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Krampus, i mostri alpini del Natale

Il krampus è un travestimento da demone della natura protagonista di una sfilata con sempre maggior popolarità. Diffuso nell’area dell’Europa centrale e presente anche in alcune zone dell’Italia, la sfilata dei krampus è un evento folkloristico che avviene durante il periodo natalizio. Nell’articolo vi raccontiamo tutto quello che c’è da sapere su questa curiosa tradizione!

Krampus e San Nicola, i protagonisti delle sfilate

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Immagine del 1900, San Nicola e un krampus visitano un bambino. Fonte foto: Wikipedia.org

Il krampus ha un aspetto mostruoso, in contrasto con l’atmosfera natalizia oggi famosa intutto il mondo. Tuttavia, proprio questo strano connubio attira folle di curiosi affascinate da tale usanza. Comprendiamo il perchè questo travestimento non appartiene al Carnevale o ad Halloween, bensì al Natale, se partiamo dal nesso che lo lega a San Nicola. Come è noto, San Nicola svolge in molti Paesi lo stesso ruolo di Babbo Natale. Infatti, durante la notte che precede il giorno dedicato al santo, questi gira durante una sfilata tra le case in cui vivono i bambini e gli porta dei regali. In molti centri abitati “San Nicola” (o San Niccolò, come lo chiamano alcuni) percorre le strade del paese, bussa alle porte e benedice i presenti mentre distribuisce i doni. Ma insieme a lui, ad aiutarlo nella sua ronda, ci sono proprio i mostruosi krampus!

Così, secondo la tradizione, i krampus aiutano San Nicola, la loro frusta punisce i cattivi e durante le sfilate in cui girano per l’abitato spaventano tutti, sopratutto i più piccoli. In sintesi, San Nicola è colui che premia i buoni, mentre i krampus puniscono i malvagi. Dunque, le due figure non sono antagoniste.

Tuttavia, secondo certe versioni, il krampus possiede delle catene che lo avvolgono, perchè egli è un diavolo che il santo ha soggiogato. In effetti, in alcuni cortei, come quello di Tarvisio, i krampus ricevono la benedizione del santo e solo in quel momento cessano di spaventare i presenti con i loro versi e movimenti. Inoltre, di solito nei cortei c’è almeno un krampus ingabbiato. Dunque, secondo tali versioni San Nicola libera questi mostri dalla malvagità, oppure li imprigiona in quanto malvagi.

“Cugini d’oltralpe” del krampus

In effetti, in molti eventi e cortei dedicati a San Nicola che hanno luogo là dove la figura del krampus non c’è, altri personaggi particolari aiutano il santo. Del resto, anche Babbo Natale ha l’aiuto dei folletti, retaggio del folklore pagano. Dunque, in Francia accompagna San Nicola Père Fouettard, un uomo con barba grigia, cappuccio e vestito nero, che frusta i bambini cattivi. Poi, in Paesi Bassi e Belgio c’è Zwarte Piet, un moro che porta il sacco dei doni e che minaccia i monelli di rapimento. Insomma, anche se dalle sembianze diverse, anche queste figure rappresentano il “lato oscuro” di San Nicola.

Comunque, il krampus è presente in vari Paesi d’oltralpe. Lo troviamo in Croazia, Slovenia, Austria, Repubblica Ceca, Ungheria e Bavaria. Probabilmente, come sostenuto da alcuni antropologi, appartiene a una tradizione pre-cristiana comune agli abitanti che già vivevano in queste terre. In effetti, il costume ricalca un modello rintracciabile in diverse parti del mondo e risalente a periodi molto antichi. Forse, riguarda riti pagani e sciamanici associati al solstizio d’inverno.

“Cugini” italiani: mamuthones e Gl’Cierv

Per quanto riguarda la penisola italiana, questa figura concerne solo le regioni del Trentino Alto Adige e del Friuli Venezia Giulia, le regioni in cui hanno luogo le sfilate dei krampus. Perciò, la tradizione riguarda solo la fascia alpina di area austriaca e slovena.

D’altra parte, nella stessa Italia, possiamo trovare altri costumi simili a quello del krampus. In Sardegna ci sono i Mamuthones, maschere tipiche del carnevale. Come i loro “cugini alpini”, i Mamuthones prevedono un corpo ricoperto da peli di pecora nera e campanacci, e il volto nascosto da una maschera. Tuttavia, questa maschera non possiede corna e altri elementi spaventosi come i denti aguzzi. Inoltre, la processione dei Mamuthones è ordinata e silenziosa, ben diversa dalla caotica avanzata dei krampus.

Invece, chi ha la stessa indole incontrollabile è Gl’Cierv. Questa è una maschera tipica di Castelnuovo a Volturno, un paese del Molise, dove ogni anno avviene una rappresentazione per le strade con protagonista Gl’Cierv e la sua controparte femminile, “La Cerva”. Il Cervo e la Cerva hanno un vestito di pelle nera e spaventano il villaggio. Tuttavia, non possiedono una maschera, chi li interpreta ha solo il volto pittato di nero. C’è da dire che anche alcuni krampus del Friuli prevedono solo questo trucco. Però, come suggerisce il nome, Gl’Cierv ha solo corna di cervo.

Perchta: “l’anello mancante” tra krampus e Befana

Un altro parallelo interessante, che ci dice qualcosa di più sui krampus, è quello con la Befana. Originaria del Sud Italia, la Befana è una vecchia strega che, vola a cavallo di una scopa nella notte dell’Epifania. Così, secondo la tradizione, fa visita alle case dove ci sono i bambini e porta regali ai buoni e aglio, scorze d’arancia e sopratutto carbone a quelli cattivi.

Come la Befana, il krampus punisce i bambini cattivi, tanto che c’è il modo di dire “Se non fai il buono ti prende il krampus”. Infatti, secondo alcune versioni, il krampus lascia ai monelli il carbone, oppure li picchia di notte, proprio come la Befana. Ma in alcuni casi, addirittura, porta via i più cattivi per mangiarseli.

In quanto all’aspetto fisico, Befana e krampus sono molto diversi. Tuttavia, c’è un “anello mancante” che congiunge i due: la Perchta. In Germania, Austria, Alsazia e Svizzera, “Perchta”, o “Bertha”, è una figura del folklore, che nel periodo natalizio porta regali ai bimbi buoni e punisce i cattivi. Il suo aspetto a volte è di donna bellissima a volte mostruosa, ed è accompagnata da altri spiriti femminili, distinti tra bellissimi e bruttissimi. La maschera di questi ultimi è di fatto identica a quella dei krampus.

L’aspetto di un krampus

Dunque, che aspetto ha un krampus? Esistono molte maschere diverse di questo travestimento, tanto che risulta difficile trovarne due uguali. Data l’antichità e l’areale che valica i confini delle nazioni, non sorprende che esistono diverse interpretazioni. Tuttavia, c’è anche un altro motivo: con “krampus” indichiamo non una singola entità (come con “Arlecchino”) ma una “tribù”. Cioè, i krampus costituiscono una vera e propria specie del mondo fantastico. Infatti, le persone coi loro costumi agiscono sempre in gruppo, di solito in sfilate e occasioni a loro dedicate.

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Comunque, ogni krampus possiede caratteristiche comuni. Il suo volto immortala una smorfia mostruosa, che spaventa chi incappa in lui, sopratutto i bambini.

Dalla testa emergono almeno un paio di corna, in vari casi il numero è maggiore, di diversi animali, perlopiù di capra o di ariete. Hanno le orecchie appuntite e i denti grossi, sporgenti e acuminati. Il colore della pelle del volto spazia tra il nero, il rosso, il bianco, e anche un più “normale” color carne. Ci sono sia krampus calvi sia krampus coi capelli. In ogni caso, di solito possiedono del pelame che copre la nuca e il collo, in questo modo risulta nascosta la parte in cui termina la maschera e il travestimento sembra più realistico.

In quanto al corpo, una massa di peli e/o di brandelli di stracci lo ricopre del tutto. La pelliccia sembra parte del suo corpo. Di solito, ogni krampus ha con sè anche dei campanacci che suonano ad ogni movimento e ne segnalano l’arrivo. L’attributo a lui più associato è la frusta, ma non mancano varianti: altri oggetti sonori (tamburi di ferro), torce accese quando girano di notte, carri e bracieri che trascinano con catene, bastoni e stendardi macabri.

I krampus e i diavoli

I krampus, sia nell’aspetto sia nel carattere ribelle e maligno, ricordano molto le descrizioni dei diavoli. Tuttavia, è difficile dire quanto il cristianesimo ha influenzato o modificato queste figure. Di certo, non è stato sempre facile il rapporto tra questa tradizione e la religione. La stessa sottomissione a San Nicola mostra come queste figure sono sopravvissute nel corso della storia perchè integrate nel cristianesimo, ma come figure negative.

Forse proprio il tentativo di gettar discreto su di loro è all’origine di una leggenda che li riguarda. Un gruppo di giovani, durante un inverno molto rigido, decise di darsi al brigantaggio tra le montagne con questi costumi e terrorizzò diversi paesi. Ma un giorno, videro che uno di loro aveva al posto dei piedi dei veri zoccoli di capra: era proprio il diavolo!

Un tentativo di soppressione recente di questo travestimento risale agli anni trenta del 1900 da parte del fronte nazionalfascista austriaco Vaterländische Front. Tuttavia, tale tentativo, dopo la dissoluzione di questo movimento politico, non ha un seguito. Da allora, nessuno ha “dato più fastidio” ai krampus.

Cosa vuol dire “krampus”?

Ci sono due ipotesi sull’etimo della parola “krampus”, per entrambe è di origine tedesca. Per la prima, essa deriva da kramp, “artiglio”. Invece, per la seconda, trae origine dal bavarese krampn, “morto“, “putrefatto”. Dunque, questa seconda ricostruzione accentua l’ipotesi che le sfilate dei krampus sono la trasformazione di qualche antico culto pagano.

Nei paesi di lingua tedesca, l’evento a loro abbinato fino al secolo scorso è noto come Krampusnacht, “notte dei krampus”. Durante questa notte, i krampus giravano per l’abitato e bussavano alle porte delle famiglie che avevano bambini per terrorizzarli. Ma tale pratica non esiste più, e oggi questi travestimenti sfilano solo durante le parate a loro dedicate. Dette parate non sono mai uguali, ogni nazione e ogni paese mette in campo la sua versione. Inoltre, sono presenti momenti di improvvisazione, dettati ad esempio dalla diversa reazione che il pubblico ha alla loro vista.

In ogni caso, chi interpreta una di queste creature non mostra mai il suo vero volto per tutto il corso dell’evento. I ragazzini più spavaldi sfidano i krampus, che li spaventano e li picchiano, come prova di coraggio. Secondo la tradizione austro-tedesca, il krampus riceve in offerta una bevanda chiamata schnaps. In effetti, schnapp non indica una particolare bevanda. Piuttosto, è un qualsiasi alcolico, come un liquore alla frutta, un brandy, un infuso alle erbe, che le persone offrono a chi indossa questo costume. L’alcool, più i peli del costume, aiutano chi è mascherato a sopportare il freddo lungo il tragitto.

I krampus oggi tra spettacoli per turisti e cinema

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Illustrazione del 1900. Un krampus porta via un bimbo cattivo, mentre la bimba buona, che ha ricevuto il suo premio, non ha nulla da temere. Fonte: Wikipedia.org

Anche se la tradizione del krampus ha un’areale ridotto, sempre più questa figura ha raggiunto popolarità anche in altri Paesi e regioni. Ciò è dovuto al fatto che gli eventi a loro associati da feste di paese sono divenuti spettacoli per turisti, vera e propria attrattiva per alcuni centri montani un tempo isolati.

Un contributo a favore di questo successo deriva da alcuni film americani, come quello del 2015, chiamato appunto Krampus – Natale non è per sempre, preceduto da videogiochi, fumetti, serie tv e romanzi. Dunque, grande è il fascino suscitato da questa figura, di cui aumentano illustrazioni e maschere. In effetti, questa diffusione cambia tuttora la cultura che ruota intorno questo personaggio. Infatti, sempre più i costumi prevedono l’uso di nuovi materiali che arricchiscono il travestimento, mentre le maschere della tradizione contemplano la lavorazione artigianale di legno e pellame.

Inoltre, la cultura popolare prevede che solo gli uomini possono travestirsi da krampus o da “krampesse”. Invece, oggi non sono poche le donne che scelgono di impersonare questa figura. Così, la fama di questa tradizione continua a crescere anche sul web.

Luigi D’Anto’

Bibliografia

V. Malignani, L. De Francisco, Krampus. Un ritratto oscuro del Natale, Gaspari, 2021.

Sitografia

Intervista a indossatori della maschera del Krampus, Tarvisio (Friuli Venezia Giulia)

Sfilata con krampus e San Nicola per Tarvisio

Video su una sfilata di Krampus a Pozza di Fassa (Trentino Alto Adige)

Reportage su un corteo di krampus a Brunico

Nota: l’immagine di copertina dell’articolo è da Pixabay.com

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