Alain Badiou e l’Elogio dell’amore

Alain Badiou, intellettuale francese di fama internazionale, è noto ai più per le polemiche sorte intorno alle sue considerazioni politiche e per essere riuscito a costituire un sistema di pensiero che fa largamente uso della matematica. Eppure egli si è espresso anche sul tema dell’amore, dandone una visione tutt’altro che scontata. Infatti, complici le innumerevoli interpretazioni che provengono da ogni luogo e tempo, è sempre più difficile riscontrare un pensiero originale sull’amore che non ricalchi l’eco di qualcosa di già sentito. Badiou riesce nell’impresa in una intervista di Nicolas Truong, che sarà poi trascritta e pubblicata nel testo, ancora poco noto, dal titolo Elogio dell’amore.

Alain Badiou e le declinazione dell’amore nella riflessione filosofica

Badiou
Alain Badiou Elogio dell’amore

Alain Badiou esordisce col definire i punti estremi di alcune posizioni filosofiche, che di certo nel radicalizzare diversi aspetti dell’amore ne hanno in qualche modo compromesso il carattere. Da un lato vi è l’estremo anti-amore, capeggiato da Schopenhauer, che svilisce l’amore attribuendo alle donne la responsabilità di questo sentimento che le induce a perpetuare la miserabile specie umana. Dall’altro lato vi è l’estremo pro-amore che trova in Kierkegaard il suo maggior rappresentante, giacché egli rafforza l’importanza dell’amore, declinandolo nei tre stadi dell’esistenza: estetico, etico, religioso. Tra coloro che invece sono riusciti a cogliere elementi realmente impliciti nell’amore, secondo Badiou, vi è sicuramente Platone, che ravvede in esso una delle vie possibili per accedere al mondo delle idee. Platone avrebbe colto il carattere universale dell’amore, che consisterebbe nel rapporto peculiare che intrattiene con la verità. Al riguardo il francese scrive:

Ogni amore propone una nuova esperienza di verità su ciò che significa essere due e non uno: il mondo può essere incontrato ed esperito in modo differente da come lo esperisce una coscienza solitaria, ecco quello di cui qualunque amore ci offre una nuova dimostrazione.

Anche l’esperienza della diversità solleva un problema quando ci si imbatte nella riflessione di Jacques Lacan, che reputa inconcepibile un vero incontro tra i due sessi, perché la differenza sessuale impedisce la fusione. Per Badiou, asserendo che il rapporto sessuale non esiste, Lacan non fa altro che incentivare un equivoco secondo il quale l’amore riempie immaginariamente il vuoto della sessualità. L’intellettuale francese ritiene invece che l’idea dello psicanalista sia meno radicale e più profonda e che egli intendesse dire che, mentre nel sesso si è in rapporto con se stessi per mezzo dell’altro, nell’amore la mediazione dell’altro è valida in sé, senza alcuna finalità.

L’elogio dell’amore: l’amore come evento

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Dipinto di Ron Hiks

L’amore allora non è per Badiou l’esperienza dell’altro, che invece si pone su un piano etico, bensì una circostanza la cui realtà consiste nelle sue molteplici conseguenze. In questo senso ha le stesse caratteristiche di una nozione centrale nella disamina politica del filosofo: l’evento. Per Badiou l’evento ha una portata rivoluzionaria, perché si caratterizza come un accadimento imprevedibile che dall’esterno irrompe nella società, portando scompiglio e richiedendo fedeltà da parte dei soggetti per concretizzarsi. Nella vita di una persona, allo stesso modo, l’evento si introduce in modo inaspettato attraverso un incontro contingente e casuale con un altro. Anche in questo caso l’amore non si realizza in un sol colpo, come vorrebbe invece la concezione romantica, ma attraverso una durata che si ridefinisce costantemente nel corso della vita. Badiou scrive al riguardo:

L’amore, soprattutto nella durata, possiede tutti i tratti positivi dell’amicizia ma, a differenza di quest’ultima, si rapporta alla totalità dell’essere dell’altro, e l’abbandono del corpo è il simbolo materiale di tale totalità.

Con queste parole egli intende opporsi a quella categoria di moralisti scettici che considerano l’amore un ornamento del desiderio. In controtendenza con l’opinione comune, per Badiou è l’amore che produce e richiede come prova il desiderio e non viceversa. Proprio come l’evento politico questo sentimento implica un atto di fedeltà, che si realizza attraverso la  dichiarazione dell’amore stesso. È così che viene segnato il passaggio dal caso al destino, dall’evento-incontro ad una progressiva costruzione di verità.

Amore e politica: procedure di verità

Il parallelismo tra politica e amore prosegue oltre la scia dell’evento quando Badiou definisce entrambe come procedure di verità, che però hanno coordinate diverse. L’azione politica è determinata dalla comunità, mentre quella amorosa si dà a partire da una dualità. Inoltre il fine della politica è capire di quali potenzialità è capace la collettività, così come nell’amore non è la procreazione lo scopo, ma esperire il mondo a partire dalla differenza. Badiou, però, ci mette in guardia rispetto alla somiglianza tra queste due sfere che, nonostante le molteplici correlazioni, è limitata. In politica le persone non si amano e se in amore la differenza può avere un esito positivo e trasformarsi in un’esistenza creatrice, in politica questa condizione non sussiste. Ancora, in amore vi sono degli ostacoli, ma mai un vero nemico, mentre in politica la lotta contro quest’ultimo è indispensabile.

Come ogni procedura di verità l’amore non fa eccezione e richiede uno sforzo per superare quelle contraddizioni interiori che lo espongono continuamente al rischio di autodistruggersi. La costruzione di verità amorosa d’altra parte è anche sempre unica e nuova e non può essere risolta o declinata né in termini politici né religiosi, come invece è stato fatto in passato. Al riguardo scrive:

Quello che io cerco di sostenere nella mia filosofia è che l’amore non può essere ridotto a nessuna definizione, perché è una costruzione di verità.

Eppure Badiou conclude la sua disamina sull’amore dicendo che, anche se presenta un valore intrinseco e fine a se stesso, esso potrà reinventarsi più facilmente solo una volta lontano dal capitalismo.

Giuseppina Di Luna

Bibliografia

Alain Badiou, Elogio dell’amore, Neri Pozzi Editore, Vicenza 2009.

Alain Badiou, L’essere e l’evento, Il Nuovo Melangolo, Genova 1995.