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San Lorenzo Maggiore: perla gotica nella Napoli angioina

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San Lorenzo Maggiore

La Basilica di San Lorenzo Maggiore

San Lorenzo MaggioreSan Lorenzo Maggiore, tra le chiese più antiche di Napoli, è una perla gotica che sorge su una basilica paleocristiana del VI secolo d.C. Si trova sull’area dell’antica Neapolis, su quegli spazi occupati dall’agorà, dal foro e dal mercato in epoca greco-romana. Per questo è un esempio di stratificazione che manifesta la ricchezza della città, luogo di sedimentazione di storia e di saperi.

La chiesa di San Lorenzo Maggiore risale al XIII secolo e lega la sua storia a personaggi illustri come Giovanni Boccaccio, che negli spazi di questo sacro luogo, per la prima volta, incontra la sua Fiammetta nel 1336. A Francesco Petrarca che è stato ospite del convento annesso nel 1443.

Inoltre in questo luogo sacro è avvenuta la consacrazione a vescovo, nel 1296, del figlio di Carlo II d’Angiò, Ludovico di Tolosa. Infine in questo meraviglioso tempio cristiano anche Felice Peretti, che diventerà papa con il nome di Sisto V, nel 1585, è diventato vescovo.

San Lorenzo Maggiore è una maestosa basilica costruita in stile gotico-francese, emblema della grandezza di una città come Napoli, che in quel periodo si apprestava ad assumere le fattezze di una splendida e raffinata capitale.

La storia di San Lorenzo Maggiore

Tradizionalmente la costruzione della chiesa è attribuita alla committenza di Carlo I d’Angiò che, a partire dal 1270, avrebbe finanziato i lavori per la realizzazione di un edificio su una preesistente basilica paleocristiana dedicata a San Lorenzo, del VI secolo (voluta da vescovo Giovanni il Mediocre).

In effetti ancora oggi è possibile ammirare stralci del bellissimo pavimento musivo dell’antica basilica. Sono visibili i mosaici di due ambienti laterali: il dianicon ed il prothesis. Si tratta di tessere di pasta vitrea, pietra e terracotta che disegnano motivi geometrici, floreali e faunistici nei toni del rosso e nero su fondo bianco.

Tuttavia studi recenti hanno ridimensionato il ruolo del primo sovrano angioino, per mancanza di documenti che ne attestassero il patrocinio, esaltando, invece, il ruolo dei francescani e dei nobili del Sedile di Montagna nella costruzione della chiesa.

Nonostante ciò un importantissimo documento del 1284 testimonia come Carlo II d’Angiò abbia donato una cifra altissima, 400 once, per finanziare i lavori di costruzione della basilica (già in corso ad opera dei frati minori).

In effetti, insieme a San Domenico Maggiore, la Basilica di San Lorenzo Maggiore costituì un potentissimo attrattore per i membri della dinastia angioina. A testimonianza di ciò alcuni di loro scelsero le zone dell’abside come luogo di sepoltura.

Infatti qui si trova il bellissimo sepolcro di Caterina d’Austria, nuora di Roberto d’Angiò, realizzato da Tino da Camaino. Un’opera mirabilissima, capolavoro straordinario del maestro senese.

Però la Basilica di San Lorenzo Maggiore divenne destinataria privilegiata della beneficenza regia al tempo di Roberto d’Angiò e Giovanna I. A prediligere i suoi spazi come luogo di sepoltura anche le casate nobiliari che avevano intrecciato uno stretto rapporto con i frati minori.

Effettivamente è proprio sotto la dinastia angioina che vengono apportati cambiamenti vistosissimi all’impianto generale della chiesa che si trasforma in un «potente» organismo in stile gotico.

La struttura in stile gotico

La chiesa di San Lorenzo Maggiore, in perfetto stile francescano, è a navata unica con ventitré cappelle laterali. La pianta è a croce latina mentre le cappelle si collegano alla navata attraverso archi a sesto acuto.

L’abside della basilica ha una struttura rarissima in Italia per l’audacia con cui è stato concepito. Infatti rispecchia l’impianto delle cattedrali di Narbona e di Rodez tanto da far presuppore che le più esperte maestranze francesi vi abbiano lavorato.

In effetti è assolutamente unica la presenza del deambulatorio, corridoio posto dietro l’altare, collegantesi con nove cappelle radiali, che presentano ampie finestre a sesto acuto.

La volta a costoloni, con pilastri di pietra che la sorreggono, è in perfetto stile gotico. Inoltre giocano un ruolo portante i contrafforti, gli archi ogivali e le luminose finestre.

Il sepolcro di Caterina d’Austria

San Lorenzo Maggiore

All’inizio dell’abside di San Lorenzo Maggiore si trova il bellissimo sepolcro di Caterina d’Austria, moglie di  re Carlo d’Angiò detto l’Illustre. Infatti rappresenta un’opera di grandissimo pregio, costituita da un baldacchino in marmi policromi, sostenuto da quattro eleganti colonne.

Inoltre il sepolcro è finemente decorato con sculture rappresentanti San Francesco e Gesù. Il sarcofago della defunta, sorretto da due statue che rappresentano la Fede  e la Speranza è collocato sotto il baldacchino. Invece la statua di Caterina, principessa e duchessa di Calabria, sovrasta l’opera.

Accanto a questo sepolcro si trova quello dedicato a Roberto d’Artois e a Giovanna di Durazzo, sua moglie, che è sostenuto da tre statue rappresentanti Fede, Speranza e Carità.

Inoltre nella chiesa hanno trovato sepoltura i rappresentanti di alcune tra le famiglie più nobili di Napoli: i Caracciolo, i Favilla, i Pisanelli, i Ciciniello. In effetti queste casate avevano  stretto rapporti molto stretti con i frati francescani che gestivano la struttura.

La Neapolis sotterrata

Il complesso monumentale di San Lorenzo Maggiore è un sito straordinario che presenta, su vari livelli di stratificazione, testimonianze della ricchezza del patrimonio archeologico di Napoli.

Infatti nel sottosuolo è possibile visitare i resti dell’antica Neapolis greco-romana. Quindi, in un affascinante viaggio nel tempo, a 10 mt di profondità, si cammina su ciò che resta dell’antico Foro, centro civile e religioso della città romana.

Si tratta, dunque, di un’area archeologica di notevole rilievo che parte dal chiostro settecentesco, da cui è visibile l’area del mercato, il Macellum. Però è al di sotto della chiesa che si trova un vero e proprio cardine con botteghe, lavanderie, un’osteria e l’Aerarium, dove venivano conservati i proventi delle tasse.

Antonietta Mastrocinque

Bibliografia:

  •  De la Ville sur Yllon, L’abside della chiesa di S. Lorenzo Maggiore, in Napoli Nobilissima IV, 1895.
  • Di Meglio Rosalba, Ordini mendicanti e città: l’esempio di S. Lorenzo Maggiore di Napoli, Atti della seconda giornata di Studi su Napoli, Losanna, 2001.
  •  S. Lorenzo Maggiore: guida al Museo e al Complesso, Edizioni Scientifiche, Napoli 2005.
  • M. Gaglione, Notizie su di un legame accertato: la dinastia  angioina ed il convento di S. Lorenzo Maggiore in Napoli, in Rassegna Storica Salernitana, n. 50 2008.

Sitografia:

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