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Juche: l’ideologia della Corea del Nord

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Juche

Uno dei pilastri teorici alla base della Corea del Nord, definita molto spesso paese-bunker, è proprio l’ideologia Juche. Ma cos’è questa ideologia? L’obiettivo di questo articolo è ricostruire l’evoluzione degli aspetti fondamentali di questo pensiero per meglio comprendere l’assetto socio-politico dell’ enigmatico Stato nordcoreano.

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L’immagine mostra la famosa Torre Juche

Cos’è l’ideologia Juche?

Il termine Juche viene inteso come « autonomia sovrana»,
«autodeterminazione» o «autosufficienza». Molto spesso l’ideologia Juche è interpretata semplicemente come una derivazione del pensiero marxista-leninista. Questo modo di concepire e interpretare tale pensiero è , sebbene corretto, parziale.

Fu Kim Il-sung, ovvero il primo leader nordcoreano, a cristallizzare il pensiero Juche in termini di «autosufficienza» e quindi come principio di autonomia sovrana della nazione. Kim Il-sung adoperò questo termine per la prima volta in un celebre discorso al Partito dei Lavoratori Coreani nell’anno 1955 definendolo in questo modo:

« Juche is a Korean word. It means “subjectivity” in English. The revolution in each country should be carried out responsibly by its own people , the masters, in an independent manner, and in a creativity way suitableto its specific conditions. It raised the fondamental question of philosophy by regarding human has as the main factor, and elucidated the philosophical principle that human being is the master of everything and decides everything. » ( Korean Central News Agency, December 1997)

Salta all’occhio immediatamente la centralità dell’uomo e il principio di assoluta autodeterminazione dell’individuo, capace di decidere qualsiasi cosa. Questo punto sarà cruciale per comprendere il sistema di classificazione della società nordcoreana fondato sul Songbun. Più avanti approfondiremo questo aspetto.

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La Corea del Nord ha un’industria cinematografica incentrata sulla propaganda dell’ideologia Juche

Il pensiero Juche come filosofia che cambia col trascorrere degli anni

Pensare all’ideologia Juche come un pensiero fisso , invariato dagli anni ’50 ad oggi, è un grave errore. Il pensiero si trasforma in base al cambiamento della società. È bene, a tal riguardo, individuare sommariamente le tappe dell’evoluzione di questo pensiero durante lo scorrere degli anni.

« Juche thought as korean humanism»

Da Kim Il-sung fino a grossomodo gli anni ’60, il pensiero Juche era sostanzialmente fondato sull’ideologia marxista-leninista. Tuttavia dagli anni ’70, nonostante questo sostrato ideologico rimanga sostanzialmente in piedi, la filosofia Juche diventa un qualcosa di diverso. Eun Hee Shin ci parla di una forma « più filosofica» e più articolata della mera ideologia politica anti-imperialista di matrice marxista-leninista.

Questa nuova veste dell’ideologia Juche acquisisce in maniera forte il principio di centralità dell’uomo e di autodeterminazione. Secondo Yi Hwarang, filosofo del pensiero Juche, il focus del pensiero Juche non è il materialismo di matrice marxista. Egli lo concepisce, infatti, come l’unione dello spirito e della materia intesi come in perenne armonia. Grossomodo dagli anni ’70 agli anni ’80 si concepisce l’ideologia Juche come una filosofia fondata su uno spirito decisamente umanista.

Dagli anni ’90 in poi: il pensiero Juche diventa religione di Stato

A partire dagli anni ’90, si viene a cristallizzare una vera e propria dottrina Juche, con una peculiare ritualità. Quali sono le ritualità che si consolidano all’interno della società nordcoreana? Innanzitutto il Sun Day, una festività che ricorre ogni 15 Aprile di ogni anno, data che corrisponde al giorno del compleanno del primo leader Kim Il-sung. Poi, l’anno 1912 (anno di nascita del leader Kim Il-sung) è un anno importante per i cittadini nordcoreani in quanto segna l’inizio della cosiddetta Juche Era. La Juche Era rappresenta il simbolo della eterna unione tra il Supremo Leader e il popolo nordcoreano.

Al potere durante gli anni ’90 fino al 2011 (quindi durante questi anni in cui l’ideologia Juche acquisisce sempre più i caratteri di una dottrina religiosa) v’è stato il presidente Kim Jong-il. Nonostante Kim Jong-il sia defunto è tuttora presidente della nazione della Corea del Nord. Egli assunse il titolo di presidente eterno dello stato nordcoreano. Durante il suo governo, egli rafforzò la teoria dell’autosufficienza e la forte venerazione nei confronti del primo leader Kim Il-sung.

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Urna nordcoreana, sopra alla quale si possono vedere i ritratti di Kim Il-sung e di Kim Jong-il

L’impatto della filosofia Juche sulla società

La vita di ogni individuo viene scissa a metà: la vita fisica e la vita socio-politica. La vita fisica è chiaramente sottoposta al limite della morte mentre la vita socio-politica di ciascun individuo è immortale. Cosa si intende con questo?

Si intende, precisamente, che ogni individuo è già segnato sin dalla nascita da un «marchio» che lo definisce in quanto appartenente ad una determinata classe sociale. Ma c’è di più, la condizione socio-politica di una famiglia si tramanda di generazione in generazione come se fosse parte del DNA dell’individuo.

E’ possibile definire l’organizzazione socio-politica nordcoreana?

La società nordcoreana è organizzata nel Songbun. Nella definizione del termine Songbun che troviamo all’interno del
« Chosun Mal Daesajon» il termine viene definito in questo modo:

« People are socially categorized based on social class relations. Each person is havily influenced in his or her class ideology through his or her ideological background. Each is socially classified based on origin, occupation and lifestyle, which provides on understanding of one’s class ideology. A person’s is not completely static; it can change with life’s enviroment and conditions.»

Attraverso questa definizione possiamo mettere in evidenza come la società nordcoreana sia una società fortemente gerarchizzata in tre classi distinte. All’interno della società nordcoreana, nel concreto, sono praticamente impossibili le possibilità di mobilità sociale di un individuo.

Quali classi sociali caratterizzano la società nordcoreana?

La società nordcoreana si articola in:« Haeksim » (core class), « dongyo » ( wavering class) e « choktae» ( hostile class). Chi appartiene alla classe
« haeksim»  riceve, come sostiene Robert Collins, significanti privilegi in quanto costituita da quelle famiglie che originariamente avevano espresso fiducia nel leader Kim Il-sung. Essa costituisce il 30% della popolazione. La classe « dongyo» costituisce il 40% della popolazione che viene definita
« gente comune» costituita da quelle persone che non erano per tradizione fedeli al leader Kim Il-sung.

Il restante 30% della popolazione costituisce la classe « choktae» ovvero la classe ostile, composta da coloro che costituiscono una « minaccia» per la stabilità del Paese ( costituita quindi da ex proprietari terrieri, famiglie di capitalisti, di pro-giapponesi, cristiani e vietnamiti che in passato fuggirono in Corea).

Un’ideologia che si rafforza anche attraverso la polizia

La filosofia Juche si serve dei sistemi di sorveglianza sociale per poter garantire la propria sopravvivenza. In cosa consiste l’attività di polizia nordcoreana? In caso di sospetto, secondo Robert Collins:

« […]the first action by the police and the persecutors is to check the RRP/songbun file for background information to start the relevant investigation. »

A svolgere funzioni di controllo e investigazione è poi l’attività della State Security Department (SSD), la quale gestisce anche il sistema dei campi di prigionia:

« […] the SSD runs a series of political prison camps whose current total population is estimated at 150.000-200.000 » .

La durezza delle punizioni all’interno dei campi di prigionia dipendono, ancora una volta, dalla classificazione socio-politica dell’individuo. A tal riguardo possiamo rimandare ad una testimonianza dal Data base center for North Korean Human Rights, 2008:


« Lee Young-guk, who spent four years in the political gulags at the Daesuk-ri Camp no.8, has stated that punishment and detention periods were different based on one’s songbun. This was also applied to decisions of camp officials or higher authorities on wheter to release a political prisoner. »

In Conclusione

Il pensiero Juche è un costrutto filosofico che segue gli sviluppi storici dei vari leader nordcoreani al potere. E’ un pensiero di derivazione marxista-leninista, ma che poi assume via via una connotazione religiosa sotto il leader Kim Jong-il. Questa ideologia trova il suo consolidamento anche nell’organizzazione dell’attività di polizia che consente di conservare il substrato socio-politico esistente.

Giuseppe Dell’Aria

  • Chosun Mal Taesajon Vol.1 Pyongyang: sociology publishing company, 1992), 1772
  • «Corea del Nord. Storia, geopolitica e vita quotidiana del paese “eremita”» , Clemente Ultimo ( Passaggio al Bosco 2018)
  • Data base center for North Korean Human Rights, 2008. White Paper on North Korean Human Rights 2008, Seoul. North Korean Human Rights Archives,116.
  • «Marked for life: Songbun. North Korea’s social classification system», Robert Collins
  • «Storia contemporanea-edizione digitale: dal XIX al XXI secolo-seconda edizione», Fulvio Cammarano, Maria Serena Piretti, Giulia Guazzaloca ( Mondadori Education, 28 Settembre 2015)
  • «The sociopolitical organism: the religious dimension of Juche philosophy» (Princeton University Press 2007), Eun Hee Shin

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