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Maria Bonaparte Valentini, la “Napoleona” di Perugia

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Immagine ripresa dal quadro di Giulio Carcano, Episodio delle Cinque Giornate, conservato a Milano al Museo del Risorgimento.

Nel corso del Risorgimento italiano, Maria Bonaparte Valentini è stata una figura centrale sia dal punto di vista politico sia culturale. Ma, come capita con la maggior parte dei personaggi femminili, il ruolo da lei svolto è passato in secondo piano nel corso della storia. Se, infatti, è semplice ricordare gli uomini che hanno fatto grande l’Italia, come Giuseppe Mazzini, Giuseppe Garibaldi o Camillo Benso conte di Cavour, molto più raro è trovare informazioni riguardo alle donne, che pure non mancano di partecipazione agli eventi, sia in forma attiva che passiva.

Maria Bonaparte Valentini (Canino (VT), 20 ottobre 1818 - Perugia, 20 agosto 1874) in un'immagine ripresa dal testo di  
Maria Bandini Buti, Enciclopedia biografica e bibliografica italiana: poetesse e scrittrici, (Roma, 1941), vol. 1, p. 104.
Maria Bonaparte Valentini (Canino (VT), 20 ottobre 1818 – Perugia, 20 agosto 1874) in un’immagine ripresa dal testo di
Maria Bandini Buti, Enciclopedia biografica e bibliografica italiana: poetesse e scrittrici, (Roma, 1941), vol. 1, p. 104.

Le nobili origini di Maria Bonaparte

Per comprenderne il carattere e l’audacia è fondamentale conoscerne le origini: suo padre, Luciano Bonaparte, fratello di Napoleone, fu colui che preparò il colpo di Stato del 18 Brumaio per l’ascesa al trono di Francia dell’Imperatore. Dopo essersi innamorato di Alexandrine de Bleschamp, decise di sposarla e, per farlo, rifiutò il matrimonio con una principessa di sangue reale.

A 27 anni fu costretto a rinunciare a tutte le sue ambizioni e a subire l’esilio, voluto proprio dal fratello stesso. La coppia trovò rifugio a Roma sotto la protezione di Papa Pio VII che, nel 1814, elesse Luciano a principe di Canino, feudo della maremma romana. Proprio qui nacque la principessa Alessandrina Maria, penultima di dieci figli.

La famiglia, la patria, la poesia: i grandi amori di Maria Bonaparte

Il primo ad instillare nella giovane donna l’amore per la patria fu il marito, Vincenzo Valentini, conte di posizione antipapalina e mazziniana: la sua vicinanza le fece abbandonare Canino per seguire l’uomo a Roma dopo la presa di potere dei repubblicani, che si impadronirono dello Stato pontificio e costrinsero Papa Pio IX a fuggire a Gaeta.

Nella città, Valentini rivestì il ruolo di ministro delle finanze e, da quanto si può intendere dalle fonti, lasciava che la moglie partecipasse alle sedute della Costituente: durante una di queste, nel 1849, la donna si mise a declamare, improvvisando, una poesia dedicata a Mazzini. Proprio in questi anni di maggior clamore iniziò a trascrivere i suoi versi colmi di patriottismo. Rimase al fianco del marito fino a quando, nel 1850, a causa della caduta della Repubblica Romana e del ritorno del Papa, l’uomo fu costretto all’esilio in Toscana.

Gli anni a Perugia e la nascita della “Napoleona”

In seguito agli avvenimenti che coinvolsero il marito, Maria scelse di non abbandonare i territori pontifici e di rimanere a Perugia con i figli. La scelta non fu casuale: nel 1853 la donna acquistò la contea di Loviano, territorio a cavallo fra Umbria e Toscana. In questo modo, la “Napoleona”, come veniva chiamata dai cittadini di Perugia, poteva incontrare il marito senza fargli correre rischi.

Dopo la morte dell’uomo nel 1858, la donna scelse ancora di non abbandonare i territori umbri e adibì il suo palazzo a salotto. Qui era possibile incontrare i membri di spicco della cultura parigina e si complottò per la preparazione dei moti perugini del giugno ’59, insurrezione che fu, però, fallimentare. Terribili furono le stragi seguite all’ira del Papa e nemmeno la richiesta d’aiuto della Bonaparte al cugino francese ebbe risposta.

Gli ultimi anni di Maria Bonaparte

A seguito del fallimento dell’insurrezione popolare, Maria continuò a sostenere gli uomini che in essa avevano combattuto. Aiutò materialmente i sopravvissuti e prese le difese di coloro su cui si volevano far ricadere le conseguenze del moto. Inoltre scrisse opere sulle stragi perpetuate ai danni dei perugini, facendo sì che nessun patriota venisse cancellato dalla memoria. Negli ultimi anni, si dedicò infatti a riordinare e pubblicare gli scritti di tutta la sua vita, che la resero nota anche all’interno del mondo letterario italiano. Nel 1861 pubblicò la prima raccolta di poesie Italia e Francia, tutte di argomento politico. Seguì poi la pubblicazione delle Rime edite ed inedite nel 1877, secondo volere dei figli dopo la sua morte, avvenuta nel 1874.

La passione, la forza e il coraggio di Maria Bonaparte sono la testimonianza di quanto le donne siano state in grado di fare durante gli anni del Risorgimento, mettendosi in gioco e partecipando ai grandi cambiamenti del loro secolo.

Linda Bassi

Bibliografia

Maria Bonaparte Valentini, Italia e Francia, sonetti della principessa Maria Bonaparte Valentini, Tipografia di V. Bartelli, Perugia, 1861.

Maria Bonaparte Valentini, Rime edite e inedite della principessa Maria Bonaparte Valentini, scelte e pubblicate per cura dei suoi figliuoli, Tipografia G. Boncompagni e C., Perugia, 1877.

Sitografia

https://liberastoria.files.wordpress.com/2011/03/corriere-umbria-7-3-11-pagina-5.pdf

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