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Il cinema degli inizi: dalla lanterna magica al cinematografo

Comincio subito con una domanda: che cos’è il cinemaUna macchina? Una forma d’arte? Un’illusione della realtà? Probabilmente, il cinema è tutte queste cose insieme.

Ciò di cui abbiamo la certezza è che il cinema è un’evoluzione. Un’evoluzione che è cominciata con la necessità dell’uomo di raccontare e di raccontarsi. Una necessità che ci ha sempre continuamente spinto a cercare nuove forme d’arte.

Ma, a partire da questi presupposti, cosa potremmo fare per capire davvero qual è l’essenza del cinema? Partire dall’inizio. Riavvolgere il nastro, appunto.

L’obiettivo di questa rubrica sarà quello di guidare il lettore attraverso i processi evolutivi di cui il cinema è stato il protagonista e permettere di trasformare il lettore in un fruitore consapevole. Uno spettatore che abbia maturato una coscienza critica che gli permette di guardare il cinema con uno sguardo nuovo. Lo sguardo di chi vuole finalmente squarciare la tela e vedere oltre.

In questo articolo, in particolare, ci occuperemo di una data: il 28 dicembre del 1895.

Contrariamente a quanto si possa pensare, questa non è la data dell’invenzione del cinema, ma del cinematografo. Il cinema, infatti, in quanto arte espressiva, si pone l’obiettivo di trasmettere un messaggio. Non può essere considerato la semplice trasposizione dei fatti; non segue la linearità spazio temporale della realtà oggettiva ma riesce ad andare oltre.

Questa grande potenzialità non c’è ancora nel dicembre del 1895, arriverà solo in un secondo momento: con l’invenzione del montaggio e con la volontà del regista di creare qualcosa di nuovo.

La lanterna magica e le prime invenzioni

La stessa invenzione del cinematografo è da considerarsi come un lungo processo cominciato già nel 1671, con l’invenzione della lanterna magica.

lanterna magica

La lanterna magica, inventata da Athanasius Kircher, è un dispositivo grazie al quale si è in grado di proiettare su uno schermo delle immagini dipinte su lastre di vetro. Essa si può considerare come la più diretta antenata degli odierni diaproiettori.

In seguito, nel 1878, vienne costruito il Prassinoscopio da Charles-émile Reynaud. Questo, è uno strumento di forma cilindrica all’interno del quale si trovano diverse immagini che rappresentano le fasi susseguenti del movimento di una sola figura; sempre all’interno c’è un prisma di specchio avente lo stesso numero di facce delle immagini. Con il movimento rotatorio dello strumento si ha la sensazione che le immagini fossero in movimento.

Prassinoscopio

Ma è nel settembre del 1889 che, negli stabilimenti di Thomas A. Edison nasce la pellicola cinematografica. Essa è un nastro trasparente flessibile con un lato perforato. Edison la sfrutterà per il Kinetoscopio, brevettato nel 1891, il quale consente la visione di un brevissimo filmato a un solo spettatore per volta, che vede le immagini in movimento attraverso un mirino.

I fratelli Lumière e l’invenzione del cinematografo nel 1895

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Ma perché, allora, consideriamo il 28 dicembre del 1895 come una data di fondamentale importanza? Perché i fratelli Lumière, diversamente dagli altri, sono stati in grado di rispondere, grazie all’invenzione del cinematografo, a una particolare esigenza: la proiezione collettiva del filmato.

Quel giorno, al n° 14 del Boulevard des Capucines, nel Grand Café, una piccola folla di curiosi sperimenta la prima pagina della storia del cinema.

Nella realizzazione dei loro primi filmati i fratelli Lumière adottano un procedimento semplice, nella quale vi è la confusione della macchina da presa con quella da proiezione: scelgono il soggetto, vi piazzano davanti la macchina da presa e riprendono la scena fin quando non finisce la pellicola.

In un primo momento le proiezioni non hanno molto successo; il pubblico è solo momentaneamente attratto da una novità tecnologica.

La situazione cambia con la proiezione de L’innaffiatore innaffiato, ci sono delle file lunghissime di persone che vogliono assistere allo spettacolo, uno spettacolo che diverte, che riesce a dare qualcosa in più, qualcosa di nuovo.

Questo filmato rappresenta una storia precedentemente programmata, tuttavia riesce a provocare nel pubblico una reazione emotiva diversa da quella suscitata da tutti gli altri filmati. Esso è, a tutti gli effetti, l’archetipo dei film comici.

Tuttavia, i Lumière restano convinti del fatto che il cinema sarebbe stato solo una moda passeggera, che sarebbe destinata a fallire. Decidono, quindi, di dedicarsi esclusivamente ad aumentare la loro offerta di filmati, detenendo il monopolio e inviando degli operatori in giro per il mondo che hanno non solo raccolto le immagini ma anche organizzato le proiezioni.

La deduzione dei fratelli Lumière, però, sarebbe stata giusta solo se il cinema si fosse fermato qui: senza aver sviluppato le sue capacità linguistiche ed espressiveSolo se il cinema non fosse diventato il Cinema.

Cira Pinto

Bibliografia essenziale:

il cinema

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