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Bauman e l’amore ai tempi della società liquida

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Magritte love from a distance Bauman

In questo articolo ripercorriamo alcuni snodi essenziali delle teorie di Zygmunt Bauman, uno dei più grandi interpreti della realtà contemporane, analizzando in particolare il tema dell’amore, che tocca le corde più  profonde della sua riflessione e ci impone letteralmente di fare i conti con alcune delle più grandi difficoltà odierne.

Bauman, esegeta della globalizzazione

Bauman
Zygmunt Bauman

Zygmunt Bauman, straordinario sociologo e filosofo di fama internazionale, ha saputo scrutare con occhio critico la società contemporanea e le varie tipologie di esseri umani che ne fanno parte. A partire da questi presupposti egli delinea la cosiddetta nozione di società liquida: una società labile e fragile che, nel tentativo di organizzarsi in uno schema razionale e ordinato, risulta del tutto fuori controllo, giacché soggetta a ridisegnare se stessa infinite volte.

Bauman arriva così a proporre teorie onnicomprensive di tutte quelle questioni che da sempre hanno animato la filosofia. La cosa curiosa è che ciò accade nonostante, alla stregua di Lyotard, egli sostenga a più riprese che l’epoca delle grandi narrazioni sia ormai definitivamente conclusa.

Bauman incarna, inoltre, pienamente la figura del filosofo contemporaneo, perché elabora una critica serrata al consumismo e alle nuove forme di socialità, ma risulta comunque restio a fornire direttive a chi, escluso da questo circolo autoreferenziale, manifesta l’interesse a voler cambiare le carte in tavola.

Egli ha avuto, però, il merito di aver svelato alcune delle contraddizioni più latenti della società attuale proprio attraverso l’analisi dei comportamenti sociali dell’uomo postmoderno. La globalizzazione infatti ha portato con sé un ampliamento dei mercati nazionali e delle loro interconnessioni, ma contemporaneamente ha contribuito, secondo Bauman, a ridefinire il ruolo dello Stato e del soggetto.

Lo Stato è andato incontro ad un progressivo declino, poiché le sue attività si sono sostanzialmente ridotte al servizio del dominio del mercato. La condizione più drammatica però resta quella del soggetto, che traduce il bisogno di autorealizzazione e autonomia personale nel bisogno di possesso e consumo dei beni.

Perché l’uomo ha difficoltà ad amare?

BaumanSe dunque per Bauman l’idea del bene pubblico cede il passo all’individualismo sfrenato, è interessante notare che cosa ne è dei rapporti interpersonali  nell’epoca della società liquida.

Il soggetto, che più di ogni altro ente è sottoposto al continuo flusso del divenire, non può essere indifferente  all’avvento delle moderne tecnologie. Queste determinano le nuove modalità in cui entriamo in relazione o, per dirla con Bauman, in connessione con l’altro. Al riguardo il filosofo scrive:

Una “relazione indesiderata” ma indissolubile è esattamente ciò che rende il termine relazione così infido. Una “connessione indesiderata”, per contro, è un ossimoro: le connessioni possono essere e sono interrotte ben prima che inizino a diventare invise.

Bauman, allora, non solo parte dal presupposto che il virtuale escluda il reale, ma rintraccia, nell’incremento delle relazioni virtuali a sfavore di quelle reali, l’esigenza da parte del soggetto di poter troncare la relazione senza troppi patimenti.

Dalla disamina siffatta si deduce che l’uomo è incline al disimpegno, perché è immerso in uno stato di incertezza al quale cerca di far fronte come può. In questa stessa ottica egli ritiene che anche l’amore abbia assunto una connotazione diversa. In prima istanza ciò è ravvisabile, secondo Bauman, nella tendenza ad usare il termine amore anche per descrivere esperienze di breve durata e intensità. L’amore non può e non deve essere già posto, non segue regole precise. Bauman scrive:

L’amore è simile alla trascendenza; non è che un altro nome per definire l’impulso creativo e in quanto tale è carico di rischi, dal momento che nessuno potrà mai sapere dove andrà a finire tutta la creazione.

Nell’amore l’altro rappresenta l’incognita, il mistero e dunque il pericolo. Solo in questo senso l’amore assume valore in quanto si manifesta come apertura all’altro e al destino che egli porta con sé.

La sfida del futuro

L’umiltà e la comprensione sono per Bauman due requisiti imprescindibili in un rapporto amoroso e a ciò si aggiunge l’accettazione della fragilità intrinseca nell’amore. Anche per Bauman, come per molti altri intellettuali, la sfida odierna è imparare a non confondere l’amore con la brama di consumo tipica del desiderio.

L’homo consumens, cioè il consumatore compulsivo, si fa guidare dal desiderio e tende a prevaricare l’altro, spogliandolo della sua diversità/identità, mentre l’uomo che si fa guidare dall’amore intende possedere l’altro, perché a differenza del desiderio non è autodistruttivo. Infine mentre il desiderio evita l’amore, l’amore cerca di tenere vivo il desiderio.

L’amore, solido e durevole, aborre la società liquida e istantanea, aliena da qualsiasi sforzo. All’uomo spetta allora, secondo  Bauman, il compito di capire che solo l’amore è in grado di rompere il cerchio impenetrabile dell’individualismo.

Non ci è dato sapere se l’amore possa essere la premessa per una società migliore o la soluzione per un soggetto odierno sempre più inquieto e depresso. Quel che è certo è che l’amore rappresenta per chi lo vive non solo un cambiamento radicale, ma il presupposto imprescindibile per imparare a rispettare se stessi. Solo attraverso l’alterità io riesco a vedere ciò che sono e per questo l’amore rappresenta il più grande incentivo ad amarsi autenticamente. Egli infatti scrive:

Altri devono amarci prima che noi iniziamo ad amare noi stessi.

Giuseppina Di Luna

Bibliografia

Zygmunt Bauman, Amore Liquido, ed. Laterza, Roma-Bari 2003.

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