Home Filosofia e scienze sociali Storia della Psicologia Il linguaggio del corpo e la bioenergetica di Alexander Lowen

Il linguaggio del corpo e la bioenergetica di Alexander Lowen

634
linguaggio del corpo
Ad ogni sagoma corrisponde un preciso linguaggio del corpo

Come capire il linguaggio del corpo e in base a quali criteri interpretarlo? Per rispondere a questa domanda possiamo appellarci al lavoro svolto dallo psicanalista americano Alexander Lowen. Egli rintraccia una corrispondenza tra l’energia vitale del corpo e le tensioni della mente. Elabora, così, un nuovo approccio psicoterapeutico per comprendere e risolvere i disturbi dei propri pazienti: l’analisi bioenergetica.

La terapia in questione è al centro del saggio intitolato Il linguaggio del corpo (1958). Qui Lowen darà una spiegazione esaustiva della corrispondenza che c’è tra l’espressione somatica e le caratteristiche psichiche del soggetto.

Il linguaggio del corpo: Freud, Ferenczi, Reich

Prima di approfondire la teoria di Alexander Lowen cerchiamo di capire su cosa pone le sue basi. A tal riguardo è opportuno considerare che egli fu allievo di Wilhelm Reich, che a sua volta lo fu di Sigmund Freud. Ebbene già il padre della psicoanalisi osservò una correlazione tra lo stato emotivo-psichico e le manifestazioni somatiche del paziente. Freud sosteneva, infatti, che l’Io fosse innanzitutto un Io corporeo, anche se si concentrò soprattutto sulle strutture psichiche.

A fare un ulteriore passo avanti fu invece Sándor Ferenczi. Egli introdusse nella terapia analitica una serie di esercizi di rilassamento utili a superare le inibizioni psichiche. Più in generale, con Ferenczi ci troviamo di fronte alla cosiddetta tecnica “attiva” o analisi dal basso. In pratica lo psicanalista chiede o proibisce al paziente di compiere determinate azioni, affinché il suo inconscio possa emergere.

La vera teorizzazione, però, di queste dinamiche viene messa a punto da Reich ne La funzione dell’orgasmo (1927)  e Analisi del carattere (1929). In particolar modo egli dimostra la corrispondenza tra l’irrigidimento muscolare e l’energia vitale. Da qui emerge l’idea di una terapia che ha come scopo lo scioglimento della tensione muscolare per liberare l’energia del corpo, ma anche rilevare il disagio psichico del soggetto.

Tutte queste considerazioni preparano il terreno fertile per quella che Lowen definirà “terapia bioenergetica”.

La terapia bionergetica

bioenergetica
Espansione e integrazione del corpo in bioenergetica di Alexander Lowen

La bioenergetica ha lo scopo di portare il paziente a risolvere i suoi problemi, ponendo sullo stesso piano l’aspetto somatico e quello psichico. In Espansione e integrazione del corpo in bioenergetica, scritto nel 1977 con la moglie Leslie Lowen, lo psicoterapeuta indica quali esercizi svolgere per raggiungere un equilibrio psicofisico.

In questo testo ritroviamo anche una delle più chiare definizioni della bioenergetica.

La bioenergetica è un modo di comprendere la personalità in termini dei suoi processi energetici. Questi processi, cioè la produzione di energia attraverso la respirazione, il metabolismo e la scarica di energia nel movimento, sono le funzioni basilari della vita. […] Una tesi fondamentale della bioenergetica è che il corpo e la mente funzionalmente sono identici. Quello che succede nella mente riflette quello che succede nel corpo e viceversa.


Alexander Lowen: Io, Es e Super Io

Secondo quanto appena detto Io, Es e Super Io non sono soltanto processi psichici. Di ognuno vi è un riscontro attivo a livello somatico. Per essere più precisi, si tenga conto che l’Io è legato alla percezione ed afferisce alla corteccia cerebrale. L’Es, invece, è legato all’istinto e in quanto tale agisce sul sistema nervoso. Il Super Io, che censura l’es e contrasta l’io, si attiva sul sistema muscolare. Lowen scrive:

Proprio come a livello psichico il Super Io impedisce che certi pensieri raggiungano la consapevolezza, così a livello biologico i muscoli conicamente contratti impediscono a certi impulsi di raggiungere la superficie.

Linguaggio del corpo
Una rappresentazione della paura di parlare in pubblico

Per fare un esempio, la paura di parlare in pubblico potrebbe derivare da una tensione alla gola. Allo stesso modo, molti sono coloro che non imparano a ballare per la scarsa motilità alle gambe. Il più delle volte questa è compromessa dal fatto di aver ricevuto da piccoli una rigida educazione all’igiene personale. Anche un blocco emozionale è quasi sempre correlato ad una motilità ridotta.

Rappresentativo è poi il ruolo che l’energia vitale riveste in merito al funzionamento dell’apparato genitale. Dalla contrapposizione che c’è tra principio di realtà (Io) e principio di piacere (Es) dipende la liberazione o la tensione della carica sessuale.

L’individuo mostrerà un atteggiamento identico verso la realtà sia nel pensiero che nella sessualità. L’aggressività che è caratteristica della psicologia del carattere fallico, è ugualmente evidente nella sua sessualità.

Come interpretare il linguaggio del corpo?

Linguaggio del corpo
Il linguaggio del corpo di Alexander Lowen

Per interpretare il linguaggio del corpo risulta indispensabile l’analisi del carattere, che nella prospettiva in questione è stato ben inquadrato da Reich. Il carattere e l’espressione corporea vengono intesi innanzitutto come due aspetti del modo di essere del soggetto. Il carattere ci dice qualcosa sul linguaggio del corpo e quest’ultimo ci dice qualcosa del carattere.

Va detto anche che carattere e personalità sono in relazione tra loro, ma non coincidono. Il primo ha a che fare con l’energia vitale, mentre la seconda è più soggettiva. Il carattere, inoltre, si oppone all’Io ed interferisce con esso. Il problema sorge quando il soggetto considera il carattere coincidente con l’Io. In tal caso egli finirà per non riconoscere la sua nevrosi. La consapevolezza di quest’ultima è proprio lo scopo della terapia bioenergetica.

Considerati questi presupposti Reich fa coincidere l’armatura caratteriale con l’armatura muscolare. Sulla stessa scia si pone Lowen, che fa derivare le strutture caratteriali nevrotiche da traumi subiti nel periodo infantile. Inoltre, a differenti tipi di carattere corrisponde una maggiore o minore tensione dei muscoli.

Il carattere orale e masochista

A proposito di caratteri, il più delle volte il soggetto ne presenta diversi contemporaneamente. Lowen considera i seguenti: orale, masochista, isterico, fallico-narcisistico, passivo-femminile, schizofrenico e schizoide. Nel caso del carattere orale il soggetto ha vissuto da bambino una forte privazione. Egli tende a pretendere dal mondo la ricompensa di ciò che gli è stato sottratto. Appare mosso da sentimenti di solitudine e impotenza, ma anche dal desiderio narcisistico di ricevere attenzioni e approvazione. L’obiettivo della terapia diventa, allora, ricalibrare l’atteggiamento infantile per fargli accettare la realtà nella quale non riesce a radicarsi.

Sul piano fisico la cosa si traduce in debolezza alle gambe e ai piedi e quindi una mancata fissità al suolo, che riflette l’incapacità di rendersi indipendente dall’opinione altrui. Sul piano psicologico bisogna, invece, scandagliare i meccanismi che hanno portato il soggetto in tale condizione. Contemporaneamente Lowen suggerisce la pratica di esercizi bioenergetici che possano rafforzare gli arti inferiori.

Il carattere masochista  invece è incline all’ansia e all’angoscia. A differenza del carattere orale, accetta la realtà, ma contemporaneamente la respinge in un eterno conflitto. La sua condizione deriva da uno senso di inferiorità, contratto da ripetute umiliazioni. Da qui nasce la sensazione di sentirsi soddisfatti solo in condizione di dolore. Questa situazione emerge da un forte blocco emotivo, che gli impone di trattenere ogni desiderio internamente.

Il tutto è conforme, sul piano fisico, ad una immobilizzazione delle gambe. Tale rigidità ha delle ripercussioni anche sul fronte della scarica sessuale, che porta al paziente una soddisfazione minima. Per sbloccarlo sul fronte affettivo è indispensabile fargli esprimere sentimenti negativi. Mentre dal punto di vista bioenergetico bisogna liberare l’energia vitale che impedisce un adeguato sviluppo della posizione eretta.

Bioenergetica: integrazione di corpo e mente

Già da questi due esempi è possibile avere un’idea della portata innovativa di questo approccio terapeutico. La bioenergetica, che oggi rientra nell’ambito delle terapie alternative, ha infatti aperto alla psicanalisi un nuovo orizzonte di comprensione. Il corpo non è solo uno strumento utile per capire il problema del paziente. Va inteso come una componente del paziente sulla quale intervenire per migliorarne lo stato di salute. Il viso, gli occhi, il collo, la testa, la postura, i movimenti e tutto ciò che rientra nella nostra fisicità riflette il disagio che stiamo attraversando interiormente. La schizofrenia, ad esempio, può essere diagnosticata a partire dallo sguardo assente del soggetto.

Pertanto ignorare le sensazioni corporee, il linguaggio del corpo e l’espressività del soggetto, significa non considerare e analizzare il paziente nella sua interezza. Tutto ciò non può che compromettere negativamente l’esito della terapia. Con la bioenergetica il soggetto entra in contatto con se stesso attraverso il corpo. Una dinamica che comporta un beneficio che per Lowen è spendibile su più fronti.

l’io deve essere saldamente ancorato nel corpo, identificato con esso, e non deve aver paura di assecondarne le reazioni involontarie. […] Chi sviluppa grazia nel corpo, sviluppa anche un corrispondente atteggiamento psicologico di armonia.


Giuseppina Di Luna

Bibliografia

Alexander Lowen, Il linguaggio del corpo, ed. Feltrinelli, 2013.

Alexander Lowen, Leslie Lowen, Espansione e integrazione del corpo in bioenergetica, ed. Astrolabio, 1979.

Commenti

Commenti