storia dell'automobile
L'automobile: dal brevetto del motore endotermico ai nostri giorni

Al giorno d’oggi le automobili sfrecciano a velocità estreme sulle piste dei più grandi circuiti del mondo o sulle strade di città. Questo lo si deve all’invenzione del motore endotermico, cuore della storia dell’automobile. Dal primo brevetto fino ai giorni nostri l’automobile si è evoluta sino a diventare uno dei migliori tentativi dell’uomo di superare i limiti naturali.

Gli albori: invenzioni del XIX secolo

Motore a scoppio Barsanti e Matteucci, 1854

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Motore a scoppio Barsanti e Matteucci, 1854 (riproduzione ante 1962, Museo nazionale della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci, Milano).

Nella storia dell’automobile hanno un loro posto gli umanisti Ruggero Bacone Leonardo Da Vinci che già avevano ipotizzato l’automobile. Durante il XVIII secolo alcuni inventori crearono delle macchine con motore a vapore. Quest’ultimo però non era in grado di dare tanta potenza a questi primi prototipi.

I due italiani Eugenio Barsanti e l’ingegner Felice Matteucci crearono  motore a scoppio nel 1853 dopo aver depositano una memoria all’Accademia dei Georgofili di Firenze.

L’invenzione del motore a quattro tempi avvenuta nel 1876 dall’ingegnere tedesco Nikolaus August Otto permise alla Benz & Cie di brevettare la prima auto nel 1876. Si tratta della Benz Patent Motorwagen. La prima della storia dell’automobile.

 Benz Patent Motorwagen 1876
Benz Patent Motorwagen 1876

Tutt’ora il nome Benz è legato al celeberrimo marchio Mercedes. Quella della Benz fu in realtà un triciclo perché allora ancora non si era capito come far sterzare l’asse delle due ruote anteriori. Nonostante ciò mai fino a quel momento vennero impiegati congiuntamente un carburatore, un sistema di raffreddamento ad acqua, un sistema di accensione elettrica e di sterzatura.

Negli anni ’80  nacquero simultaneamente le prime fabbriche di automobili. Oltre la Benz&Cie in Germania, la De Dion-Bouton in Francia nel 1883. All’esposizione internazionale di Torino del 1884 l’ingegnere Enrico Bernardi presentò un prototipo di veicolo con motore a benzina con tre ruote.

La concorrenza tra le case automobilistiche era alta e si esprimeva al massimo nelle gare. La più importante la Parigi-Rouen. Fu però un’auto elettrica a stabilire il primo record di velocità della storia dell’automobiledi 63,14 km/h.

All’epoca le automobili erano una tale stranezza tanto da venire esibite nei circhi equestri insieme agli orsi ballerini. Successivamente divennero una realtà più  apprezzata.

Storia dell’automobile nei primi decenni del Novecento

Anche questo secolo fu impregnato di mobilità elettrica. Nonostante ciò non mancarono i progressi nella storia dell’automobile. Nei primi decenni il petrolio iniziò a sostituire il carbone  prima nei trasporti e successivamente nella produzione industriale.

Con il ‘900 si incominciò a produrre autovetture molto più versatili e pratiche. La Mercedes 35PS venne creata nel 1901 e fu la prima vettura non carrozziforme. Vettura a quattro ruote capace di raggiungere la velocità massima di 70 km/h.

Dal 1908, con la realizzazione in America della Ford Modello T, l’industria automobilistica ha dato avvio alla costruzione in grande serie di autoveicoli che dal 1913 utilizzavano la catena di montaggio. Nel 1903 Henry Ford fondò il marchio negli Stati Uniti. La catena di montaggio permetteva ad un operaio di costruire in una settimana quello che un suo collega di fine ‘800 avrebbe costruito in ben 4 anni di lavoro. Incise fortemente sulla civiltà del XX secolo e sulla Storia dell’automobile.

Ford Model T
Ford Model T

In Italia il marchio Fiat, fondato su iniziativa del cavalier Giovanni Agnelli a Torino nel 1899, si sviluppò diventando il più importante gruppo finanziario e industriale privato italiano del XX secolo. Costruirono il primo stabilimento nel 1900 e negli anni a venire la produzione fu di circa 20 automobili all’anno. La produzione poi aumentò e così anche le esportazioni che raggiunsero sia l’Australia che l’America.

L’altra grande casa automobilistica creata negli States fu la General Motors nel 1908 a Detroit. Durante gli anni ’50 questa divenne la più grande azienda degli U.S.A sia in termini di entrare che come percentuale sul PIL.

In questi anni l’automobile eliminò del tutto l’utilizzo del cavallo. Con i suoi escrementi e carcasse rendeva le città sporche e infestate dalle mosche. Il 1930 fu l’anno definitivo della scomparsa del “cavallo da città”.

L’automobile dai totalitarismi ai giorni nostri

Primi esemplari di Volkswagen Maggiolino
Primi esemplari di Volkswagen Maggiolino

Le dittature fasciste vedevano lo sviluppo di beni di consumo come fattore di piena occupazione e stabilità. Il 1936 fu infatti l’anno di nascita della Fiat Topolino e la Volkswagen Maggiolino. Enorme fu anche lo sforzo per dotare il Terzo Reich di una vera e propria rete autostradale perché si riteneva che l’auto fosse un modo per far conoscere il territorio al popolo.

Fiat Topolino 1936
Fiat Topolino 1936

Dopo la pausa d’arresto causata dalla Seconda Guerra Mondiale, nel ventennio seguente le industrie automobilistiche rappresentarono i settori industriali di punta. L’auto divenne ovunque uno status symbol. Iniziarono ad essere prodotte sempre di più auto di massa accessibili a tutti e che modificarono del tutto la società e la mobilità.

Ciò comportò la scesa in scena dell’inquinamento atmosferico prima sconosciuto. Furono l’anidride carbonica e il particolato a fare i primi morti. Solo negli Stati Uniti, dal 1925, i decessi furono tra le 5 e le 6 volte in più degli statunitensi morti durante i conflitti del XX secolo. Da ciò la corsa all’auto elettrica a emissione zero.

Oggi pensatori e sognatori del calibro di Leonardo Da Vinci o Ruggero Bacone resterebbero a bocca aperta di fronte ai paesi da gigante che in “solo” un secolo e mezzo l’automobile è riuscita a compiere. Ancor di più se vedessero delle auto che si guidano completamente da sole che la maggior parte dei marchi sta testando. Auto da perfezionare ma che hanno creato un nuovo capitolo in questa storia: quello dell’automobile come macchina autonoma e pensante.

Camilla Masullo

Riferimenti

https://sites.google.com/site/storiaindustriaauto/evoluzione-dell-industria-automobilistica-nella-societa-e-nell-economia

John R. McNeil, Qualcosa di nuovo sotto il sole: storia dell’ambiente del XX secolo, Torino, Giulio Einaudi, 2002 

http://www.enciclopediadellautomobile.it

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