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Gli anni del Centrismo in Italia: Alcide De Gasperi

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La politica di Alcide De Gasperi è stata fondamentale per la storia della prima Repubblica Italiana, leader del partito più importante, la Democrazia Cristiana,  le sue scelte politiche e le riforme durante il suo governo influenzeranno la storia del nostro paese, in particolare gli anni successivi al suo ritiro dalla vita politica. Vedremo quando e come De Gasperi è stato eletto Presidente del Consiglio e il perché della decisione di abbandonare l’idea iniziale di un governo sostenuto da liberali, socialisti e comunisti per poi scegliere la via del Centrismo.

Il Voto del 2 Giugno 1946

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Il Capo dello Stato, De Nicola, firma la Costituzione il 27 dicembre 1947

Con la fine della seconda Guerra Mondiale e del ventennio Fascista, tutti gli italiani, e per la prima volta anche le donne, furono chiamati a scegliere tra il ristabilire la Monarchia o iniziare un percorso totalmente nuovo con una Repubblica, ed infine ad eleggere i partiti che comporranno l’Assemblea Costituente, che dovrà erigere la nuova Costituzione democratica.

Il riscontro eccezionale riguardò prima di tutto la massiccia partecipazione di elettori, votarono infatti l’89% degli italiani. Sul risultato del voto,  per quanto riguarda la forma di governo, vinse la Repubblica con il 54% dei voti superando di poco la Monarchia ferma al 46%,  invece per la composizione della Costituente vinsero i tre partiti poi definiti di massa: La Democrazia Cristiana (DC) che ottenne il successo maggiore con il 35% dei voti, seguita dal Partito Socialista italiano di Unità proletaria (PSIUP) e dal Partito Comunista (PCI).

De Gasperi e i tre partiti di massa

E’ da questo momento che la Democrazia Cristiana diventa, con il suo leader De Gasperi, il partito che dovrà formare il  governo chiamato a rialzare l’Italia, distrutta fisicamente e moralmente da una guerra che la vede uscire come potenza sconfitta. De Gasperi dovrà anche integrare il paese al nuovo contesto internazionale, che già presenta tutti gli elementi di tensione tra Russia e Stati Uniti che porteranno verso la Guerra Fredda.

De Gasperi centrismo
Alcide De Gasperi

Già nel ’45 De Gasperi si era distinto durante l’ultimo anno del governo provvisorio del CLN, composto dai sei partiti antifascisti, dimostrando il suo essere un moderato capace di creare stabilità in un contesto di forti contrasti tra forze politiche, con idee diverse e sempre in opposizione tra loro. La sua politica riusciva a mettere tutti d’accordo, tanto da ricevere il sostegno delle forze distanti dalla Dc come  liberali, socialisti e comunisti, senza mai dimenticare i gruppi che la Dc rappresentava, come i riformatori del mondo cattolico e i moderati-conservatori.

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Papa Pio XII

Una volta eletto Presidente del Consiglio nel ’46, De Gasperi voleva proseguire questo dialogo attraverso la formazione di un governo, detto di Unità Nazionale, sostenuto dal tripartito Dc, Psi e Pci. Questo avrebbe consentito la nascita di un sistema politico unitario omogeneo, caratterizzato dall’alternativa democratica tra una maggioranza ed una opposizione, alternando le tendenze conservatrici con quelle progressive. Per di più, per il leader della Dc, era importante anche il buon rapporto con Partito Comunista in vista dei trattati di pace da firmare a Parigi con le potenze vincitrici tra le quali c’era l’Urss.

Questo progetto sarà osteggiato prima di tutto dalla Chiesa di Papa Pio XII, contraria al dialogo tra la Dc e il Pci dopo aver sostenuto nel voto la Dc attraverso l’Azione Cattolica e i Comitati Civici; e poi soprattutto dagli U.S.A.

E’ il viaggio negli Stati Uniti di De Gasperi nel gennaio del ’47 che porrà fine al dialogo tra forze di sinistra e la Dc, è infatti il tempo della Dottrina del Presidente americano Truman, disposto a seguire una linea di contenimento della Russia attraverso il Piano Marshall e il Patto Atlantico. De Gasperi, per avere il sostegno economico e militare degli USA, doveva sposare l’idea di un mondo bipolare diviso tra Usa e Russia, e schierarsi dalla parte della sfera occidentale, contraria alla nascita di governi comunisti al suo interno o soltanto al dialogo con partiti di estrema sinistra.

L’ inevitabile via del centrismo

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Il Presidente USA Truman e De Gasperi

Al suo ritorno De Gasperi formerà un governo di cui non fanno più parte i comunisti e i socialisti, e intraprenderà la linea del Centrismo, dettato dal sostegno delle forze di Centro, conservatrici e moderate, composte principalmente dai cattolici e dai ceti economicamente più influenti. Questo ha portato anche una trasformazione del Partito Comunista di Togliatti che, se negli ultimi tempi era un partito riformatore aperto al dialogo, in seguito si chiuderà nelle aspirazioni rivoluzionarie come partiti di estrema sinistra dell’epoca. Si spaccherà anche il secondo partito di massa, il Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria (PSIUP), per contrasti interni nel Partito Socialista Italiano (PSI) di Nenni e Pertini legato a quello comunista, e nel Partito Socialista Liberale italiano (PSLI) di Saragat, su posizioni socialdemocratiche e anticomuniste.

Claudia Cepollaro

Bibliografia

Francesco Barbagallo, Storia Contemporanea. Dal 1815 a oggi. Carrocci editore

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