Home Medioevo Castelli e cavalieri (X-XIV sec.) Real Duomo di Erice, un tesoro siciliano

Real Duomo di Erice, un tesoro siciliano

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chiesa madre

..Poi iniziò il nostro viaggio nel tempo tra vicoli silenziosi lastricati di lucide pietre che divergevano su prospettive medievali.

Così racconta Erice Salvatore Ferranti.

Topografia e storia

panorama di ericeLa provincia di Trapani accoglie una cittadina davvero spettacolare. Il centro cittadino è popolato solo da 512 abitanti e ciò fa della cittadella una perla per rarità e bellezza. Uno dei borghi medievali più belli d’Italia, il comune sorge sull’omonimo monte e si affaccia su: Valderice, Custonaci, San Vito lo Capo e Palizzolo. Tucidide narra che il nome della città deriva da Erix, figlio di Afrodite e Bute. Le vie di Erice sono state calcate da Enea, dal generale Amilcare durante la prima guerra punica.

Erice insieme a Segesta era un centro vivace culturale della Sicilia occidentale. Camminando per le strade di Erice sembra di prendere parte ad una fantasmagoria medievale, il borgo si è conservato quasi intatto, sebbene il passaggio degli Arabi, con i colori caldi e scintillanti, ha mutato il suo aspetto adducendo ulteriore fascino alla città.

duomo di ericeIl Real Duomo o Chiesa Matrice fu commissionato da Ferdinando d’Aragona nel XIV secolo in un momento politico molto controverso quale la Guerra del Vespro (1283-1314). Il sovrano fuggì ad Erice e folgorato dall’amenità del luogo e dall’ospitalità degli ericini, decise di lasciare un segno del proprio passaggio ordinando la costruzione della Chiesa Madre, realizzata dall’architetto Antonio Musso.

La chiesa sorge sul Monte San Giuliano catalizzando tutta l’attenzione: è una calamita percettiva per l’osservatore. Lo scenario è meraviglioso. Cielo e mare si confondono tra le ombre di una vegetazione rigogliosa, in uno sfondo in cui troneggia sopito l’Etna.

Architettura

rosoneInteressante esempio di architettura neo-gotica dotata di pronao e torre campanaria. Il Duomo ha una pianta basilicale, absidata con transetto, a tre navate scandite da due file di pilastri di tufo calcareo di dimensioni esigue, su cui si innalzano gli archi ogivali.

L’architettura è dotata di volumi semplici e tagliati nettamente. Se non fosse per le merlature sovrastanti e per il rosone, unici elementi estrosi in una superficie muraria pulita, la struttura sembrerebbe un edificio castrense. Questi elementi determinano povertà di inventiva che tuttavia garantisce una lettura facilitata formale.

In realtà, la chiesa risente di influssi ‘’chiaramontani’’, dal nome della famiglia Chiaramonte, duchi di Modica. Si tratta di uno stile con decorazioni zig-zag di derivazione anglo-normanna, particolarmente diffuso in Inghilterra e Francia e nella Sicilia normanna. L’esterno è originale e mantiene una facies gotica a differenza dell’interno che fu ricostruito nel 1865. Il portale, manufatto di arte catalana e decorato con bugne a diamante, è nascosto dalle gagliarde superficie murarie ed accoglie il visitatore e lo introduce in chiesa.

portaleL’interno del duomo conservò per secoli il suo aspetto originario, fino ai restauri del XIX sec. La cattedrale presenta una decorazione in stucco e tutto l’insieme ha la fattezza di un merletto prezioso in una cornice mistilinea stile gotico catalano.

La volta della cappella maggiore era decorata con mosaici e l’interno presentava, rispetto ad oggi, una disposizione diversa degli altari.

Nell’altare principale, al centro del transetto, si erge imponente la Madonna dell’Assunta, a cui è dedicata la chiesa, circondata da bassorilievi raffiguranti i Santi Evangelisti entro nicchie.

Nel 1852 iniziarono i lavori di restauro che si trasformarono in un vero e proprio rifacimento in seguito al crollo del tetto.

interno volteNella cappella sulla destra, entrando, è posizionata una bellissima statua della Madonna Assunta, attribuita allo scultore dalmata Francesco Laurana che dimorò a Palermo nel 1460.

È legata al suo nome la statua dell’Assunta commissionata dall’arciprete Paolo Gammicchia a patto, però, che somigliasse alla Madonna di Trapani. La leggenda racconta che lo scultore realizzò un’opera talmente bella che i palermitani non vollero che uscisse dalla loro città. Al Laurana non rimase che scolpire una seconda statua destinata al duomo di Erice.

madonna con il bambino di lauranaSulla destra della Porta Maggiore è posizionata una preziosa acquasantiera cinquecentesca. Una bella icona marmorea di Giuliano Mancino (1513) si può ammirare sul fondo dell’abside, al cui centro si trova una Madonna con Bambino; le nicchie ed i bassorilievi che l’attorniano effigiano scene della vita di Cristo.

Il tesoro della Chiesa ericina è ricchissimo, tutto da scoprire.

Serena Raimondi

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