Home Dark Cinema horror Frankenstein Junior: capolavoro della comicità

Frankenstein Junior: capolavoro della comicità

3918

Frankenstein Junior è un cult del cinema in cui il sorriso è assicurato. Il film fu diretto da Mel Brooks e sviluppato da un’idea del compianto Gene Wilder, morto il 29 agosto 2016 a 83 anni, il quale collaborò anche alla sceneggiatura, che meritò una nomination agli Oscar.

Uscito nelle sale nel 1974, venne presentato come parodia del noto romanzo di Mary Shelley, Frankenstein appunto, e delle precedenti trasposizioni cinematografiche del soggetto. Di qui la scelta di girarlo interamente in bianco e nero, in stile anni ’30, per rimarcare il riferimento al Frankenstein di James Whale.

“Si – può – fare!” (Frederick Frankenstein)

Frankenstein Junior
La locandina di Frankenstein Junior.

Parodiando un classico dell’horror divenuto ormai un’icona, Frankenstein Junior mantiene le atmosfere macabre tipiche dei film di paura, ma le coniuga con situazioni paradossali ed esilaranti.

I personaggi sono stralunati, a cominciare dal protagonista, il dottor Frederick Frankenstein (Gene Wilder), che per distinguersi dall’ombra del nonno considerato pazzo, cioè il famoso Victor del romanzo della Shelley, finge che il suo cognome sia Frankenstin. Tuttavia, è proprio grazie al castello lasciatogli in eredità dal nonno che lo scienziato si trasferisce in Transilvania, dando inizio alla storia.

Lì incontra Igor (Marty Feldman), l’aiutante gobbo e inquietante che, in risposta alla modifica del cognome di Frankenstein in Frankenstin, insiste a sua volta per far pronunciare in suo nome “eye-gor“. Già l’incontro tra i due, nel video proposto di seguito, rappresenta uno dei momenti più brillanti del film e ne rappresenta magistralmente l’essenza.

Assistente del dottore è invece la bella e svampita Inga (Teri Garr), personaggio troppo stereotipato che dispiace se paragonato agli altri ma che di sicuro apporta alla pellicola la propria buona dose di risate.

Brilla invece l’ambiguo personaggio di Frau Blücher (Cloris Leachman), governante nonché ex amante del barone Frankenstein. La donna fa trovare al protagonista gli appunti del nonno sui propri esperimenti per riportare in vita i morti, dando così un impulso decisivo allo svolgersi della vicenda. Sono passate alla storia le scene in cui i cavalli del castello nitriscono non appena sentono pronunciare il nome della donna.

Immancabile, naturalmente, è il mostro (Peter Boyle) che nella cultura popolare ha preso il nome del proprio creatore, cioè Frankenstein. Spaventato più che spaventoso, tenero più che aggressivo, il mostro cerca compagnia e affetto e si esibisce in sequenze indimenticabili come quella proposta di seguito, in cui balla assieme al dottore sulle note di “Puttin’ on the Ritz“.

Sono tante le altre scene storiche di Frankenstein Junior, sequenze strampalate e al limite del paradossale condite con dialoghi stralunati. Il meritato successo dipende, però, non solo dalla sceneggiatura ma anche dall’interpretazione di attori come Marty Feldman. L’attore comico è stato capace, grazie anche al suo aspetto insolito, di caratterizzare il personaggio di Igor in modo da renderlo inimitabile: buffo e simpatico ma allo stesso tempo spaventoso. La gobba che si sposta da destra a sinistra, lo sguardo vispo e il sorriso storto hanno accompagnato le freddure e i disastri esilaranti causati dall’assistente del dottore.

L’atmosfera del film, poi, è un altro dei punti di forza di questa parodia. Il tono è prevalentemente quello di una commedia comica che, però, non volta le spalle nè alle melodie angoscianti e alle notti buie e tempestose, nè all’aspetto sentimentale, sviluppato con il personaggio del mostro. Un mostro che suscita pietà e tenerezza e che ci fa sperare in quel lieto fine per tutti che poi, in effetti, arriva.

Il dottor Frederick Frankenstein e il mostro, legati da un rapporto padre-figlio.
Il dottor Frederick Frankenstein e il mostro, legati da un rapporto padre-figlio.

Se pensiamo al succeso dei numerosi Scary Movie che hanno invaso i cinema negli ultimi due decenni, infine, appare evidente come Frankenstein Junior abbia fatto scuola nel riuscire a far ridere pur continuando a suscitare un certo brivido di paura.

Chiara Martino

La chiave del successo:Personaggi e scene indimenticabili Frankenstein Junior

Commenti

Commenti

CONDIVIDI