Home Medioevo Castelli e cavalieri (X-XIV sec.) Notre Dame: la cattedrale più bella del mondo

Notre Dame: la cattedrale più bella del mondo

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La cattedrale più bella del mondo: così i francesi apostrofano Notre Dame di Parigi. Si tratta chiaramente di un’ iperbole, che rispecchia l’animo fortemente nazionalista dei francesi.

Contesto storico

Scenario mistico e sfondo affascinante di numerosi romanzi e racconti avventurosi, Notre Dame domina l’Ile de la Cité per bellezza e ieraticità. La gestazione di Notre Dame, insieme alla promozione di altre imprese edilizie, è legata ad un momento storico controverso in seguito ai risultati fallimentari delle crociate.

notre dame pittoresco

La chiesa di Notre Dame

L’edificio , commissionato dal vescovo Maurice de Sully nel 1163 e aperto nel 1345, sorge sulle vestigia di un tempio dedicato a Giove da Giulio Cesare nel 52 a. C.. Successivamente sostituito da una basilica dedicata a S. Stefano a cui fu affiancata nel 528 un’altra chiesa dedicata alla Vergine Maria per intercessione del re merovingio Chidelberto.

Dunque la spiritualità del sito è quanto mai radicata. Massima espressione del gotico d’oltralpe, Notre Dame è alta 96 metri, lunga 123 metri e si estende su un territorio di 5550 metri quadrati. La cattedrale è a cinque navate e transetto lungo 48 metri, con doppio deambulatorio intorno all’abside circondata in totale da 37 cappelle.

pianta Notre Dame

Struttura

Data la grandezza dell’edificio, furono impiegate le pietre provenienti da Vaugirard e da Montrouge, e per questo venne anche realizzata una strada adibita al passaggio dei carri trasportanti il materiale di costruzione. Da non sottovalutare sono le macchine elevatrici di cantiere utilizzate per lavorare sui punti più alti della chiesa. Tanti capomastri, artigiani e scultori lavorarono all’impresa francese e le scelte realizzate furono innovative.

Da principio ci si concentrò nella costruzione dell’abside, del coro e del doppio ambulatorio. Si scelse di non allineare le colonne confinanti con il doppio deambulatorio, ottenendo spazio distanziato rispetto al coro. Questa scelta è dettata dalla volontà di mantenere l’equilibrio. L’intervallo tra le colonne è costante, e anche i soffitti dei deambulatori sono epurati dalle divisioni in campate a favore dell’articolazione in volte. Nel 1182 venne consacrato l’altare maggiore, così facendo parte della cattedrale poteva essere adibita alla celebrazione liturgica. La veemenza bellica contro Saladino non si era placata, infatti durante la prima celebrazione nella cattedrale il patriarca Eraclio di Cesarea proclamò la Terza Crociata.

Gli sforzi continuarono con la realizzazione delle campate delle navate, delle tribune e della facciata occidentale estesa in altezza fino alla Galleria dei Re, costituita dalla rappresentazione di 28 sovrani della tradizione biblica,accordata con la navata centrale.

galleria dei re Notre Dame

Il punto di riferimento strutturale per la realizzazione di Notre Dame è la basilica di Saint Denis, in cui nel 1136 venne impiegata la volta a ogiva, utile per lo scaricamento dei pesi sui costoloni. Con la realizzazione delle due torri e dell’ulteriore facciata, Notre Dame assume la facies che da secoli la rende riconoscibile.

volta costolonata Notre Dame

Questo sistema fu adottato anche a Notre Dame. Si trattò di una scelta felice dal momento che le membrature pesanti furono ulteriormente alleggerite dalla presenza di finestre. Infatti il cleristorio del transetto della navata centrale consta di un doppio ordine di finestre sia nel piedicroce che nel capocroce, con rosoni circolari in basso, che davano su un locale posto sopra il matroneo, e monofore in alto che davano sull’esterno. Il ruolo della luce nella cattedrale è fondamentale. Secondo la teologia medievale la luce non era altro che la manifestazione della potenza di Dio. La cattedrale è dotata di 113 vetrate policrome su cui si articolano i protagonisti del Nuovo e dell’Antico Testamento.

L’assoluto capolavoro è il rosone, dal diametro di 13 metri circa, collocato nella zona superiore del loggiato soprastante il portale. Esso, costituito da un’anima marmorea più spessa per resistere meglio alle intemperie, fu soggetto al restauro da parte di Eugène Viollet-Le-Duc perché danneggiato dalla furia rivoluzionaria del 1792.

rosone Notre Dame

Il tetto della cattedrale è ancora quello originario. Dotato di tegole di piombo rette da un telaio di sostegno di legno di quercia. Si arriva dove la fantasia non osa con i gargoyle, creature favolose che a 46 metri dal suolo dalle torri di Notre-Dame fissano terribili e ricurvi la città. Anch’esse restaurate da Viollet-Le-Duc, sono strutture architettoniche con la funzione di scaricare l’acqua piovana per far defluire l’acqua lontano dai muri.

gargoylle Notre Dame

La realizzazione della cattedrale ebbe un impatto fragoroso nel mondo artistico medievale e ancora oggi ci si frastornati di fronte a tanta magnificenza. Del resto, come scrive Victor Hugo nella sua opera Notre Dame de Paris i grandi eventi hanno conseguenze incalcolabili.

Serena Raimondi

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