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Dieta chetogenica: cos’è? Come funziona?

La dieta chetogenica è uno degli schemi nutrizionali più chiacchierati degli ultimi tempi, nonché quello che genera attorno a sé maggior confusione. Cerchiamo dunque di fare un po’ di chiarezza: cos’è la dieta chetogenica? Come funziona? Quali sono i suoi rischi e benefici?

Cenni sul metabolismo: come ricaviamo energia?

Per comprendere il funzionamento della dieta chetogenica, è necessario prima analizzare il ruolo dell’alimentazione nelle nostre vite. Garantire il corretto funzionamento dei nostri organi e tessuti in ogni momento richiede un grande quantità di energia, così come ogni attività quotidiana che svolgiamo.

In particolare, il fabbisogno giornaliero di energia necessaria per il nostro organismo, affinché questo funzioni  correttamente in condizioni di riposo, è definito metabolismo basale.

L’energia necessaria per svolgere attività di qualsiasi tipo, sommata al metabolismo basale, costituisce il fabbisogno giornaliero complessivo di un individuo, specifico per ognuno.

Il cibo costituisce la fonte da cui traiamo energia per soddisfare i nostri bisogni metabolici. In che modo trasformiamo il cibo in energia? Il nostro organismo è capace di convertire, attraverso una serie di processi biochimici, il cibo in composti la cui degradazione porta all’ottenimento di ATP.

L’ATP rappresenta la moneta di scambio energetica del nostro organismo. Grazie ad essa, tutti i processi che richiedono energia all’interno delle nostre cellule possono avvenire.

Il ruolo dei carboidrati nel metabolismo

Attraverso il cibo che ingeriamo, introduciamo nel nostro organismo una serie di macromolecole quali carboidrati (o zuccheri), grassi (o lipidi), proteine, acidi nucleici e vitamine.

I carboidrati, che vengono esclusi in una dieta chetogenica, giocano un ruolo fondamentale ai fini del metabolismo energetico, in quanto vengono infine convertiti prevalentemente in glucosio.

Alimenti costituiti da carboidrati, esclusi dalla dieta chetogenica
Alimenti costituiti da carboidrati, esclusi dalla dieta chetogenica

Dalla degradazione completa di una sola molecola di glucosio ad anidride carbonica ed acqua, si ricavano ben 32 molecole di ATP. Per tale ragione, il ruolo del glucosio è così importante che il nostro organismo ha escogitato una serie di escamotage, per averne sempre una scorta.

Quando mangiamo un pasto abbondante, il nostro organismo immagazzina il glucosio in eccesso sotto forma di un composto, il glicogeno, conservandolo nei muscoli e nel fegato. In condizioni di digiuno, il nostro organismo ricava glucosio proprio dalla demolizione del glicogeno accumulato.

In extremis, le cellule del nostro fegato sono persino capaci di sintetizzare glucosio a partire da altri precursori, attraverso un processo chiamato gluconeogenesi. Tuttavia, dopo un certo lasso di tempo, le scorte di glicogeno si esauriscono e la gluconeogenesi, poiché dispendiosa energeticamente, non può continuare.

Il nostro organismo sarà dunque costretto, se non riceve nuovo glucosio tramite l’alimentazione, a ricavare energia da altri composti. Questi composti sono prevalentemente i lipidi, che hanno tra vari ruoli anche quello di riserva energetica, e in piccola parte proteine.

Dieta chetogenica: definizione e funzionamento

La dieta chetogenica è un particolare schema nutrizionale che prevede l’esclusione dei carboidrati dalla dieta per circa un paio di settimane. La dieta chetogenica, difatti, prevede l’assunzione di grassi e proteine, ma non di carboidrati.

Ovviamente, trattandosi di un regime alimentare atto al dimagrimento, le calorie introdotte sono sempre minori del fabbisogno complessivo giornaliero. Si parla quindi di un regime alimentare ipocalorico.

Il nome dieta chetogenica deriva dal fenomeno noto come produzione dei corpi chetonici, che avviene proprio quando si attua questo schema nutrizionale. Ma cosa sono questi corpi chetonici? Perché vengono prodotti?

Piramide alimentare della dieta chetogenica
Piramide alimentare della dieta chetogenica

Dieta chetogenica: produzione dei corpi chetonici

Quando il nostro organismo è in deficit da glucosio, questo deve fronteggiare una serie di problemi per continuare a ricavare energia. Il problema principale è che alcuni organi, come il cervello, non sono capaci né di fare gluconeogenesi, né di trarre energia dal catabolismo diretto dei lipidi.

Un altro problema è la stringente richiesta dell’organismo di energia rispetto alle scarse quantità di glucosio disponibile. In tali condizioni, il nostro organismo ricorre ad un ulteriore stratagemma: la produzione dei corpi chetonici.

Durante la dieta chetogenica, le cellule del nostro fegato degradano gli acidi grassi, costituenti dei lipidi, ottenendo molecole di un composto chiamato acetil-CoA. Anziché degradare ulteriormente l’acetil-CoA, per ottenere energia nell’immediato, le cellule del fegato producono, a partire da queste molecole, i cosiddetti corpi chetonici.

I corpi chetonici che il nostro fegato produce sono l’acetone (non funzionale ai fini nutrizionali), l’acetoacetato e il beta idrossibutirrato. Questi composti vengono poi  trasportati dal sangue ai tessuti extraepatici in difficoltà per la mancanza di glucosio, come il cuore, i muscoli, la corteccia renale e il cervello.

In questi tessuti i corpi chetonici vengono degradati e la loro degradazione consente il ricavo di ATP. La dieta chetogenica rappresenta dunque una condizione di assenza prolungata di glucosio, durante la quale il nostro organismo ricorre ai lipidi e avvia la produzione di corpi chetonici.

Rischi e benefici della dieta chetogenica

Chiarita cosa sia la dieta chetogenica, è possibile ora analizzarne i rischi e i benefici. Con questo tipo particolare di schema nutrizionale sottoponiamo il nostro organismo ad un cambio importante, che lo costringe a rivedere i suoi schemi metabolici.

Per tale ragione, la dieta chetogenica di solito si attua i primi quindici giorni di un percorso nutrizionale. Questa strategia ha infatti lo scopo di invogliare il nostro metabolismo a mobilitare le riserve di grasso e ad incrementarne la reattività a stimoli metabolici.  

Tenuto conto di questi potenziali benefici della dieta chetogenica, è fondamentale che essa duri non più di quindici-venti giorni. Se la dieta chetogenica si protrae oltre questo lasso di tempo, si può sviluppare una condizione patologica che prende il nome di chetoacidosi.

Quando il nostro organismo sostiene per un lasso di tempo prolungato l’assenza di carboidrati, può verificarsi una sovrapproduzione di corpi chetonici. Tale sovrapproduzione comporta un abbassamento del pH sanguigno, generando una condizione di acidosi, dannosa per il nostro organismo.

Una condizione simile si verifica anche nei diabetici non trattati che, non riuscendo ad utilizzare il glucosio, producono corpi chetonici. In particolare, la condizione di chetoacidosi si verifica quando si riscontra un aumentato livello di corpi chetonici nel sangue e nelle urine.

Inoltre, l’assenza di carboidrati in una dieta chetogenica può avere, soprattutto nei primi giorni, effetti sull’umore in quanto l’organismo sta riorganizzando i suoi meccanismi. Non è rara, inoltre, una percezione generalizzata di stanchezza ed è solitamente consigliata l’integrazione di sali minerali.

In ogni caso, essendo le esigenze nutrizionali e la storia di ciascun individuo diverse, è bene consultare un nutrizionista prima di intraprendere questo percorso.

Dieta iperproteica e dieta chetogenica a confronto

Non è raro che vi sia confusione tra dieta iperproteica e la dieta chetogenica, anche se in realtà i due schemi nutrizionali sono molto diversi. Nella dieta iperproteica l’alimento assunto in modo preferenziale sono le proteine, da qui il nome dieta iperproteica, ma non vi è l’esclusione dei carboidrati dall’alimentazione. Per tale ragione, nella dieta iperproteica non vi è l’avviamento della produzione dei corpi chetonici.

Dunque, mentre nella dieta chetogenica vi è una vera e propria riorganizzazione del nostro assetto metabolico, nella dieta iperproteica ciò non avviene. Semplicemente, la dieta iperproteica agisce nella scelta degli alimenti da introdurre in modo preferenziale, ma non esclusivo.

Lo scopo della dieta iperproteica non è quello di indurre un cambio drastico nel nostro metabolismo, ma quello di mantenere e rafforzare la massa muscolare. Le proteine giocano un ruolo fondamentale nei processi anabolici ed è per questo che sono l’alimento preferenziale di questo schema nutrizionale.  

La confusione di solito nasce perché entrambi gli schemi nutrizionali prevedono un aumentato apporto di proteine nell’alimentazione. Tuttavia, è bene tenere a mente le ragioni diverse alla base di questa scelta comune. Nella dieta iperproteica le proteine sono l’alimento preferenziale, ai fini di mantenere o aumentare massa muscolare, ma vi sono anche carboidrati e grassi.

La dieta chetogenica, invece, si basa sull’assunzione di proteine e lipidi, con l’esclusione dei carboidrati per indurre nel nostro organismo una riorganizzazione del metabolismo.

Carla Aversano

Bibliografia

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