo e dove si sviluppa?

A Ginevra, nella Svizzera di lingua francese, si sviluppò il pensiero calvinista, che prendeva il nome da Giovanni Calvino, francese fuggito dal suo paese per sfuggire alla repressione che colpiva i luterani.

Il Calvinismo si basava sull’idea di predestinazione, già presente nel pensiero luterano. Secondo Calvino, alcuni uomini erano predestinati da Dio alla salvezza, mentre tutti gli altri erano dannati. Gli uomini dovevano ricercare continuamente i segni della propria appartenenza agli eletti. Questa ricerca si attuava nella vita di ogni giorno, nella quale gli eletti dovevano impegnarsi: il successo personale e il lavoro ben eseguito erano segni della predestinazione divina, compreso il successo negli affari.

Il Calvinismo si diffuse in Scozia (dove assunse il nome di presbiterianesimo e fu diffuso da John Knox), in Francia (dove i Calvinisti presero il nome di Ugonotti), nei Paesi Bassi (dove la Chiesa calvinista prese il nome di Chiesa riformata), in Inghilterra (con la corrente dei Puritani), in Germania, in Polonia.

La risposta della Chiesa cattolica alla Riforma protestante: la Controriforma e la censura

La Chiesa cattolica rispose alla Riforma protestante con la Controriforma o Riforma cattolica. Esso consisteva in un programma di rinnovamento che si concretizzò con il Concilio di Trento (1545-1563) La Controriforma rese il messaggio cristiano ancora più rigido, definendo nuovi dogmi e regolamentando in maniera minuziosa l’agire dei sacerdoti.

Persecuzioni dei dissidenti erano all’ordine del giorno in entrambe le parti. L’azione dell’Inquisizione ebbe in questo periodo il suo apice, soprattutto in Spagna.

Torquato Tasso

Un’arma a disposizione della macchina della Controriforma fu l’Indice dei Libri proibiti, introdotto nella metà del secolo, che aveva l’obiettivo di impedire il diffondersi di qualsiasi opera ritenuta contraria ai dogmi della Chiesa romana, censurando la libertà di stampa. Ad esempio Torquato Tasso dovette riscrivere la sua Gerusalemme liberata per venire incontro ai dettami della morale contemporanea.

L’odio verso il diverso si manifestò però specialmente nella Caccia alle Streghe. Dei numerosi roghi furono responsabili sia cattolici sia protestanti, con maggioranza dei secondi. Un esempio è la morte di Michele Serveto, fatto uccidere in Svizzera dai Calvinisti perché accusato di eresia; gli stessi Calvinisti erano però perseguitati in Francia per la medesima ragione.

L’età confessionale: che cos’è?

Il periodo che andò dalla metà del Cinquecento al 1648 è chiamato “età confessionale”. Ogni stato aveva la sua confessione religiosa ufficiale, nel nome della quale muoveva guerre contro stati di altre confessioni, in conflitti sanguinosi come la Guerra dei Trent’anni (1618-1648). Inoltre, durante l’età confessionale gli stati reprimevano gli oppositori interni con stragi di incredibile violenza: un esempio è la Notte di San Bartolomeo in Francia del 1572, che vide l’uccisione di migliaia di Calvinisti parigini.

Il Candelaio
Giordano Bruno, vittima delle persecuzioni religiose dell’età confessionale

Alcuni delle menti più brillanti del periodo, come Giordano Bruno, Tommaso Campanella e Galileo Galilei, furono processati per le loro idee e i più sfortunati trovarono la morte.

Tutti questi fenomeni dimostrano come dogmatismo e settarismo continuarono a caratterizzare l’Europa occidentale molto dopo la fine del Medioevo. Solamente nel 1648 ci fu la vera svolta: il principio del “Cuius regio, eius religio” decadde ponendo termine all’età confessionale.

L’importanza della religione nella politica dei paesi cristiani non cessò di colpo, ma si ridusse notevolmente. A risentirne fu soprattutto il Papato, funestato da una progressiva perdita di potere. Il diffondersi delle idee illuministe contribui notevolmente al buon esito di questo processo di secolarizzazione e modernizzazione.

Davide Esposito

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