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Le chiese di Parigi più belle e imperdibili

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A seguito del lungo periodo di chiusure può nascere la voglia, una volta tornati ad una situazione controllata, di organizzare finalmente quel viaggio spesso rimandato negli anni e visitare Parigi e le sue chiese.

Questo però non vieta di iniziare a conoscere i luoghi che si vorrebbero visitare attraverso la lettura, lo studio di itinerari e, dove presenti, attraverso interessanti tour virtuali! La capitale francese è da secoli meta di viaggiatori. Già a partire dagli spostamenti dei pellegrini del XII secolo, passando per i Grand Tour dei giovani intellettuali dei secoli passati e arrivando al turismo culturale, religioso o ricreativo dei nostri giorni, Parigi e le sue chiese attirano e ospitano da sempre visitatori.

Dal Medioevo in poi Parigi si è, quindi, popolata di monumenti ed edifici di culto. Questi rimangono a testimonianza di correnti artistiche e architettoniche, di eventi storici e culturali o di relazioni tra antiche famiglie nobiliari e la Chiesa. Questo articolo vuole fornire una piccola guida in grado di suggerire al turista inesperto alcune tra le irrinunciabili chiese di Parigi.

Chi volesse visitare la città potrebbe trovare interessante anche approfondire le sue vie, le principali attrazioni e le piazze più significative.

Chiese di Parigi: basiliche e cattedrali

Oltre a musei, gallerie e monumenti, una delle tante meraviglie di Parigi è rappresentata proprio dalle sue chiese, ossia basiliche e cattedrali. Volendo dare un po’ di nozioni generali al lettore più curioso, si può chiarire che per basilica si intende di norma una chiesa che rispetti i canoni adottati all’inizio del IV secolo. Il tipo architettonico deriva dalle basiliche romane, ossia i luoghi in cui i cittadini romani si riunivano per concludere affari o per amministrare la giustizia.

L’edificio ha solitamente una pianta rettangolare, divisa in tre o cinque navate, di cui una principale e le laterali di dimensioni minori. Le navate sono separate tra loro da colonne o pilastri e l’edificio termina generalmente con un’abside, ossia una sezione di parete semicircolare in corrispondenza dell’altare.

Nonostante questo, però, la Chiesa ha attribuito al termine “basilica” anche un valore di onorificenza. In questo senso, si possono avere Basiliche Minori o Basiliche Maggiori, che solitamente sono edifici di grande valore culturale o artistico.

Parlando di cattedrale, invece, non si fa riferimento tanto ad un tipo architettonico, quanto semplicemente ad un elemento di prestigio. La cattedrale è infatti la chiesa principale di una diocesi, dove si trova la cattedra, o trono, del vescovo.

Qual è la chiesa più antica di Parigi?

Saint-Germain-des-Prés
La chiesa di Saint-Germain-des-Prés

Fondata nel 543, la chiesa di Saint-Germain-des-Prés può considerarsi come una delle più antiche chiese di Parigi, nonché la più antica tra le chiese principali. Il re merovingio Childerico fondò l’antico monastero di cui era parte, intitolato a San Vincenzo e Santa Croce. La denominazione Germain si ebbe nel VII secolo e fa riferimento al fatto che qui si trova la sepoltura di San Germano, vescovo di Parigi morto nel 576. È stata, poi, chiesa funebre reale fino alla creazione di Saint-Denis.

Il suffisso “dei Prati” è invece un riferimento alla posizione esterna alle mura del monastero del XIII secolo. La chiesa è comunque centrale rispetto al tessuto urbano di Parigi, inserita nel quartiere latino.

L’edificio subì molti danni nel corso del IX secolo a causa dei Normanni. Nel X secolo, divenne proprietà dei conti di Parigi, ceduta poi da Ugo Capeto nel 939. In questo periodo la chiesa viene completamente ricostruita in stile gotico. Nel 1163 papa Alessandro III consacra questa nuova chiesa.

Nel 1792 le leggi rivoluzionarie soppressero l’abbazia e la trasformarono in una fabbrica di salnitro. Una parte degli edifici fu, invece, riutilizzata come carcere. Ad oggi, delle antiche costruzioni, rimangono solo la chiesa romanica, anche se priva delle sue due torri e della facciata, e la dimora dell’abate.

Tra le cose da vedere al suo interno, oltre alla struttura architettonica e all’apparato decorativo che testimoniano la sua lunga storia, si annoverano la Tomba di Cartesio, dove i resti vennero trasferiti nel 1819; il Monumento Funebre a Giovanni II Casimiro, re di Polonia che, abdicato nel 1668, divenne abate della chiesa.

Visitare Saint-Germain-des-Prés

La basilica è visitabile gratuitamente, ma l’orario di apertura è variabile nel corso delle settimane e aggiornato sul sito. Le due fermate metro più vicine sono metro Saint- Germain des Prés (linea 4) e Mabillon (linea 10).

Le Cattedrali di Parigi

Come si accennava sopra, una cattedrale è una chiesa di grande prestigio in quanto ospita (o ha ospitato) la cattedra del vescovo della diocesi.

Parigi ha una sua Arcidiocesi che racchiude più diocesi al suo interno. Per ognuna di queste è presente sul territorio una cattedrale. Per citarne alcune, possono nominarsi la Cattedrale di Notre-Dame de Paris e la Basilica del Sacro Cuore, trattate da questo articolo, ma anche la Basilica di Notre-Dame des Victoires o la Basilica di Sainte-Clotilde-et-Sainte-Valère.

Fanno anche parte della provincia ecclesiastica, sebbene esterne alla città metropolitana, alcune altre diocesi. Per fare degli esempi ci sono le diocesi di Saint Denis (trattata in questo articolo), di Versailles, di Pontoise o di Meaux.

La Cattedrale di Notre-Dame, la chiesa simbolo di Parigi

Chiese di Parigi Notre-Dame de Paris
La cattedrale di Notre-Dame de Paris

Parlando di chiese a Parigi, non può che venire subito in mente la Cattedrale di Notre-Dame de Paris, chiesa madre dell’arcidiocesi di Parigi. Il romanzo di Victor Hugo ha elevato l’edificio a simbolo del gotico e del Medioevo francese.

La cattedrale è tornata a far parlare di sé a causa del disastroso incendio che due anni fa creò pesanti danni (tuttora in fase di restauro) e portò al cedimento del tetto e alla perdita della guglia ottocentesca realizzata, assieme ad altri lavori come il rifacimento della facciata, a cura di Eugène-Emmanuel Viollet-le-Duc.

La storia della chiesa è strettamente legata a quella della città. Costruita nel XII secolo, ma più volte modificata nel corso dei secoli, venne edificata in una Parigi in ascesa, luogo di scambi artistici e intellettuali. Nominato vescovo il teologo Maurice de Sully, volle edificare una nuova cattedrale che fosse in grado di ospitare sia la popolazione in crescita che i fedeli di passaggio.

Papa Alessandro III presenziò al posizionamento della prima pietra nell’aprile del 1163. La chiesa in stile gotico è ricca di vetrate, che creano meravigliosi giochi di luce, ed ospita preziosi esempi di arte sia pittorica che scultorea, oltre ad un’imponente decorazione architettonica. Per questo, dal 1991, l’UNESCO le ha concesso la nomina di Patrimonio dell’Umanità.

Visitare Notre-Dame de Paris

La chiesa è attualmente chiusa al pubblico a seguito dell’incendio del 2019. Può essere comunque molto interessante e suggestivo avere l’occasione di vederne l’esterno e apprezzarne la ricca decorazione architettonica. Le fermate più vicine sono Cité e Saint-Michel (linea 4), oppure stazione Saint-Michel-Notre-Dame (linee ferroviarie RER B o C).

Il manifesto del gotico: la cattedrale di Saint-Denis

Chiese di Parigi Saint Denis
L’interno della Cattedrale di Saint Denis

La cattedrale può definirsi il manifesto del gotico, che pone le sue basi nel pauperismo, in opposizione agli sfarzi della chiesa e allo stile romanico. Rappresenta la miglior manifestazione di questo stile tra le chiese di Parigi e della Francia in generale.

Le chiese in stile gotico svuotano le proprie pareti per potersi ergere sempre più in alto, tendendo al Divino. La luce, come presenza di Dio, diventa il principale elemento decorativo. Attraverso le meravigliose vetrate crea dei suggestivi giochi sulle pareti di “nuda pietra”. Si tratta di uno stile profondamente simbolico, intellettuale e astrattivo che in Saint-Denis è magnificamente espresso.

Qui vengono per la prima volta usati l’arco acuto e gli archi rampanti, elementi fondamentali del gotico puro prima e del gotico internazionale poi.

La chiesa viene eretta in epoca carolingia, in un luogo che era già dedicato al culto cristiano dal IV secolo e che, dal VII secolo, era sede di un’omonima abbazia. Fu l’abate Furlado a volere l’edificio. Egli fece rifiorire l’abbazia dopo un periodo di decadenza ed era in stretti rapporti con Pipino il Breve prima e Carlo Magno poi. Quest’ultimo assistette alla consacrazione dell’edificio nel 775.

L’aspetto attuale risale al XII secolo, quando Suger, consigliere del re e abate di Saint-Denis, volle rinnovare la vecchia chiesa carolingia.

Oltre alla meraviglia che si vive nel passaggio da un esterno rigido e chiuso ad un interno “fatto di luce”, è da sottolineare la bellezza del coro e delle vetrate. Va detto però che dei vetri originali rimane che qualche frammento in alcune finestre.

La chiesa conserva le spoglie dei re di Francia, racchiuse in imponenti monumenti funebri nel transetto, nel deambulatorio e nella cripta romanica. Sono inoltre conservate le reliquie di san Dionigi, a cui è intitolata la chiesa.

Visitare Saint-Denis

La chiesa è aperta tutti i giorni, ma con orari variabili. Si possono consultare gli orari di visita correnti sul sito. Le fermate più vicine sono Basilique de Saint-Denis (linea 13) oppure fermata stazione Saint-Denis (linea ferroviaria RER D), per poi prendere il tram T1.

Saint-Alexandre-Nevsky, la chiesa ortodossa di Parigi

Chiese di Parigi Saint-Alexandre-Nevsky
La Cattedrale di Saint-Alexandre-Nevsky

Questa cattedrale costituisce il primo luogo di culto permanente per la comunità ortodossa russa in Francia. Si tratta della sede dell’Arcidiocesi delle chiese ortodosse russe in Europa occidentale e, fino al 1945, chiesa delle ambasciate serba e bulgara in Francia. Rappresenta l’unica tra le chiese di Parigi dedicata al culto ortodosso.

La chiesa è frutto dello scambio di missioni diplomatiche tra i due paesi, che hanno origine nel XI secolo, quando Anna di Kiev sposò Enrico I di Francia.

La Saint-Alexandre viene eretta su iniziativa di padre Joseph Vassilieff. Egli, rettore della chiesa russa di Parigi, desiderava venire incontro alle esigenze di culto che la vecchia chiesa, troppo piccola, non riusciva a soddisfare. Nel 1859 venne posta la prima pietra.

A differenza delle altre viste, la chiesa è in stile russo-bizantino e si ispira alla Santa Sofia di Costantinopoli. Si distingue per la profusione di oro e decorazioni a mosaico che rimandano allo stile dei luoghi di culto della chiesa d’oriente. La chiesa conserva le reliquie del santo titolare, un famoso eroe russo, dal 1861.

Una particolarità è il coro di questa cattedrale. Dal 1921, è composto da cantanti russi, e contribuisce ad abbellire lo svolgimento delle funzioni e a far conoscere i canti liturgici russi agli occidentali.

Un secondo altare venne consacrato nella cripta nel 1964, dedicato alla Santissima Trinità. L’istituzione consegue alla benedizione data da Monsignor Euloge all’istituzione di parrocchie francofone per la celebrazione del rito ortodosso. I figli degli emigrati russi perdevano, infatti, il contatto con la propria lingua di origine e la decisione fu presa perché “se perdiamo l’uso della lingua, almeno la fede ortodossa sarà salvata e mantenuta tra i russi francofoni”. Il coro ebbe qui l’arduo compito di tradurre i testi dei canti liturgici al francese.

Visitare Saint-Alexandre-Nevsky

La chiesa è visitabile su prenotazione in gruppo. Se invece si vuole visitare individualmente, è aperta il martedì, il giovedì e la domenica dalle 15.00 alle 18.00. Per le prenotazioni è presente una mail sul sito. Le fermate più vicine sono Courcelles (linea 2) o stazione Charles de Gaulle (linea metropolitana RER B).

La candida Basilica del Sacro Cuore a Montatre

Chiese di Parigi Basilica del Sacro Cuore
La Basilica del Sacro Cuore

La basilica, elevata al rango di Basilica Minore da papa Benedetto XV nel 1919, sorge sulla sommità della collina Montmatre. Si tratta della più alta tra le chiese di Parigi. La chiesa sorge nel luogo dove, secondo la tradizione, sarebbe stato martirizzato san Dionigi (in francese Saint Denis), quindi un antico luogo di culto cattolico.

L’Assemblea Nazionale ne decretò la costruzione, a seguito della guerra franco-prussiana, nel 1873 ed iniziò nel 1875. Lo scopo dell’edificazione era quello di perdonare i peccati commessi durante i conflitti.

 Il progetto iniziale, che voleva una chiesa in stile romanico-bizantino, subì diverse modificazioni. Ad oggi non è possibile identificare per la chiesa uno stile predominante. Questo è anche dovuto al revival Ottocentesco, che tendeva ad estrapolare elementi dagli stili architettonici del passato rielaborandoli ed inserendoli in contesti non propri.

Questo non significa però che l’edificio non abbia delle peculiarità interessanti. Oltre ad essere, come detto, uno dei luoghi più alti di Parigi (si può visitare la cupola e godere della vista panoramica), ha la caratteristica di mantenersi estremamente bianco. La pietra calcarea con cui è realizzato l’esterno dell’edificio, infatti, non solo tende a sbiancarsi nel corso del tempo, ma non trattiene la polvere e gli agenti inquinanti. In questo modo, ad ogni pioggia, la basilica torni ad essere più candida di prima.

Dalla data della sua edificazione, i fedeli si alternano giorno e notte nella preghiera, dato che la chiesa è dedicata all’adorazione perpetua del Santissimo Sacramento. Come specifica il sito, la preghiera deve essere silenziosa, con l’unica eccezione del concerto d’organo che si tiene la sera del 24 dicembre. Il campanile, inoltre, ospita la Savoiarde (esplicito riferimento a Savoia), la più grande campana di Francia.

Visitare la Basilica del Sacro Cuore

La basilica è aperta alle visite tutti i giorni dalle 6.00 alle 22.30 e l’ingresso è gratuito. La cripta e la cupola sono aperte dalle 10.30 alle 20.30. Si raggiunge prendendo il Montmartrobus, gli autobus delle linee 30, 31, 80 e 85, che arrivano ai piedi della collina. Ci si può avvicinare ulteriormente grazie ad una funiculare o anche attraverso delle scale!

Le vetrate gotiche e le reliquie della Sainte-Chapelle

Sainte-Chapelle
Le vetrate della Sainte-Chapelle

Venne edificata in sette anni per volere di Luigi IX, il Santo, come cappella palatina dei Re di Francia. Al suo interno sono conservate la Corona di spine di Cristo, un frammento della Vera Croce e molte altre reliquie relative alla Passione, acquistate dal re a partire dal 1239.

La cappella è realizzata, tra il 1241 e il 1249, in stile gotico, simbolo della cristianità francese. Colpiscono fortemente le sue enormi vetrate, organizzate in 15 finestroni alti 15 metri, che, con 1113 scene tratte sia dall’Antico che dal Nuovo Testamento, raccontano la storia del mondo prima dell’arrivo delle reliquie in Francia.

La visita alla cappella può anche essere una buona scusa per visitare la Conciergerie, ciò che rimane dell’antico Palais de la Cité. Lasciato dai reali nel XIV secolo, divenne un luogo di detenzione durante la Rivoluzione, dove era installato il tribunale rivoluzionario. Qui venne tenuta prigioniera e giustiziata, tra gli altri, Maria Antonietta, alla quale è stata eretta una cappella commemorativa nella cella in cui fu tenuta prigioniera.

Visitare la Sainte-Chapelle

La Cappella è aperta tutti i giorni dalle 9.00 alle 17.00 da ottobre a marzo e dalle 9.00 alle 19.00 da aprile a settembre. Per l’ingresso è previsto il pagamento di un biglietto sul sito. Le fermate più vicine sono Cité (linea 4), Châtelet (linee 1, 4, 7, 11 e 14) o la stazione Saint-Michel (linea ferroviaria RER B o C).

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Naomi Serafini

Bibliografia:

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