Il Piacere

Il Piacere è senza ombra di dubbio il romanzo di Gabriele D’Annunzio più conosciuto e apprezzato. L’emblema dell’estetismo e del decadentismo che influenzerà l’ideale letterario del Novecento. Scritto nel 1889 a Francavilla al Mare e pubblicato nel 1890 dalla casa editrice dei fratelli Treves, metterà in crisi l’eredità italiana del naturalismo e del positivismo. Darà inizio ad una fase di scrittura prosastica introspettivo-psicologica.

 

L’etica epicurea e la poesia leopardiana

La stesura del romanzo dannunziano riporta in auge l’edonismo epicureo, che, differentemente dalla scuola cirenaica, persegue il piacere stabile. Dunque, per gli epicurei l’essere umano nella sua esistenza beneficia dall’asseGabriele D'Annunzionza del dolore. Tuttavia la cessazione del dolore ha luogo se la ricerca del bene si mantiene fissa nel tempo, al fine di generare serenità d’animo. In D’Annunzio vi è l’imponente richiamo alla poesia leopardiana, dove il concetto di felicità non sintetizza una teoria di una soddisfazione completa, tutt’altro. La condizione del male di vivere può essere attenuata, ma non risolta. L’essenza del piacere dei sensi non è altro che effimera illusione.


In questo inevitabile destino di dolore, lo scrittore decadente designa come oggetto di godimento per il protagonista del romanzo l’ebbrezza erotica e amorosa, alla quale Andrea Sperelli si abbandona perentoriamente. Il personaggio sarà angustiato nella gioia da un amaro senso di turbamento per una relazione che potrebbe giungere al termine. Un sogno sublime minacciato dai sintomi del distacco.

Simbolismo e decadentismo

Il Piacere
Gabriele D’Annunzio di profilo

In ambito europeo, Gabriele D’Annunzio accoglie l’approccio culturale del simbolismo francese. Egli ne produce una versione estremizzante, elaborando il concetto di “rivelazione” – fra l’altro più volte citato da Mallarmé  ed esprimendolo come “volontà di rivelazione”. Sotto la trasformazione dell’arte in bellezza, vi è timore che la stessa bellezza possa estinguersi. Quest’ottica culturale è indicativa per collegare la visione letteraria de Il Piacere ad un simbolismo postumo.

Il Decadentismo italiano, che tanto struttura la poetica in modi, forme e immagini sarà per D’Annunzio un’ispirazione per il suo stile eclettico.

In particolare, Gabriele D’Annunzio evidenzia in tale misticismo estetico il rigetto della componente razionale come mezzo per la costituzione di valori spirituali. In secondo luogo il trasporto verso le pulsioni passionali ed istintive lo porterà in simbiosi con una vita primordiale. Da questi presupposti ha origine il panismo, che da un lato favorisce il dissolversi dell’Io, dall’altro spinge alla creazione di una realtà poetica del meraviglioso.

Le influenze letterarie contrastanti formalizzano il primo nucleo d’ispirazione. Soprattutto nelle poesie, ma anche nella prosa, l’enfasi nel mettere in luce cose mai dette domina l’espressione artistica. Di riflesso coesistono estetismo e “superomismo”.

Il superomismo è un concetto importante in Nietzsche, poiché descrive il ruolo di un uomo che va oltre il sistema di valori imposto dal modus vivendi della filosofia occidentale.

Dunque l’estetismo, a seguito della distruzione dei valori ideologici della cultura occidentale (ad opera del superuomo), fornisce nuove basi per il richiamo alla vita primordiale.

Lo spirito dionisiaco

Gabriele D’Annunzio nella sua produzione risente molto dell’influenza del “superuomo”. I personaggi del romanzo si lasciano pervadere dallo slancio vitale dello spirito dionisiaco, il trasporto verso l’appagamento sfrenato delle ambizioni. Questo leitmotiv si traduce nelle componenti stilistiche in un’energia inesauribile. Proprio la volontà di potenza conduce ad un dominio autoritario, che consente di agire oltre ogni norma morale.

Il personaggio di Andrea Sperelli è immagine della figura dell’esteta. Si comporta da Übermensch, evolvendo in relazione alle difficoltà sociali. Nella società, arte e bellezza sono per Andrea Sperelli i massimi valori, che lo spingono a desiderare un cambiamento. Un desiderio che culmina in un’accezione politica, che si confronta con le realtà di un’epoca indomita.

Il disprezzo per la borghesia, specialmente per le situazioni speculative, a motivo dell’accumulo materiale, è causa dell’avversione per i principi egualitari; quest’ultima condivisa da D’Annunzio. L’impedimento del superuomo dunque è di non poter dominare le masse a causa del perbenismo democratico. La gerarchia di imposizione è uno strumento, non un difetto di personalità, adatto a far riemergere l’ideale di patria compromesso.

Riportare l’Italia allo splendore storico dell’imperialismo romano è l’indirizzo che perseguiva la tendenza colonialista dell’epoca di D’Annunzio. Rappresentava la risposta ideologica ad una crisi d’intellettualismo.

L’artista, in seguito all’ascesa della classe sociale borghese, perde l’aura sacrale che gli conferisce prestigio sociale ed è costretto a sopportare compiti lavorativi ingrati.

Il romanzo Il Piacere

Il romanzo racconta la vicenda di Andrea Sperelli, un aristocratico eccentrico che vive circondato dal lusso. Nel 1884 giunge a Roma e durante una cena conosce la contessa Elena Muti, giovane vedova. Successivamente sboccia l’amore fra i due e la relazione prosegue per un anno, sino a quando  non decide di lasciarlo senza preavviso, andando via da Roma.

Il giovane reagisce al duro colpo dilettandosi in avventure amorose e incontri.  Ogni donna per Sperelli deve somigliare all’amata perduta. Dopo un duello fra pretendenti che quasi gli costa la vita, il ragazzo decide di abbandonare le abitudini empie, predicando la rettitudine.

La situazione precipita quando Andrea incontra una nuova donna: Maria Ferres. Egli, pervaso ancora dall’amore insoluto, per errore chiama la fanciulla con il nome di Elena. Ella fugge inorridita e il giovane resta di nuovo solo. La trama si chiude con un Andrea Sperelli disgustato dalla propria codardia che assiste all’asta dei beni di Maria, il cui marito è nel frattempo fuggito, dopo aver abbandonato la moglie in un mare di debiti.

Alessandro Conti

Bibliografia

Gabriele D’Annunzio, Il Piacere, 2018 Suisse Book Edizioni

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