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“Poedroga” di Davide Gallo: quando la poesia è dipendenza

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Davide Gallo

Secondo Italo Calvino, la poesia sarebbe l’arte di far entrare il mare in un bicchiere, e il giovane poeta Davide Gallo sembra aver fatto suo questo motto nella raccolta di poesie pubblicata tramite BookSprint Edizioni, intitolata Poedroga.

Davide Gallo: dalla prosa alla poesia

Davide Gallo
Davide Gallo, classe ’85, si racconta in versi con “Poedroga”

Il giovane, originario di Capua, coltiva sin dall’infanzia l’amore  per i fumetti e per i grandi classici della letteratura, come Pirandello. Accanto alla passione per la lettura cresce anche quella per la scrittura; e così, dal desiderio di mettere nero su bianco storie e racconti, egli approda alla sua prima pubblicazione. Si tratta di un romanzo storico d’appendice, intitolato Caravaggio deve morire! La bottega del Peterzano. A quest’ultimo seguirà a breve un secondo libro, dal titolo Caravaggio deve morire. Tra spada e pennello.

Davide Gallo, però, non si ferma qui, poiché esperienze ed emozioni necessitano di un canale di trasmissione diverso. Si giunge così alla pubblicazione di una silloge poetica, che egli definisce “filastrocchegiante con rima unica, alternata o assente. Poedroga, questo il titolo della raccolta, nasce dal connubio tra le due parole, poesia e droga. L’insolita fusione linguistica è ascrivibile al carattere onnicomprensivo della poesia e alla dipendenza che questa dà all’autore. Tale dipendenza si deve alla capacità dei versi in rima di comunicare pensieri, stati d’animo, speranze, ricordi, ma non solo…

Poesia è dipendenza e indipendenza


Davide Gallo si rivolge alla poesia con queste parole:

Sei consolazione, gioia, passione, dipendenza, indipendenza e anarchia.

Sei espressione di desiderio, desiderio d’espressione, romantica nostalgia, sogno e fantasia.”

Come può la poesia essere allo stesso tempo dipendenza e indipendenza?

Davide Gallo
“Poedroga” è acquistabile nei principali canali di vendita online

La condivisione dei moti dell’animo mediante il ricorso ai versi dona al poeta un ineguagliabile senso di libertà. La poesia si avvale della parola per comunicare senza reticenze il senso dell’amore perduto, delle passioni, dei sogni infranti, della paura, della rassegnazione o del godimento. Indipendenza che, per questo, crea paradossalmente le condizioni affinché proprio il soggetto, che si diletta nella stesura dei versi, si affidi totalmente alla poesia, intrecciando con questa un rapporto di dipendenza.

A fare da cornice, la resa dettagliata delle sensazioni fisiche ed emotive che accompagnano gli stati d’animo dell’autore. Emblematica è, al riguardo, la poesia dedicata ad un amico prematuramente scomparso, divenuta per Davide Gallo l’occasione per realizzare questa raccolta. Con uno stile chiaro ma ricercato e un tono leggero ma mai banale, il poeta riflette e si pronuncia anche sul presente.

L’io poetico tra gioie e dolori

Se da un lato, infatti, prevale lo spirito poetico che decanta i sentimenti, ma anche ciò che di maligno l’uomo porta in sé (falsità, ipocrisia etc…); dall’altro lato lo sguardo dello scrittore è di certo rivolto anche a scenari attuali, alcuni di questi estremamente tragici. Per esempio quando il riferimento è ai bambini che impugnano le armi e al sangue versato in “futili guerre. Davide Gallo non si esime dal riflettere anche sulle contraddizioni insite nel nostro paese. Si passa così dall’elogio artistico e culturale dell’Italia alla sferzante critica sullo spreco di risorse, per concludere con un invito ad essere più solidali l’uno con l’altro.

Dunque, una descrizione disincantata che, però, preserva sempre una fiammella di speranza, che si rivela nella gioiosità trasmessa in alcuni frammenti e nella giocosità che traspare in non poche rime. Innocenza e genuinità emergono poi dal forte legame che lo scrittore sembra intrattenere con la sua infanzia. In Poedroga, infatti, Davide Gallo rimanda spesso a quella parte fanciullesca che custodisce dentro di sé.

“Nasce dal cuore a modo istintivo, chiedo poi venia co’ nobile inchino,

cresce l’adulto, ma vince il bambino.”

Del resto in Più avverso m’è Fato, più accentuo sorriso egli manifesta il desiderio di allontanare il rancore che la sorte o le cattive persone potrebbero provocare, pur nella consapevolezza che la felicità e la sofferenza siano ineludibili nella vita di ogni essere umano.

Gioie e dolori sempre in agguato

Conducono uomo verso suo Fato

Tra buio di tenebra e cielo stellato.”

Giuseppina Di Luna

 

Bibliografia

Davide Gallo, Poedroga, Booksprint Edizioni, 2018.

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L’immagine di copertina è ripresa da libreriamo.it.

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