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La mostra “Forme d’amore” nell’osteria “Giù da Thomas”

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Giù da Thomas

All’osteria “Giù da Thomas” nel centro storico di Avellino sarà possibile vedere la mostra di quadri a tema “Forme d’amore” organizzata dall’associazione “Nel segno dell’arte” di Avellino.

Giù da Thomas
Locandina della mostra

Domenica 24 Febbraio 2019 s’è tenuta l’inaugurazione della mostra dove sono intervenuti Generoso Vella, promotore dell’iniziativa, il gestore del locale Thomas Taccone, nonché gli scrittori Roberto Lombardi, premiato recentemente a Napoli e Marco Parisi, autore della saga Hiperionidi che ha letto alcuni brani della sua opera.

Sara possibile vedere la mostra sino al 24 marzo c.a.


I pittori che hanno partecipato all’iniziativa ed hanno esposto le loro opere presso il locale “Giù da Thomas” sono: Gaetano Arciuolo, Beatriz Cardenas, Serena D’Onofrio, Vincenzo Liguori, Patrizia Luciano, Gianni Spagnuolo, Michela Strollo e Generoso Vella.

Relazione critica di Generoso Vella

Otto pittori raccontano i sentimenti nella mostra ”Forme d’amore” con linguaggi diversi che s’incontrano ed aprono un dibattito su quella forza sopra ogni cosa e che muove tutto.

Le opere, tutte contemporanee, rappresentano l’amore nelle sue diverse interpretazioni e conducono a profonde riflessioni su un sentimento unico ed immenso che genera cambiamenti, migliora le persone e fa stare bene. Secondo Henri Matisse, dall’amore nasce ogni azione creativa ed occorre “una generosità smisurata e un profondo spogliamento per la creazione di ogni singola opera d’arte“. E se l’arte senza amore non esiste, non si può essere artisti senza la voglia di vivere, sorprenderci, imparare, coltivare una bellezza interiore e dare importanza alla natura e ai sentimenti veri.

Tutto ciò che rende felici proviene dall’amore nelle sue molteplici applicazioni: amore per la famiglia, per il partner, per gli amici, per i genitori, per gli animali, per i figli, per il lavoro, per le passioni, ecc. Amare vuol dire uscire dalla sfera dell’egoismo ed avvertire la percezione d’infinito e di sconfinato: è mettersi in gioco e a disposizione degli altri, per raggiungere obiettivi, per esprimersi, scambiare, condividere. L’amore e l’arte sono per l’uomo ricchezza, ossigeno e nutrimento per l’anima e per questa ragione sono inscindibili.

L’arte nella relazione di Generoso Vella

L’arte è forse la sede naturale dell’amore, dove probabilmente può svelarsi nella sua totale manifestazione ed essenza. Un qualcosa di tanto grande può trovare collocazione solo nell’eternità e nella profondità dell’arte e non è un caso che l’amore è uno dei temi più rappresentati dagli artisti di tutti i tempi.

L’arte è una confessione pubblica, è una rivelazione di quello che gli altri non vedono e che gli artisti sentono il bisogno di rappresentare. Essere creativi permette di dare forma anche a ciò che non si riesce ad esprimere a parole e si traduce in qualcosa di esterno, concreto, visibile. Nella realizzazione di un’opera d’arte, ogni elemento (linea, segno, colore,ecc) segue i movimenti dell’anima dell’autore.

La pittura, la scultura, la scrittura, sono strumenti di esplorazione e di trasmissione della sensibilità e dal quale emerge il lato effimero e gaudente di un artista il cui compito è rivelare ciò che ha vissuto, sentito e immaginato in maniera unica e irripetibile.

E’ importante, infine, considerare che saper amare è un’arte e l’arte è una forma d’amore e la chiave per cercare il senso della vita, ritrovare i valori e la sostanza delle cose.

Intervista a Thomas Taccone.

Buongiorno Thomas, titolare dell’osteria “Giù da Thomas” e grazie per aver gentilmente accettato la nostra richiesta per quest’intervista.

Già da Thomas
Thomas Taccone, gestore del locale “Giù da Thomas”

Perché quest’idea di realizzare una mostra artistica all’interno di un’osteria?

Realizzare una mostra all’interno di un’osteria è stato il primo pensiero per abbinare il cibo all’arte in quanto oggi le persone dovrebbero aver modo di poter degustare i piatti avendo la compagnia di quadri, musica ed atmosfera accogliente al posto di cellulari, televisione e confusione.

In passato, nel tuo locale, si sono fermati a mangiare numerosi artisti e personaggi famosi, cito ad esempio il direttore Paolo Mieli, l’attrice Giovanna Rei, l’attore/regista Maurizio Casagrande ecc. che emozioni hai provato quando hanno varcato la soglia della tua osteria?

L’innovazione più grande è stata quando persone dello spettacolo, artisti e direttori di giornali importanti e nazionali hanno scelto di mangiare all’interno della mia osteria senza avere grandi pretese in quanto sono riuscito a farli sentire a casa loro e non soltanto con l’ottimo cibo, bensì con accoglienza, simpatia ed umorismo, formule principali che oggi richiede un’attività commerciale.

E’ la prima volta che esponi opere di artisti irpini nel tuo locale, ci saranno altre iniziative come queste in futuro? Pensi che possa essere un’ottima vetrina anche per la città di Avellino?

All’interno della mia osteria di sicuro non mancherà mai l’arte e la cultura di questa splendida terra che è l’Irpinia, continuerò ad esporre opere di ragazzi emergenti al centro storico portando la nostra filosofia basata sull’opportunità di un futuro nella nostra terra, cosa difficilissima ai giorni nostri!

Oggi si discute molto del binomio cibo-cultura (alimentare), come la pensi a tal proposito? O almeno ti sei fatto qualche idea?

Il binomio cibo/cultura è determinato nella metropoli dove il turismo ne fa da padrone. Immagazzinare un pensiero che sia legato al cibo ed alla cultura nella stessa atmosfera crea discussioni ed innovazioni. La mia idea è quella di affrontare il mondo della cucina con l’arte perché essa stessa lo è.

Intervista con gli artisti:

Una foto della sera inaugurale
  1. Che cosa rappresenta la “forma d’amore” per te nel dipinto che stai esponendo nel locale “Giù da Thomas”?
  2. Pensi che questo locale possa essere un’importante vetrina per la tua opera?

Gaetano Arciuolo:

  1. L’opera è incentrata molto sul concetto di contenuto più che di forma. L’opera mostra una bimba che sta osservando l’osservatore, vuole far comprendere a colui che si sofferma ad osservare il disegno, che l’amore lo si vede anche nelle piccole cose e l’uomo, avendo negato il diritto di vita ad un suo simile, ha dimenticato questo principio fondamentale. Si parla tanto di amore, ma pochi lo rispettano e pochi apprendono il suo significato. Concludo dicendo che se l’uomo dimentica questo, difficilmente potrà amare davvero, visto che la vita è la prima forma di amore verso noi stessi.
  2. Qualsiasi luogo può essere una vetrina per l’artista. Ma più di una vetrina parlerei di un luogo dove poter contemplare la vita dell’artista, il luogo nel quale dove poter leggere la realtà con altri occhi, poiché il ruolo dell’artista è proprio questo. Il luogo che ospita la mia opera deve essere un ritrovo per istaurare un un rapporto di mediazione fra l’osservatore e l’interlocutore (l’opera). Se ciò è reso possibile è anche grazie all’intervento dell’uomo che ha compreso questo messaggio.

Beatriz Corenaz:

  1. Nella mia opera spiego che nel mio paese, il Messico, la flora e la fauna selvaggia hanno ispirato l’arte indigina. Io ho reinterpretato questi personaggi dotandoli di nuovi colori ed espressività. In mondi fantastici questi esseri si rincorrono sotto la luce della luna. Il maschio e la femmina vagano all’inseguimento dell’amore e mute testimoni sono le lucciole. La foresta di notte assume nuovi significati, non la paura del buio, ma la scoperta dell’amore e del sesso.
  2. Penso che per farsi conoscere nel ambito locale possa andare bene.

Michela Strollo:

  1. Nel dipinto siamo io e mia figlia…è lei la mia forma d’amore…l’amore più puro…quando Generoso mi ha proposto questa mostra la prima cosa che gli ho chiesto…per amore cosa intendi? Qualsiasi forma d’amore? Perché per me il vero amore e lei…Mia figlia
  2. Si penso che sia un importante vetrina e bello associare arte e cibo…anche il cibo è arte…

Patrizia Luciano:

  1. La mia opera si chiama eternità fugace: è quell’attimo in cui le labbra si sfiorano e due anime si fondono inevitabilmente in un’unica forma d’amore in un gesto eterno se pur si tratta di un solo attimo.
  2. Per quanto riguarda la vetrina del locale sia un ottimo accostamento tra arte e gusto ed un giusto modo per avvicinare ogni “fascia” di individui ad un modo (quello dell’arte) che potrebbe rimanere a volte marginale.

Giovanni Spagnuolo:

  1. Ľ opera raffigura un uovo rappresentante la nascita di un amore tra un uomo e una donna. In secondo piano è rappresentato  un cavallo che tra tutti gli animali che popolano il nostro pianeta è sicuramente tra i più belli,armoniosi e unisce forza ed eleganza qualità  che deve avere un amore per sopravvivere . Un altro elemento che compare nel dipinto è la fenicia,uccello di fuoco noto per la sua rinascita dopo la morte,descrivendo quindi un amore che non muore mai,un amore immortale.
  2. Penso che può  essere una buona vetrina  per tutte le opere.

Serena d’Onofrio:

  1. La mia opera rappresenta la fine di un amore, non a caso s’intitola proprio così. Secondo il mio modesto parere, rappresenta la forma più pura dell’amore: quella di un sentimento nato, poi morto piano piano ed infine, però, rinato. L’amore, come la vita, si rigenera. Il colore è violento, esplode sulla tela con prepotenza proprio come questo amore nella mia vita è nato e poi sembrava essere morto. Rappresenta un’importante fase della mia vita, e per questo tutto ciò che ho provato andava messo su tela.
  2. Penso che la mostra presso l’Osteria “Giù da Thomas” sia un’ottima opportunità, sia perché sono un’artista emergente e quindi ogni occasione è buona, ma anche perché ultimamente, soprattutto nelle grandi città, va di moda associare l’arte alla ristorazione o al beverage. Spero sia un modo piacevole di avvicinare anche più gente possibile, anche perché il locale mi sembra ben predisposto alle novità e di buon livello.

Vincenzo Liguori:

  1. Il quadro rappresenta o fa capire la sensualità dell’amore.
  2. Penso che sia un’ottima vetrina per l’opera che ho esposto.

Generoso Vella:

  1. Nel mio quadro ho interpretato due innamorati in primo piano con sullo sfondo Piazza Amendola riproducendo  un tenero bacio di una coppia nel cuore del centro storico del capoluogo irpino. Un modo anche per rappresentare il mio amore per Avellino  le nostre origini e i monumenti simbolo della città, la torre dell’orologio e l’obelisco dedicato a Carlo II d’Asburgo.
  2. L’Osteria “Giù da Thomas” si presta moltissimo per mostre e  incontri culturali. Esporre in un locale è certamente vantaggioso perché si entra in contatto con un pubblico più vasto e variegato, rispetto a quello che frequenta abitualmente spazi espositivi. E’ il metodo più facile per educare le persone a vedere e capire meglio l’arte  e per creare un contatto costante  tra la cultura e il contesto urbano e sociale. L’arte  può contribuire a rilanciare il centro storico, risvegliare l’interesse verso i suoi locali e i luoghi della memoria. Per gli artisti è, infine, una grande opportunità ritrovarsi uno spazio idoneo per esporre,  farsi conoscere e ritrovarsi con gli altri.

Non resta quindi che andare a vedere la mostra presso l’osteria “Giù da Thomas”

Marco Parisi

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