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Troia: l’origine, la storia e gli eroi di Ilio

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Troia

L’antica Ilio, una città speciale

Dopo le straordinarie avventure della mitologica generazione degli eroi degli Argonauti, il mondo antico vide nascere un’altra stirpe di guerrieri ancora più coraggiosi e unici, resi speciali e mai dimenticati perché presero parte alla guerra più disastrosa e insieme grandiosa che si fosse mai vista, la presa e la distruzione di Troia.

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Troia, le mura invincibili

Tra i più antichi poemi epici, l’Iliade di Omero, racchiude e racconta ai posteri i fatti che accaddero in quegli anni, nella guerra che devastò tutta l’antichità e che divenne materia di leggenda. Nonostante la tragicità della guerra di Troia, è necessario ricordare che tutti i guerrieri erano accomunati da un destino inevitabile, a cui non si poteva sfuggire.

Troia era la città invalicabile e sebbene molti erano i popoli che volevano conquistarla, tutti erano destinati a piegarsi al suo indomito potere.

L’origine di Troia: la leggenda

Come cantava Ugo Foscolo nel carme Dei sepolcri, l’origine di Troia:

“Ed oggi nella Troade inseminata

eterno splende a’ peregrini un loco,

eterno per la Ninfa a cui fu sposo

Giove, ed a Giove diè Dàrdano figlio,

onde fur Troia e Assàraco e i cinquanta

talami e il regno della giulia gente.

Però che quando Elettra udí la Parca

che lei dalle vitali aure del giorno

chiamava a’ cori dell’ Eliso, a Giove

mandò il voto supremo: – E se, diceva,

a te fur care le mie chiome e il viso

e le dolci vigilie, e non mi assente

premio miglior la volontà de’ fati,

la morta amica almen guarda dal cielo

onde d’Elettra tua resti la fama. –

Cosí orando moriva. E ne gemea

l’Olimpio: e l’immortal capo accennando

piovea dai crini ambrosia su la Ninfa,

e fe’ sacro quel corpo e la sua tomba.

Ivi posò Erittonio, e dorme il giusto

cenere d’Ilo; ivi l’iliache donne

sciogliean le chiome, indarno ahi! deprecando

da’ lor mariti l’imminente fato;

ivi Cassandra, allor che il Nume in petto

le fea parlar di Troia il dí mortale,

venne; e all’ombre cantò carme amoroso,

e guidava i nepoti, e l’ amoroso

apprendeva lamento a’ giovinetti.”

L’origine della stirpe e la discendenza

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Elettra e le Pleadi

Tra le diverse leggende che si sono formate sull’origine della città di Troia, uno dei filoni più antichi è quello relativo all’isola di Creta. Si narra, infatti, che l’isola prosperava fertile ma in seguito ad una terribile carestia, si sarebbe spopolata e un gruppo di cretesi, guidati dal re Scamandro, avrebbero scelto una nuova terra per la propria gente, fondando Ilio.

Il giovane re Scamandro avrebbe poi sposato la bellissima ninfa Idea e dalla loro unione sarebbe nato Teucro. La nuova stirpe nacque in seguito, quando il figlio di Scamandro avrebbe sposato e amato la figlia del frigio Dardano.

Gli abitanti di Atene sostenevano, invece, che Teucro appartenesse al loro popolo e che fosse emigrato nella terra di Frigia, dove ospitò Dardano, figlio di Zeus e di Elettra, perciò discendente dall’Arcadia. Dardano avrebbe poi generato un figlio, Ideo, da Batea, a sua volta figlia di Teucro.

Il popolo della terra italica, i Romani, raccontavano invece che la stirpe troiana derivasse dal principe etrusco Corito, la cui moglie era Elettra, madre di Dardano, il figlio di Zeus che emigrò nella terra di Troade. Le diverse leggende iniziano ad unificarsi con i discendenti di Dardano. Infatti, quasi tutte le versioni raccontano che Erittonio fu il figlio di Dardano e il padre di Troo, l’uomo che generò Ilo, Assacro, Ganimede. Dopo Ilo succedette Laomedonte, che a sua volte ebbe diversi figlio, ma soltanto il nobile Priamo riuscì a scampare alla prima distruzione della città di Troia. Il Fato terribile volle però che re Priamo fosse destinato a vivere e vedere una nuova e ancora più terribile distruzione della sua città tanto amata, dando origine alla guerra più lunga della storia greca.

Troia

“Troia era simbolo di forza, quella forza che costringeva gli uomini alla resa ma nonostante la sua potenza, l’antica città venne espugnata e le sue mura invalicabili abbattute.”

Valentina Labattaglia

Bibliografia:

Angelo Cerinotti, Atlante dei MITI dell’antica Grecia e di Roma antica, Edizione Il Sapere

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