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Il discorso di Satana nel Paradiso Perduto di John Milton

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Satana Blake

Nella storia della letteratura ci sono, talvolta, punti di non ritorno, momenti particolari con i quali, in un modo o nell’altro, la letteratura dovrà necessariamente fare i conti. Ebbene, uno di questi è il 1667, l’anno della prima pubblicazione di uno dei più grandi poemi epici che la tradizione letteraria inglese possa annoverare: Paradise Lost, il Paradiso Perduto. Dei tanti motivi per cui Paradise Lost è una delle opere più conosciute della letteratura inglese, in questa sede, ci interessa uno in particolare: la raffigurazione, complessa e contraddittoria, di Satana, che con l’opera di Milton diventa la figura del ribelle per eccellenza, come si evince nel celebre discorso di Satana.

Satana Blake Paradiso Perduto Milton
Satan arousing the rebel angels, Blake

L’ambivalenza di Satana nel Paradiso Perduto: eroe o villain?

[Milton] was a true Poet
and of the Devil’s party without knowing it. [1]

Queste parole di William Blake, inserite ne “il matrimonio del Cielo e dell’Inferno” (scritto tra il 1790 e il 1793), rendono evidente il punto di non ritorno di cui parlavamo prima, che ovviamente si riferisce al modo di rappresentare e di intendere Satana. Noi lettori ed interpreti degli anni duemila ci troviamo, nel tentativo di interpretare la sua figura, dinanzi a un dilemma che tre secoli di interpretazioni critiche non hanno interamente risolto: il Satana di Milton è un eroe o un villain?

Satana Westall Paradiso Perduto Milton
Satan alight’s upon the world’s outermost orb, Westall

Non ci sono molti dubbi sulle intenzioni del suo autore, che intendeva condannare l’operato dell’Angelo caduto: lo scopo principale del Paradise Lost, spiegato già nell’incipit, è quello di giustificare agli occhi degli uomini l’operato di Dio, cioè mostrare che la Caduta di Adamo ed Eva rientra nel suo disegno provvidenzialistico.

Perché, allora, creare una figura negativa tanto complessa per la quale si simpatizza così facilmente? Già Dryden, contemporaneo di Milton e primo critico della sua opera, constatò questa contraddizione, riducendola però ad un difetto di forma: come se un autore della statura di Milton avesse potuto lasciarsi prendere la mano e Satana fosse addirittura sfuggito al controllo della sua penna.

In realtà non era Milton a parteggiare intimamente per Satana: non è lo scrittore, ma il lettore ad essere trascinato dalla parte del diavolo senza rendersene conto. Vediamo perché.

Il Paradiso Perduto tra epica e tragedia: il discorso di Satana

La progettazione del poema fu lunga e complessa. Esso fu inizialmente concepito come tragedia; di questo progetto sono rimasti diversi segni visibili, tra cui l’uso del blank verse (tipico dei drammi elisabettiani) e la costruzione del personaggio di Satana.

Satana Martin Paradiso Perduto Milton
Satan Presiding at the Infernal Council, John Martin

Come abbiamo già detto, Satana possiede innanzitutto le caratteristiche dell’eroe epico. In seguito alla Caduta sua e degli altri angeli ribelli, egli dimostra coraggio, maestà, stoicismo, invincibilità dello spirito: la sconfitta non ha affatto piegato il suo orgoglio, tanto che, nel celebre discorso di Satana, egli si lascia andare ad un vero e proprio delirio di onnipotenza.

[…] Here at least
We shall be free; th’ Almighty hath not built
Here for his envy, will not drive us hence:
Here we may reign secure, and in my choyce
To reign is worth ambition though in Hell:
Better to reign in Hell, then serve in Heav’n. [2] (P.L. Book I, 258-263)

Bisogna però distinguere tra rappresentazione e funzione all’interno del Paradiso Perduto, cioè tra ciò che appare e ciò che è: il fatto che Satana racchiuda in sé gli elementi di un eroe epico non significa che Milton volesse valorizzarlo. Egli non regge il confronto con gli eroi del passato a cui le situazioni sembrano paragonarlo (Achille, Enea), anzi nel corso del poema via via degenera fino a divenire l’infernal Serpent, la serpe strisciante e tentatrice che indusse Adamo ed Eva al peccato.

Inoltre non è affatto detto che Milton stimasse i valori di cui l’eroe epico è portatore: tutt’altro. I suoi valori, da fervente puritano qual era,  si incarnano piuttosto in Adamo ed Eva prima della Caduta: umiltà, mitezza, pazienza, temperanza, soliderietà, amore coniugale, lavoro; insomma, in tutto e per tutto l’opposto delle qualità romanticamente titaniche di Satana.

È lecito affermare che Milton nel Paradiso Perduto non abbia solo elevato Satana ad eroe epico, ma anche demonizzato i valori aristocratici di cui il diavolo è portatore.

Satana è anche un personaggio tragico, affine ai villain di Shakespeare e primo fra tutti a Macbeth, opera sommamente ammirata da Milton. Non a caso in Macbeth ritroviamo un riferimento a Lucifero: «Angels are bright still, though the brightest fell.» Sembra esserci una circolarità in tutto ciò: Shakespeare pensava a Lucifero per creare la figura di Macbeth e Milton annoverò Macbeth tra le fonti per il suo Satana.

Ciò che rende Satana un personaggio tragico è la presenza di un difetto connaturato al suo essere, l’orgoglio, causa della sua rovina e di cui non può in nessun modo disfarsi; ciò che lo rende empatico nei nostri confronti, inoltre, è il fatto che osserviamo quasi tutte le vicende attraverso il suo sguardo e avvertiamo i suoi pensieri tramite  frequenti soliloqui: anche in questo caso Milton “prende in prestito” un artificio tipicamente teatrale per il suo poema. Eliminando la mediazione del narratore, il soliloquio ci consente un rapporto di comprensione diretto, potremmo dire intimo, coi pensieri del personaggio.

La responsabilità del lettore

Secondo il critico americano Stanley Fish, la complessità di Satana è progettata ad hoc: Milton vuole mettere ogni lettore di fronte ad una scelta, ponendolo nelle condizioni di ripetere il peccato di Adamo ed Eva nel momento in cui scelga di parteggiare per Satana.

il lettore che cade dinanzi alle lusinghe della retorica di Satana manifesta nuovamente la debolezza di Adamo, la sua incapacità di evitare il ripetersi della caduta indica la misura in cui l’errore di Adamo ha reso impossibile la riaffermazione della ragione. (trad. mia)

Un’intera generazione è caduta in questo tranello: non solo Blake, ma Byron, Shelley e molti romantici hanno contribuito a diffondere l’immagine di un Satana-titano giustamente ribelle contro un ingiusto potere, quello di Dio.

Maria Fiorella Suozzo

Traduzioni

[1] “era un vero Poeta e stava dalla parte del diavolo senza saperlo.”

[2] “Qui almeno saremo liberi; poiché l’altissimo non ha edificato questo luogo per poi dovercelo anche invidiare, non ne saremo cacciati: vi regneremo sicuri, e a mio giudizio regnare è una degna ambizione, anche sopra l’inferno: meglio regnare all’inferno che servire in cielo.”

Fonti

Paradiso Perduto, Milton, Mondadori 1984, traduzione di Roberto Sanesi

La parte del diavolo. Autorità divina e libero arbitrio in Paradise Lost di John Milton, Luca Ambrogiani

Storia della letteratura inglese a cura di Paolo Bertinetti

La carne, la morte e il diavolo nella letteratura romantica, Mario Praz

immagini: google images

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