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Fiori nazionali: dai prati alle bandiere

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fiori nazionali
Corbezzolo in fiore

«O verde albero italico, il tuo maggio/ è nella bruma: s’anche tutto muora,/ tu il giovanile gonfalon selvaggio/ spieghi alla bora». Questi versi sono tratti dall’odeAl corbezzolo”, il cui autore, Giovanni Pascoli, non ha certo bisogno di presentazioni. Nella poesia, egli celebra l’omonimo arbusto, da sempre visto come un simbolo nazionale dell’Italia. Con foglie verdi, fiori bianchi e bacche rosse, infatti, esso richiama vistosamente il tricolore. Il nostro Paese, beninteso, non è sicuramente l’unico ad avere una specie botanica come emblema. I fiori nazionali in tutto il mondo sono numerosissimi, tanto quanto gli animali. Alcuni derivano da tradizioni antichissime, altri invece sono apparsi molto più recentemente. In ogni caso, possiedono anch’essi, come i loro cugini zoologici, una grande forza evocativa. Come ormai sappiamo a memoria, essa è fondamentale per costruire e definire un’identità nazionale.

Immergiamoci, allora, nel variopinto mondo dei fiori nazionali.

Fiori nazionali e identità nazionale

«O fiore di Scozia/ quando vedremo di nuovo i tuoi pari/ che combatterono e morirono per/ le tue piccole colline e vallate/ e si ersero contro di lui/ l’esercito del valoroso Eduardo/ e lo rispedirono a casa/ a pensarci due volte?»

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Curiosità: il cardo è parente stretto del carciofo. Entrambi appartengono, infatti, alla tribù delle Cardueae.

Basterebbe solo questa traduzione della prima strofa di “Flower of Scotland, de facto inno del Paese britannico, per comprendere l’importanza simbolica che spesso si assegna ai fiori nazionali. Quello cui qui si fa riferimento è il cardo: molto diffuso in Scozia, ne è da sempre l’emblema, dando perfino il nome al suo più importante ordine cavalleresco. A prima vista, tuttavia, esso potrebbe sembrare una scelta bizzarra: spinoso e dall’aspetto molto umile, il cardo è tutto fuorché una pianta appariscente o piacevole alla vista. La sua associazione con la Scozia, infatti, deriva da altri motivi. In primis, esso è diffusissimo sul suo territorio. Come già vedemmo nell’articolo sugli animali, l’importanza di scegliere una specie – zoologica o botanica – endemica al proprio Paese è enorme per creare quell’associazione tra uno Stato e il suo spazio geografico che è alla base di qualunque identità nazionale.

Soprattutto, però, come leggiamo nei versi citati poc’anzi, il cardo rappresenta la Scottishness per la sua resilienza. Grazie al suo aspetto, e al fatto di crescere su terreni brulli e inospitali, esso incarna alla perfezione la rude fierezza tipica dell’identità nazionale scozzese. Se ricordiamo che quest’ultima, come tutte le altre, è di fatto una costruzione sociale, capiamo l’importanza di avere un simbolo, tangibile e diffuso, che la concretizzi.

Fiori e convenzioni

Il fiore, del resto, è da sempre uno dei temi più ricorrenti sia della poesia sia dell’araldica. Da qui, il passo per diventare un emblema è molto breve. Alcuni fiori nazionali sono molto conosciuti. Pensiamo, per fare un esempio evidente, al tulipano dei Paesi Bassi. Esso può vantare perfino un giorno nazionale dedicatogli, che cade ogni anno nel mese di gennaio . Ai livelli più alti, poi, spesso i fiori e le piante si fanno largo anche negli emblemi nazionali. Qui, però, solitamente si fa riferimento più alla simbologia araldica che a una precisa associazione territoriale. Un esempio? Lo stemma della Repubblica Italiana. Esso adotta un ramo di ulivo e uno di quercia per incarnare, rispettivamente, la volontà di pace e la forza e la dignità del suo popolo. È pacifico, tuttavia, che nessuna delle due specie, benché tipiche del patrimonio arboreo della penisola, siano una sua esclusiva.

Bandiera del Canada

Ritorniamo, quindi, a un punto già visto nel nostro articolo sugli animali. La scelta di una determinata forma di vita per incarnare una comunità immaginata è sempre una convenzione. Essa può essere più o meno felice, o radicata in tradizioni più o meno diffuse. Un esempio? Il già ricordato tulipano è, in realtà, una pianta di origine orientale. Coltivata perlopiù nell’Impero Ottomano, essa giunse in Europa e negli attuali Paesi Bassi solo in Età Moderna. Come che sia, però, le specie floreali o arboree che vengono adottate come simboli nazionali godono, spesso, di un trattamento privilegiato. Esse compaiono non solo sugli stemmi, ma anche sulle molto più conosciute bandiere nazionali. Pensiamo solo alla foglia d’acero che campeggia al centro di quella del Canada, oppure al cedro che adorna quella del Libano.

Ufficialità dei fiori nazionali

Talvolta, i fiori nazionali rafforzano un’identità già presente, come ad esempio quella religiosa. È il caso del ciliegio giapponese, anche detto sakura. Talaltra, essi possono essere legati a leggende popolari. Pensiamo al fiore nazionale tedesco, il fiordaliso, la cui importanza è derivata da una tradizione che ha come protagonista Luisa di Prussia. Come che sia, comunque, non è inusuale che uno status così importante venga ufficialmente riconosciuto. Esempi comprendono l’acacia pycnantha australiana (1988), la rosa statunitense (1986) e la ninfea bangladese (1971).

Insomma, a prescindere dalla loro origine, i fiori nazionali sono un tipo di emblema straordinariamente diffuso e, soprattutto, evocativo. E c’è da pensare che, con la recente crescita dei movimenti ecologisti in tutto il mondo, la loro importanza sia destinata, nel prossimo futuro, soltanto ad aumentare.

Francesco Robustelli

Fonti

Alan McPherson, National flowers of the nations, ed.Barnes&Noble, 2017

L’immagine di copertina è ripresa da https://www.flickr.com/photos/52683828@N00/4117906186

https://www.royal.uk/order-thistle
https://www.scottish-at-heart.com/scottish-thistle.html
https://www.quirinale.it/page/emblema
https://whatsanswer.com/what-is-the-national-flower-of-germany-2/
https://www.pmc.gov.au/government/australian-national-symbols/australian-floral-emblem
http://nationalrosegarden.com/the-national-flower/
https://www.theflowerexpert.com/content/aboutflowers/national-flowers

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