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Il cavaliere oscuro, analisi del Batman di Christopher Nolan

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Il cavaliere oscuro

Sin dalla propria nascita per mano dei disegnatori e fumettisti statunitensi Bob Kane e Bill Finger, il personaggio di Batman ha avuto una gran presa sui lettori di tutto il mondo. Le successive ed innumerevoli trasposizioni cinematografiche non hanno fatto che sottolineare ulteriormente tale successo.

Il cavaliere oscuro (The Dark Knight) è il secondo capitolo di una trilogia dedicata al personaggio dal genio registico di Christopher Nolan (il film segue, infatti, Batman Begins e precede Il cavaliere oscuro – il ritorno). Gli incassi della pellicola, uscita nelle sale americane il 18 luglio 2008, hanno oltrepassato il miliardo di dollari.

A vestire i panni dell’eroe mascherato è Christian Bale, nonostante sia l’interpretazione di Heath Ledger nei panni del villain, Joker, ad aver colpito maggiormente critica e spettatori. All’attore australiano, scomparso poco dopo il termine delle riprese, verrà, infatti, conferito l’oscar come miglior attore non protagonista. Notevoli anche le interpretazioni di Michael Cane (Alfred Pennyworth), Gary Oldman (James Gordon), Morgan Freeman (Lucius Fox), Aaron
Eckhart
(Harvey Dent / Due Facce) e Maggie Gyllenhaal (Rachel Dawes).


Il principale merito de Il cavaliere oscuro è però quello di aver dato vita a un Batman complesso e combattuto, contribuendo anche a rilanciare il filone dei film sui super-eroi. Un filone che, nel corso degli anni ’80-’90, fece la fortuna di parecchie case produttrici cinematografiche prima di essere accantonato.

Bruce Wayne e la maschera del cinico miliardario

Bruce Wayne, ne Il cavaliere oscuro, è un eccentrico miliardario, orfano di entrambi i genitori (assassinati dinanzi ai suoi occhi) con fama di incallito playboy. Proprietario di un vasto impero finanziario, è un uomo potente ma anche prepotente, sfacciato e superficiale, distaccato dagli eventi di Gothamcittà nella quale vive e risiede, e orientato solo alla realizzazione dei propri bisogni. O almeno, così vuole apparire agli occhi dei suoi concittadini per meglio celare la sua identità segreta di Batman. Egli è in realtà un uomo molto solo, costantemente preda dei propri demoni e consumato dalla responsabilità di dovere proteggere Gotham dalla malvagità degli uomini.

Bruce Wayne non ama Batman, lo considera una sorta di bizzarro fuorilegge dedito ad agire più per esibizionismo personale che per il bene della collettività cittadina. Bruce indossa pertanto due maschere, quella del pipistrello e quella del cinico miliardario dedito solo alla bella vita. Questo suo secondo travestimento lo conduce ancor più ad una esistenza di isolamento. Il protagonista vive nell’ombra anche durante la luce del giorno, attorniato soltanto da una ristretta cerchia di uomini fidati. La maschera del pipistrello non serve a proteggere lui, ma l’incolumità dei propri cari. Batman non è un classico super eroe, è il cavaliere oscuro che si addossa i mali della città e li fa suoi per redimere Gotham dal crimine.

Il cavaliere oscuro

Il cavaliere oscuro e la città di Gotham: un rapporto simbiotico

Contrariamente a quanto accaduto in Batman Begins l’azione de Il cavaliere oscuro ha luogo quasi esclusivamente tra i confini di Gotham city. Batman veglia costantemente sulla città riuscendo a migliorarne le condizioni di vita fino all’apparizione di un super criminale deciso a seminare terrore attraverso una serie di azioni perverse e imprevedibili. Suo biglietto da visita una comune carta da gioco raffigurante il Joker. L’eroe mascherato dovrà dunque affrontare un nemico totalmente fuori dagli schemi, dando vita ad uno scontro che metterà a rischio più di una vita.

Fondamentale per lo sviluppo del Batman di Nolan risulta essere la città di Gotham. La sua oscurità appare una costante tangibile capace di pervadere l’animo di ciascuno dei suoi abitanti. Sorge allora spontanea l’analogia con gli ambienti criminali della celebre serie Gomorra, in particolare nella sua prima stagione. Alla stessa maniera dei quartieri partenopei, Gotham pare interagire con i vari personaggi, influenzandone le scelte e subendone poi le conseguenze.

Batman non è un super-eroe, perlomeno non nel senso tecnico del termine. Egli non dispone, infatti, di alcun super potere: non è indistruttibile, non vola, non si muove a velocità luminari. Terrestre e territoriale in tutto ciò che fa, Batman non è Superman. Per le sue caratteristiche egli si avvicina di più ad un Ironman mai rivelatosi al mondo e ancor più vendicativo. Non foss’altro che il concetto di “mondo”, per il Batman di Nolan, è limitato alla sola Gotham la cui oscurità non può non influenzarlo.

Davide Gallo

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