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Individuo e Massa tra Ottocento e Novecento

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Individuo

Nel precedente articolo s’è accennato a quanto siano profonde nel tempo e nella cultura occidentale le radici del problema che si pone a fine Ottocento: il rapporto e conflitto tra Massa e Individuo. Ora s’intende iniziare un percorso che lega ad un filo unico autori tra loro temporalmente distanti ma accomunati da simili interessi e studi; per poter successivamente rispondere alla domanda iniziale “Si può parlare di individuo, di una singolarità, come monade assoluta, soggetto isolato, decontestualizzato rispetto alla massa, nell’epoca contemporanea?” con la riflessione di Adorno, passando per l’acuta analisi di Elias.
Entriamo subito nel vivo del discorso.

Da Le folle all’Uomo-massa

Individuo
Psicologia delle Folle – Gustave Le Bon

L’opera di Le Bon appartiene al momento iniziale della riflessione sulla diffusione del potere delle Masse: vediamo il problema presentato ancora con l’immagine delle Folle, definizione piuttosto grezza – in quanto per folla s’intende un’aggregazione solo momentanea di individui, mentre con massa c’è il riferimento più o meno diretto ad un insieme di individui omogeneo ed organizzato. Quello che Le Bon evidenzia è soprattutto il carattere indifferenziato e violento della psicologia delle folle, ove i singoli individui perdono parte della loro percezione cosciente e si lasciano sopraffare dagli istinti. Un individuo nella folla:

Non è più se stesso, ma un automa che la sua propria volontà non è più capace di guidare.

Già Freud sorpasserà questa visione dei fenomeni collettivi, considerandoli non più come un luogo dove nascono ex novo istinti prima assenti nell’individuo, ma riconducendo quella violenza caratteristica delle masse ad una semplice manifestazione di impulsi presenti già da sempre nell’essere umano sotto forma di inconscio.

Individuo
il filosofo spagnolo José Ortega y Gasset

Ulteriore passo in avanti si avrà poi nel 1930 con il filosofo spagnolo José Ortega y Gasset che in quest’anno pubblica La ribellione delle masse. In quest’opera abbiamo, innanzitutto, l’uso più specifico del termine Massa e l’indagine svolta riguarda proprio le caratteristiche che l’uomo, inteso come entità individuale, assume in quanto facente parte della società di massa, quindi l’uomo-massa.

Massa è l’uomo medio. […] è la qualità comune, è il campione sociale, è l’uomo in quanto non si differenzia dagli altri uomini, ma ripete in se stesso un tipo generico” e ancora: “Massa è tutto ciò che non valuta se stesso – né in bene né in male – […] ma che si sente <<come tutto il mondo>>, e tuttavia non se ne angustia, anzi si sente a suo agio nel riconoscersi identico agli altri.

Dunque la Massa è, per Ortega, assenza di Singolarità, di Individualità ed Interiorità nei singoli che la compongono.

L’Individuo in Elias

Proprio questa visione dualistica di Individuo ed Interiorità contrapposti gnoseologicamente ed ontologicamente alla Società e alla Collettività, sarà la visione che il filosofo e sociologo Norbert Elias cercherà di sdoganare con la sua opera La società degli individui.

Allora, dopo aver discusso del problema Individuo-Massa tramite il pensiero di diversi autori, possiamo direttamente provare a capire l’opera di Elias attraverso le sue stesse parole:

Oggi l’autoconsapevolezza del singolo è quasi dovunque plasmata in modo che egli deve sentire  e pensare <<Sono qui, tutto solo; tutti gli altri sono al di fuori di me, esterni a me, e ciascuno di essi parimenti procede per la sua strada con la sua interiorità che rappresenta lui solo, il suo vero Sé, il suo puro Io, e con il suo costume esteriore, con i suoi rapporti con gli altri>>. Tale atteggiamento verso di sé e verso gli altri appare naturale e ovvio a chi lo pratica, ma non è naturale né ovvio. E’ l’espressione del modo in cui l’individuo è stato storicamente plasmato in modo peculiare da un intreccio di rapporti, da una forma di convivenza con gli altri che ha una struttura del tutto specifica.
Insomma questa autoconsapevolezza corrisponde a quella struttura spirituale che viene a crearsi in determinate fasi di un processo di civilizzazione. […] questa <<privatizzazione>> o esclusione di determinate sfere della vita dallo scambio sociale tra gli uomini e il suo carico di angoscia socialmente alimentata […] mantengono viva nel singolo la sensazione che <<all’interno>> egli è qualcosa che esiste unicamente per sé senza rapporto con gli altri, e che soltanto <<successivamente>> entra in rapporto con altri <<all’esterno>>.

L’abisso e il confitto particolarmente violento che avvertono dentro di sé gli uomini fortemente individualizzati […] alla loro riflessione si presentano come abisso esistenziale ed eterno conflitto tra individuo e società.

Quindi Elias non solo pone e critica la visione della realtà dualistica che ha caratterizzato la storia del pensiero occidentale, ma va oltre, ed indica una risoluzione del conflitto tra interno ed esterno che è immaginabile solo nella riconduzione dell’uno all’altro, nella comprensione della loro assoluta e inalienabile compenetrazione essenziale.

E soltanto se il singolo cessa di tener presente unicamente se stesso, soltanto se cessa di considerare il mondo come chi dall’ <<interno>> della sua grande casa guarda alla strada << di fuori >> e alle case << di fronte >>, se al contrario con una svolta copernicana dei suoi pensieri e dei sentimenti riesce a vedere anche se stesso e la propria casa  nella teoria delle strade, nel nesso globale del mobile intreccio umano, soltanto allora sbiadirà a poco a poco la sensazione di essere <<all’interno>> qualcosa  che è solo e per sé mentre gli altri sarebbero qualcosa che è separato da lui da un abisso, un <<paesaggio>>, un <<ambiente>>, una <<società>> di fronte a lui.

Abbiamo raggiunto, con Elias, la distruzione totale del Mito dell’Interiorità, nato con il dualismo, come quello platonico, e rafforzato dalla dottrina cristiana. Solo con la Scuola di Francoforte, ed in particolare con personalità del calibro di Adorno ed Horkheimer avremo esposta esplicitamente una tale consapevolezza della profondità del problema e della rivoluzionarietà della soluzione.

Nunzia Rescigno

Fonti

Fonte immagine in evidenza: www.akkuaria.com

Fonte immagini media: www.laliberaopinione.wordpress.com; www.biografieonline.it; www.bazaart.it

Fonte citazioni: Gustave Le Bon, Psicologia delle folle, José Ortega y Gasset, La ribellione delle masse, Norbert Elias, La società degli individui

 

 

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