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Hagrid, analisi di un personaggio peculiare dell’universo di Harry Potter

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Hagrid

Tra i vari abitanti dell’universo creato da Joanne Rowling è impossibile dimenticare il primo rappresentante del mondo magico incontrato da Harry Potter: Hagrid. Ma cosa fa del guardiacaccia di Hogwarts un personaggio particolarmente riuscito?

Hagrid: un personaggio peculiare

La saga di Harry Potter, celebre sia per i libri che per la loro trasposizione cinematografica, è ricca di personaggi peculiari. Rubeus Hagrid, custode di Hogwarts, è uno di questi. Pur non essendo un personaggio cruciale per l’evolversi della trama (a differenza di un Silente o di un Piton), senza di lui mancherebbe qualcosa nel mondo di Harry Potter. Quando lo stesso protagonista, nel finale di Harry Potter e la Camera dei Segreti afferma che senza Hagrid la stessa Hogwarts non esisterebbe, lo spettatore sente che Harry ha ragione. Ma perché? Proviamo a scoprirlo esaminandolo.

Un gigante in motocicletta

Hagrid è uno dei primi personaggi che il lettore vede in azione. Fin dalle prime scene di Harry Potter e la Pietra Filosofale l’enorme uomo fa la sua comparsa a cavallo di una motocicletta volante.

In passato, Hagrid ha avuto il compito di condurre Harry, ancora neonato, ai suoi zii perché se ne prendessero cura dopo la morte dei genitori. Il guardiacaccia ha portato a termine tale incarico con mestizia all’idea che il ragazzo crescerà lontano dal mondo dei maghi, il suo mondo. Tale è la sua tristezza che Silente è addirittura costretto a consolarlo.

Così, quando Harry è abbastanza grande da poter frequentare Hogwarts, è Hagrid a recarsi da lui per riportarlo a casa. Una recuperato il ragazzo Hagrid trascorrerà giorni in sua compagnia introducendolo un po’ alla volta in quel mondo per lui totalmente nuovo. Inoltre regala a Harry Edwidge, una civetta che lo accompagnerà per sei anni della sua vita. I gufi e le civette hanno una funzione importantissima nel mondo descritto dalla Rowling: questi uccelli notturni, infatti, consegnano la posta e permettono ai maghi di restare in contatto. Hagrid quindi dona ad Harry qualcosa di molto prezioso, un mezzo di comunicazione, oltre che un’animale da compagnia.

Ma Hagrid non è solo una guida per Harry, è anche il suo miglior amico “adulto”. Le virgolette sono d’obbligo, in quanto in più occasioni Hagrid, a dispetto dell’età e dell’aspetto, mostra un animo molto simile a quello di un bambino. I giovani che si avvicinano alla storia di Harry Potter trovano nel guardiacaccia un personaggio che parla il loro linguaggio, proprio come accade ad Harry. Non sorprende, col senno di poi, che Silente abbia scelto proprio lui per proteggere il giovane mago.

La torta di compleanno

Hagrid, appena incontra Harry, gli offre una torta fatta da lui per il suo compleanno. Mentre i due dialogano, il cugino di Harry, Dudley, ne approfitta per mangiare la torta di nascosto. Il guardiacaccia, infastidito da quel gesto meschino, fa crescere al ragazzo una coda di maiale. Subito dopo confessa che gli sarebbe vietato fare magie, ma non mostra rimorso per la sua azione. Hagrid dunque si presenta fin da subito come un genuino difensore di Harry e lo spettatore ne coglie il carattere da – è il caso di dirlo – “gigante buono”.

Il dubbio di Harry

Hagrid

Eppure c’è un momento in cui Harry, e lo spettatore con lui, dubita di Hagrid. In Harry Potter e la camera dei segreti il ragazzo viene a conoscenza di una creatura che Hagrid avrebbe allevato quando era ancora giovane. L’intero capitolo ruota intorno al tentativo di Harry di scoprire l’identità di un misterioso mostro che semina il panico nella scuola. I sospetti di Harry, quindi, cadono inevitabilmente su Hagrid. Questi timori però saranno facilmente smentiti: la creatura allevata da Hagrid non ha nulla a che fare con quanto sta succedendo a Hogwarts. Al contrario, verrà fuori che l’espulsione di Hagrid dalla scuola di Magia e il divieto di fare magie erano frutto di un’ingiustizia.

La perdita di centralità di Hagrid

Con il procedere della storia Harry e gli altri giovani maghi crescono, così come i lettori. La storia sposta, quindi, il proprio target dai bambini ai ragazzi. In questo processo la figura di Hagrid subisce un adombramento e altri personaggi sembrano quasi prenderne il posto (Remus Lupin e Sirius Black in primis). Questo passaggio è sapientemente orchestrato all’interno della trama: Hagrid è un personaggio quasi “imprigionato” nello spirito fanciullesco e non può continuare a svolgere il suo ruolo con la stessa intensità. Spiriti ribelli come i vecchi amici del padre di Harry sono a tutti gli effetti più indicati per accompagnarlo verso l’età adulta.

Ma nonostante i bambini crescano il ricordo del guardiacaccia non viene perduto e la sua capanna resta una tappa fissa in cui Harry si reca, anche solo per trovarsi in un luogo accogliente. Questa è la sensazione che prova anche lo spettatore quando osserva la sagoma della piccola capanna al di fuori delle mura del castello di Hogwarts.

Hagrid e Harry: insieme fino alla fine

In un’intervista a Joanne Rowling condotta da Daniel Radcliffe, l’attore che interpreta Harry Potter, la scrittrice ha dedicato – intorno al minuto 25 – alcune parole ad Hagrid dichiarando di aver avuto le idee chiare fin dall’inizio su di lui. A differenza di molti altri che nel corso della storia perdono la vita sapeva che Hagrid non avrebbe potuto subire questa sorte. In Harry Potter e i Doni della Morte, sul finire della storia, Hagrid trasporta Harry, che crede morto, a Hogwarts. Un’azione che senza dubbio gli procura sofferenza ma che porta a termine.

«Sapevo fin dall’inizio…che Harry sarebbe andato incontro alla sua morte […] nella foresta, che Hagrid era lì ed è questo che ha “tenuto in vita” Hagrid […] mi sono legata a questa immagine mentale, che Hagrid era colui che trasportava Harry fuori (dalla foresta) e questo era davvero perfetto per me perchè Hagrid era colui che lo aveva condotto nel mondo (magico) ed era sempre Hagrid che lo riportava indietro, quando gli spettatori potevano credere che (Harry) fosse morto.»

Joanne Rowling

San Cristoforo: un antenato di Hagrid?

Hagrid, come svelato nel corso della saga, è un mezzo-gigante, figlio di un uomo e di una gigantessa, il guardiacaccia è uno dei pochi figli “misti” del mondo magico, cosa che lo pone in una posizione mediana tra il mondo dei giganti e quello dei maghi (e non solo quindi tra quello di maghi e non-maghi).

hagrid

La figura del gigante che aiuta l’eroe è molto antica e ricorre in differenti momenti storici. L’esempio più interessante è forse quello di San Cristoforo; egli è stato, infatti, spesso rappresentato come un gigante che porta sulle spalle il piccolo Gesù mentre attraversa un corso d’acqua. Il nome stesso del santo, “Cristoforo”, deriva dal greco e significa “portatore di Cristo“. San Cristoforo è stata una figura molto importante nell’iconografia cristiana di tutta l’Europa. Lo studioso Saintyves ad esempio ricorda come una statua colossale di San Cristoforo, con in braccio il piccolo Cristo, si trovasse alle porte di Notre-Dame. Se oggi non possiamo ammirarla è solo perché andò distrutta nel 1786.

Il gigante-santo porta in braccio il piccolo Gesù per portarlo al sicuro. Hagrid fa la stessa cosa con Harry in almeno quattro occasioni: quando lo consegna agli zii, quando lo riporta nel mondo magico, quando lo ritrasporta in un posto sicuro a bordo della sua motocicletta e quando lo crede morto nella foresta.

Come padre e figlio

Per capire perché la presenza di Hagrid nella saga di Harry Potter è importante bisogna trascendere la saga stessa. Possiamo, infatti, chiederci perché i giganti che aiutano gli eroi siano così presenti nelle storie. Forse perché, come ipotizzato da alcuni studiosi (ad esempio lo psicoanalista Bruno Bethleim) in questi racconti è riproposta una dinamica simile a quella padre-figlio. Ognuno conserva, cosciente o meno, i ricordi della propria infanzia e l’immagine delle persone che lo circondavano e assistevano è trasfigurata in creature mitiche e enormi, i giganti appunto.

Non bisogna dimenticare inoltre che Harry è orfano e Hagrid, per molti aspetti, è un personaggio che, sopratutto nei primi capitoli, ricopre un ruolo paterno. Questo è un elemento che ha sicuramente coinvolto molti dei fan di Harry Potter e che spiega il ricordo indelebile del mezzo-gigante e della sua capanna al limitare della foresta.

Luigi D’Anto’

Bibliografia:

B. Bethleim, Il mondo incantato, Uso, importanza e significati psicoanalitici delle fiabe, A. D’Anna, Feltrinelli, Milano 2010.

P. Saintyves, Dal Santo agli Dei, San Cristoforo successore di Anubi, di Ermes e di Ercole, A. Armati e M. Pazzaglia,Eleusi, Perugia 2012.

P. Vignolo, Cannibali, giganti e selvaggi, creature mostruose del Nuovo Mondo, Mondadori, Milano 2009.

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