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Parasite, breve analisi del film di Bong Joon-ho

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Prima di Parasite, il regista sudcoreano Bong Joon-ho è stato già autore di pellicole come Memories of Murder nel 2003, con cui riesce a farsi un nome e porsi all’attenzione della critica. Il film ottiene un enorme successo di pubblico e vince premi in diversi festival di tutto il mondo. Nel 2013 lo vediamo a tenere le redini di Snowpiercer, film basato sulla graphic novel francese Le Transperceneige, e nel 2017 è la volta di Okja, distribuito da Netflix.

Regia e fotografia in Parasite

Parasite, vincitore di quattro statuette (tra cui quella di Miglior film) agli Oscar 2020 oltre che di altri premi quali la Palma d’Oro nel 2019 al Festival di Cannes, presenta una fotografia maestosa capace di passare con grande armonia da toni caldi e rilassanti con campi lunghi di enormi giardini privati immersi nel verde, a toni freddi ed opprimenti quando la sceneggiatura (co-scritta dallo stesso regista) lo ritiene opportuno ovvero nei momenti da vero e proprio thriller-horror.

Parasite

Parasite: la trama

La storia è quella del giovane Ki-woo (soprannominato Kevin), membro della povera famiglia Kim, che si guadagna da vivere con mille espedienti. 

Egli non si fa sfuggire l’occasione di racimolare qualche soldo in più entrando a gamba tesa nella vita e nell’immenso appartamento dei ricchi signori Park, a cui viene consigliato come insegnante di inglese per la figlia adolescente. Kevin approfitterà di tale ruolo per sistemare anche i propri familiari presso i Park, senza rivelare la loro parentela.

Tra raggiri, truffe e furbizie proletarie ai danni dei ricchi, la situazione degenererà in maniera inaspettata con la scoperta di una stanza segreta nascosta nel seminterrato della villa, all’interno della quale vive da anni un inaspettato “clandestino”.

Critica sociale

Parasite scuote le coscienze in modo brutale mettendo in scena tutta la distanza tra il tenore di vita delle famiglie meno abbienti della Corea del Sud, costrette a sopravvivere in abitazioni fatiscenti, prive dei più basilari comfort e talvolta costruite sotto il livello del manto stradale, e i pochi individui benestanti che, arroccati nelle proprie ville lussuose, li osservano con totale indifferenza.

Parasite

Tale distanza è costantemente sottolineata dal confronto tra il fatiscente appartamento della famiglia Kim e la stupenda reggia dei Park. 

Atmosfera e personaggi

Parasite si carica di una atmosfera a tratti tragicomica e grottesca, a tratti inquietante. Ma, soprattutto, possiede un ritmo narrativo capace di azzerare ogni percezione dello scorrere del tempo.

Bong Joon-ho riesce, inoltre, nel difficile compito di conferire spessore e unicità a ciascun personaggio, arricchendolo con peculiarità, insospettabili pregi e difetti. A ogni personaggio viene poi dedicato il giusto spazio, rendendo al tempo stesso la sua presenza funzionale allo sviluppo della narrazione.

Ogni netta distinzione tra bene e male è abolita, consentendo allo spettatore d’identificarsi sia nei bugiardi e astuti Kim che negli ingenui e ipocriti Park.

Antonio Destino

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