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Luca De Filippo, maestro del teatro napoletano

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Luca De Filippo

“E’ morto Luca De Filippo, maestro del grande teatro napoletano”- La Repubblica
“Una pizza e il presepe: Napoli rende omaggio a Luca De Filippo”- AskNews
“Teatro: Addio a Luca de Filippo, erede della tradizione napoletana” Napoli Repubblica .it

Non importa poi se si è napoletani, o grandi cultori del teatro: quando un talento vola via, lascia inevitabilmente un vuoto sentito da tutti. E Luca De Filippo un talento lo era e di quelli rari.

Figlio del grande Eduardo De Filippo e della cantante e attrice torinese Thea Prondi, Luca nacque a Roma il 3 giugno del 1948. Del suo debutto a teatro ne abbiamo tutti un po’ memoria: era il 1955, e la compagnia di Eduardo si era imposta con prepotenza sulle scene internazionali, portando avanti opere che tutt’oggi hanno un potere straordinario.

In quell’anno, lo spettacolo di punta era “Miseria e Nobiltà”; e sul placo dell’Odeon, a Milano, Eduardo si presenta un piccolo di soli sette anni: è suo figlio Luca. «Questa commedia fu scritta da Eduardo Scarpetta per il suo secondo figlio, Vincenzo, che aveva sette anni. Io ho fatto Peppeniello, e ho avuto l’onore di recitare con Eduardo Scarpetta», confessava il drammaturgo napoletano “E tutti gli attori della mia compagnia hanno fatto Peppeniello. Vorrei che questa stessa fortuna l’avesse mio figlio, che io adesso vi presento”.

Luca De Filippo, la carriera

“Ma non ha avuto privilegi Luca – commentava il padre – ha fatto la gavetta come tanti giovani, ma ce l’ha fatta.” La sua carriera comincia seriamente a vent’anni, quando Gennaro Magliulo lo dirige nel “Figlio di Pulcinella”, sotto il nome di Luca Della Porta. Inizia così un’intensissima carriera teatrale marcata da successi come Filomena Marturano (1968), Gli esami non finiscono mai (1974), Il sindaco di rione sanità (1979), Il Contratto (1994) e Napoli Milionaria (2003).

Ma è stata la  versione televisiva di Natale in casa Cupiello del 1977, entrata in tutte le case italiane, e la sua magistrale interpretazione del riottoso e indisponente Tommasino Cupiello, a farlo conoscere e amare dal grande pubblico. “Tommasì te piace ‘o presepe?”. Chiede in scena Eduardo. E Tommasino, senza ombre di speranza, gli tuona dei sonori no “A me non piace”. Scene di straordinaria intensità, che sottolineava come Luca non fosse “solo” un figlio d’arte. Lo storico del teatro Giulio Baffi ricorda:

“Eduardo era un capocomico esigente , ma anche un padre amorevole. E posso assicurarvi che non ha mai goduto di un trattamento preferenziale. In scena come durante le prove era trattato esattamente come tutti gli altri attori della compagnia. Cioè con un rigore spietato”.

La maggioranza dei suoi spettacoli sono stati diretti dal padre: Le voci di dentro (1977), Dolore sotto chiave(1980), Sik Sik l’artefice è magico (1980), Ditegli sempre di sì (1981); opere indelebili che hanno formato le coscienze napoletane, portando alla luce una società brulicante di vizi e virtù, rimarcandone soprattutto la bellezza.

Numerose sono anche le sue apparizioni televisive e cinematografiche; tra le più importanti il padre di Silvio in Come te nessuno mai di Gabriele Muccino (1999) e nel 2012 è Armando, il padre di Gemma, in Venuto al Mondo di Sergio Castellitto (tratto dal libro omonimo di Margaret Mazzantini).

Nel 1981 fondò una propria compagnia teatrale, la Elledieffe, con cui ha affrontato buona parte delle commedie paterne e degli Scarpetta e anche un Tartufo di Molière, stando molto attento anche al repertorio contemporaneo: nella stagione teatrale 1990-91 interpretò La casa al mare di Vincenzo Cerami, nel 1992-93 Tuttosà e Chebestia (regia di Benno Besson), nel 1993-94 L’esibizionista (testo e regia di Lina Wertmüller), nel 1997 L’amante di Harold Pinter (con Anna Galiena, regia di Andrée Ruth Shammah), nel 1999-2000 Il suicida (libero adattamento di Michele Serra da Nicolaj Erdman, regia di Armando Pugliese), nel 2001-02 Aspettando Godot di Samuel Beckett di cui curò anche la regia, e, in collaborazione con il Teatro Franco Parenti di Milano, fu regista di Resisté di Indro Montanelli. Nel 2015 diviene ideatore e direttore della Scuola di Recitazione del Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale. 

Senza giri di parole, Luca De Filippo non è stato solamente figlio ed erede dell’arte napoletana, ma un attore di un profondo spessore e coraggio, che ha contribuito ad elevare il significato del teatro al livello internazionale, e che ci rende orgogliosi di far parte di un paese dove la cultura, l’arte, la parola custodiscono ancora la loro importanza.
L’attore si è spento nella sua casa di Roma a causa di un male incurabile il 27 novembre 2015.
Noi lo ricordiamo così.

Alessia Thomas

Elledieffe – La compagnia di Teatro di Luca De Filippo

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