Il Duomo di Salerno: meraviglia normanna della Campania

Il Duomo di Salerno, o cattedrale di San Matteo, eretto su commissione di Roberto il Guiscardo e dell’arcivescovo Alfano I, rappresenta un vero e proprio gioiello del Sud Italia.

Storia

Nell’XI secolo i Normanni scesero in Italia portando grandi trasformazioni. Si insediarono dunque due nuclei familiari: i Melfi e gli Altavilla.

Ma fu infine un’Altavilla a conquistare Salerno dopo aver già conquistato la Sicilia, Puglia, Calabria e Bari e a commissionare l’opera del Duomo: Roberto il Guiscardo.

Dopo aver sposato la principessa salernitana Sichelgaita, figlia del defunto Guaimario IV e sorella di Gisulfo II; fu nominato, dal papa Niccolò II, Duca di Puglia e Calabria, successivamente col fratello Ruggero conquistò la Sicilia e nel 1976 assediò Salerno per poi espugnarla nel 1077.

Subito dopo venne eretto il Duomo di Salerno, nel 1081 venne inaugurata la cripta e nel luglio 1084 la chiesa venne consacrata dal papa Gregorio VII.

Il Duomo di Salerno: struttura

Lo sviluppo della struttura del Duomo di Salerno prende esempio dalla basilica desideriana di Montecassino, con una pianta a sviluppo longitudinale a tre navate absidate, un transetto e un quadriportico. Le navate erano separate da colonne sulle quali erano impostati archi a tutto sesto. L’aspetto attuale corrisponde per ampia parte alla ristrutturazione barocca.

Duomo di Salerno

La facciata esterna presenta un portale e alla base, alle estremità, vi sono un leone ed una leonessa che allatta il suo piccolo, simboli della Chiesa e della Carità; infine un’architrave formato da un unico blocco di marmo scolpito.

Nell’atrio si trovano quattro pilastri e ventotto colonne, alcune di riuso come per i sarcofagi ai lati del quadriportico, che fanno da sostegno agli archi di una serie di gallerie. Al centro una vasca in granito, originariamente fu usata come fonte battesimale.

Nell’angolo destro vi è una torre campanaria, fatta erigere dall’arcivescovo Guglielmo da Ravenna verso la metà del XII secolo. Composta da cinque piani divisi da un cornicione, con quattro bifore divise da eleganti colonne e una cella campanaria decorata da archi intrecciati.

Sono inoltre presenti tre incisioni: una sopra il portale della facciata esterna in cui la dicitura non si sa se si riferisca al committente, a Giordano I di Capua oppure Guglielmo Giordano II; un’altra incisione si trova sopra la facciata della basilica; infine l’ultima sull’architrave del portale.

All’ingresso del Duomo, l’arco della porta bronzea presenta una lunetta in mosaico dell’XI secolo rappresentante S. Matteo benedicente.

Gli amboni

Nella parte finale della navata centrale, prima dell’altare maggiore, si trovano gli amboni.

Gli amboni o pulpiti sono stata fatti costruire dall’arcivescovo Romualdo II Guarna tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo.

Duomo di Salerno

Sia il pulpito minore che quello maggiore presentano decorazioni in mosaico. Il pulpito minore poggia su quattro colonne con capitelli su cui sono scolpite figure umane, animali e simboli. Il pulpito maggiore, di elevata magnificenza, poggia su dodici colonne con capitelli corinzi e romanici simboleggianti i dodici apostoli.

Vi è un gruppo di sculture a sostenere il leggio, rappresenta il mito di Mitra e dell’aquila che sta a simboleggiare il battesimo. Davanti al pulpito si eleva un bellissimo candelabro per il cero pasquale.

La ricchezza delle navate

Il Duomo di Salerno è inoltre diviso in tre navate, ognuna ricca di simboli, importanti affreschi e decorazioni scultoree.

La navata minore di destra presenta una lunetta un affresco di Angelo Solimena raffigurante la Madonna col Bambino e alle estremità S’Agata e Santa Caterina d’Alessandria, protettrice della Scuola Medica Salernitana; un sarcofago romano del IV secolo raffigurante il trionfo di Bacco e Arianna; infine altri due affreschi tra cui uno di Francesco Solimena raffigurante San Gennaro e sei cappelle.

Nella navata di destra un affresco del Solimena con Gesù tra San Giovanni Evangelista e San Fortunato; una bellissima statua in legno della Vergine; la tomba della regina di Napoli, Margherita Durazzo, sostenuta da quattro statue rappresentanti la Prudenza, la Fede, la Regalità e la Fortezza e sei cappelle.

Corrispondente alle tre navate si trovano:

  • A sinistra, la cappella del S.S. Sacramento, in parte in mosaico e in parte affresco su cui viene rappresentato il battesimo di Cristo.
  • Al centro, completamente ristrutturata, raffigura la Vergine con Gregorio VII, Alfano I e Roberto il Guiscardo affiancato dalla moglie nell’atto di donare la cattedrale.
  • A destra raffigura  San Matteo con l’Arcangelo San Michele, i Santi LorenzoGiacomoGiovanni e Fortunato.

Una cattedrale ricca di storia, simboli, arte. Un vero gioiello per gli occhi, costruito in epoca medioevale e con seguenti ricostruzioni in epoca tardo-rinascimentale.

Ilaria Martorelli