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Northanger Abbey di Austen: parodia del romanzo gotico

1828

Il nome di Jane Austen viene inevitabilmente associato ai suoi due romanzi più famosi: Orgoglio e pregiudizio e Ragione e sentimento. Tuttavia la scrittrice di Steventon è stata autrice anche di romanzi considerati “minori” e poco conosciuti. Tra questi spicca Northanger Abbey, romanzo pubblicato postumo nel 1817.

Trama

Northanger Abbey
Jane Austen ( 1775 – 1817)

Protagonista del romanzo è la giovane Catherine Morland, una diciassettenne  che vive nella campagna inglese e che coltiva la passione per i romanzi gotici. La monotonia della sua vita viene spezzata dall’invito dei signori Allen, i suoi vicini, a soggiornare nella città di Bath. Qui Catherine entra in contatto con la sfarzosità e il lusso dell’alta società inglese tra balli, spettacoli tetrali e chiaccherate.

Durante il soggiorno Catherine stringe amicizia con la coetanea Isabella Thorpe e si invaghisce di Henry Tinley, il quale la invita a trascorrere alcuni giorni presso l’abbazia di Northanger. Cathreine così si trova in estasi non solo per il fatto di poter stare accanto all’uomo che ama, ma anche perché ha la possibilità di poter vivere le atmosfere dei romanzi gotici che tanto ama. Proprio quest’ultima prerogativa le farà pensare che dentro l’edificio si nasconda un agghiacciante mistero..

La storia editoriale di Northanger Abbey

Jane Austen aveva pronto questo romanzo già nel 1803 con il titolo di Susan e fu comprato dall’editore londinese Richard Crosby. Tuttavia l’editore non pubblicò mai il romanzo.

Nel 1809, sotto lo pseudonimo di “Mrs Asthon Dennis“, la Austen scrisse una lettera al signor Crosby chiedendo i motivi della mancata pubblicazione. La risposta fu sconcertante: l’editore non era più interessato a pubblicarlo e solo nel 1816 la Austen decise di riprendersi il manoscritto al prezzo di dieci sterline, lo stesso con cui l’aveva ceduto.

Northanger abbey
Una stampa ritraente la città di Bath

Dopo questo episodio, il romanzo fu messo da parte per tredici anni e la Austen vi apporta alcune modifiche. Anzitutto scrive una breve introduzione dove avverte il lettore che sta per leggere la descrizione di una società lontana nei costumi da quella odierna a lui, ma mostra anche le difficoltà che ha incontrato per far pubblicare il romanzo:

Questa breve opera fu pubblicata nel 1803 ed era destinata ad una pubblicazione immediata. […] Che un editore ritenesse che valeva la pena acquistare un testo che poi non valutava degno di essere stampato, risulta incredibile. […]

Inoltre la Austen cambia il titolo da Susan a Catherine. Solo dopo la morte della scrittrice, avvenuta nel 1813, il romanzo porterà il titolo di Northanger Abbey.

Il romanzo gotico alla berlina …

Northanger Abbey presenta le caratteristiche peculiari del romanzo gotico, ma le esaspera fino allo stremo e le ridicolizza. Si tratta quindi di una vera e propria parodia di un genere che andava tanto di moda nell’Inghilterra tra il XVIII e il XIX secolo.

In particolare Jane Austen cita spesso I misteri di Udolpho, romanzo della scrittrice Ann Radcliffe (autrice apprezzata dalla stessa Austen) e che la stessa Catherine legge con grande fervore. La ragazza è talmente appassionata di romanzi gotici che arriva a pensare di vivere lei stessa all’interno di un romanzo di quel genere, non riuscendo più a setacciare la fantasia dalla realtà.

Northanger Abbey
Ann Radcliffe (1764 -1823)

Ovviamente il romanzo gotico non era immune dalle contestazioni dei benpensanti, per via delle atmosfere cupe e dei personaggi amorali che presentava. A tale proposito, la Austen ne approfitta per fare un piccolo appunto a tutti quei “critici” che disdegnano i romanzi in generale.

Lasciamo che siano i critici a bistrattare queste effusioni della fantasia e a parlare, all’uscita di ogni romanzo con accenti ormai triti, della robaccia che fa gemere i torchi. Non abbandoniamoci, siamo un unico corpo ferito. Anche se il piacere offerto dalle nostre opere è stato più diffuso e costante di quello di qualsiasi altra corporazione letteraria del mondo, nessun genere è stato ugualmente denigrato. […] E mentre migliaia di penne elogiano il talento del novecentesimo autore di un compendio di storia dell’Inghilterra o di chi mette insieme e pubblica in volume una dozzina di versi di Milton, di Pope, di Prior, un articolo dello “Spetactor” e un capitolo di Sterne, sembra un desiderio quasi generale denigrare la figura e sottovalutare la fatica del romanziere, […] .

… e anche l’amore

Ma Northanger Abbey ridicolizza anche l’altro genere in voga nella letteratura inglese del tempo: il romanzo sentimentale.

Northanger Abbey
Una stampa d’epoca ritraene l’interno della Pump Room di Bath, dove si svolge gran parte del romanzo.

Quando Catherine mette piede per la prima volta nella città di Bath si ritrova immersa nell’ “alta” società britannica. Quello che si trova davanti è un ambiente fatto di superflua sfarzosità, tutta immersa in balli, chiacchiere da salotto e ostentazione di una certa cultura che in realtà non possiede. In questo clima scintillante e privo di animo, anche l’amore è visto in un’ottica diversa.

Infatti l’amore diventa un mezzo condizionato più dal peso delle proprie tasche che da quello del proprio cuore. Northanger Abbey non perde occasione di mostrare coppie che si formano solo per interesse economico, usando il sentimento come semplice copertura per occultare la sete di denaro e di ascesa sociale degli uomini.

Ciro Gianluigi Barbato

Bibliografia

Jane AustenL’abbazia di Northanger – Crescere edizioni

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