Home Folklore e tradizioni popolari Costumi dal mondo La cioccolata: breve storia dalle origini ai giorni nostri

La cioccolata: breve storia dalle origini ai giorni nostri

1048
Cioccolato

La cioccolata: cos’è e quali sono le sue origini

Il cioccolato, conosciuto anche come “cioccolata”, in particolare quando si usa come bevanda, è un alimento derivato dai semi dell’albero del cacao.

Il cioccolato si realizza utilizzando la pasta di cacao con l’aggiunta di ingredienti ed aromi. Nei casi più pregiati si parte direttamente dalle fave di cacao procedendo alla tostatura ed alle successive fasi di lavorazione. Nella produzione industriale il cioccolato è preparato miscelando il burro di cacao con polvere di semi di cacao, zucchero ed altri ingredienti opzionali (latte, mandorle, nocciole e pistacchio). Inoltre può essere ingrediente di molti dolciumi come per esempio torte e biscotti.

Cioccolato Cioccolata


Il cioccolato ha origine nel continente americano. Inizialmente le coltivazioni di cacao erano situate nel bacino amazzonico. In seguito si espansero lungo la costa pacifica dell’attuale Messico meridionale e Guatemala. Successivamente le piantagioni si espansero prima nell’istmo verso la costa atlantica e poi sull’altipiano del Messico. Il cioccolato era in uso tra le popolazioni che vivevano in quei luoghi: Olmechi, Maya, Toltechi e Aztechi.

Questo alimento presenta una forte associazione con i rituali religiosi. Tale caratteristica si ritrova tuttora nel nome scientifico della pianta da cui si ricava il cioccolato, cioè la Theobroma cacao (derivante da theos, dio e broma, cibo), nome che affonda le radici nelle numerose proprietà attribuite al cacao da questi popoli.

Il cioccolato in epoca precolombiana

Il termine “cacao” pare che derivi dai Maya. In un vaso del V secolo trovato in una tomba nel Guatemala si trova l’iscrizione di due segni fonetici che rappresentano la parola “kakaw”. Il termine “cioccolata” invece deriverebbe dagli Aztechi che chiamavano una delle loro bevande al cacao “cacaoatl”, ovvero “cacao-acqua”.

Sono diverse le leggende attribuite all’origine del cacao. Una leggenda atzeca, riguardante la tradizionale credenza dei poteri afrodisiaci del cioccolato, narra che l’imperatore Montezuma bevesse della cioccolata prima di recarsi al suo harem e la facesse consumare da ogni fanciulla offerta in dono. Inoltre gli aztechi bevevano della cioccolata in occasione delle cerimonie religiose in onore della loro dea dell’amore Xochiqueztal.

I simboli associati ai semi di cacao da queste popolazioni erano principalmente: prosperità nei riti religiosi, medicina capace di guarire le malattie e base del sistema monetario.

Di conseguenza il cacao era prerogativa soltanto di alcune classi elitarie della popolazione ossia sovrani, guerrieri e nobili. Per tutto il resto della popolazione che consumava cacao ed i suoi derivati era prevista addirittura la pena la morte. Il cacao infatti era considerato un cibo sacro che proveniva dagli dei e che solo pochi eletti avevano il diritto di mangiare.

A volte durante i sacrifici di ringraziamento alle divinità si offrivano semi di cacao mescolato al sangue dei sacerdoti che si procuravano delle ferite da soli. Altre volte si aggiungeva al cacao un pigmento rosso, derivato dai semi di achiote, che simulava il sangue.

Per la cosmologia mesoamericana il sangue umano, così come i prodotti di sostentamento della comunità, era offerto in sacrificio come ringraziamento alle divinità. Infatti queste popolazioni ritenevano che gli dei abitassero la terra e producessero i frutti di cui gli uomini si nutrivano, garantendo loro la vita. In linea con questa concezione che probabilmente i popoli precolombiani usavano i semi di cacao come merce di scambio.

La cioccolata presso i Maya

Il cacao era un ingrediente fondamentale per diverse bevande, classificate in base alla qualità dei semi e dei prodotti da essi derivati. Esemplare era la cosiddetta “pasol” contenente cacao e mais, confezionata in forma di palline per diventare un alimento corroborante e di facile trasporto.

La bevanda veniva consumata dopo l’immersione in acqua calda. Altre volte i Maya tostavano i tostati e li mangiavano direttamente per le loro proprietà nutritive ed energetiche.

Il maggior consumo alimentare che veniva fatto dagli indigeni era comunque quello della cioccolata, una bevanda che poteva essere calda o fredda. Ad essa i Maya aggiungevano acqua. La bevanda poteva prevedere anche l’unione di altri ingredienti come farina, minerali, mais e miele e spesso era aromatizzata con vaniglia, peperoncino e pepe. La sua caratteristica principale era la schiuma che prima dell’avvento spagnolo si otteneva travasando la bevanda ripetutamente dall’alto da un recipiente all’altro. Successivamente, dopo la conquista spagnola, la schiuma si otteneva usando uno strumento, il cosiddetto “molinillo” che se ruotato tra le mani velocemente avanti ed indietro permetteva in poco tempo di ottenere la schiuma.

Nella preparazione della cioccolata i Maya facevano fermentare i semi di cacao per alcuni giorni in modo che il prodotto raggiungesse il suo caratteristico sapore ed aroma.

A questo punto i Maya aggiungevano altri ingredienti come mais, miele, vaniglia talvolta anche fiori e frutti ed infine l’acqua; quindi mescolavano la bevanda con continui travasi. Gli Atzechi pare che bevessero solo cioccolata calda.

L’arrivo del cioccolato in Europa

Questa bevanda è ben nota agli europei molto prima che il suo consumo si diffondesse. Cristoforo Colombo fu il primo a portare dei semi di cacao in Occidente, in particolare nel 1502, dopo il suo quarto ed ultimo viaggio in America.

In questo viaggio Colombo incappò nell’isola di Guanaja, dove sequestrò un’enorme canoa Maya di passaggio, il cui ricco carico includeva dei sacchi contenenti semi di cacao.

Arrivato in Spagna, però, il cioccolato non piacque a causa del suo gusto amaro. Gli indigeni, infatti, non avevano l’abitudine di aggiungere dello zucchero. Seppure i coloni spagnoli che vivevano lì ed i loro discendenti gradualmente si abituarono ad esso e lo riportarono in patria.

In un secondo tempo, intorno al 1519, Hernán Cortés assaggiò il cioccolato presso gli aztechi e concluse che, grazie ad esso, era possibile viaggiare l’intera giornata senza stancarsi e senza provare fame. Cosi Cortés portò nuovamente il cacao in Spagna. In Europa il Monastero di Piedra a Saragozza si occupò per primo della lavorazione, aggiungendo dello zucchero e togliendo il pepe ed il peperoncino in uso tra gli indigeni. Così diedero forma al prodotto che attualmente chiamiamo “cioccolato”.

Intorno al Seicento c’era ancora un modesto traffico e consumo del cacao e dei suoi derivati. Inizialmente questo prodotto veniva consumato solo in Spagna e nei suoi territori -tra cui anche a Modica, nell’attuale Sicilia allora protettorato spagnolo. Gradualmente si espanse in tutta Europa e poi nel mondo.

Uno delle motivazioni principali che favorì la diffusione del prodotto in Europa è la considerazione del cioccolato come cibo benefico per la salute. Tutto ciò giustificava anche l’ingente costo della merce ritenuta di lusso e quindi accessibile solo ai più ricchi. Alla fine del XVII secolo e poi per tutto il XVIII secolo il cioccolato si diffuse tra i nobili europei presso i caffè o coffee house, prima in Gran Bretagna e poi nel resto d’Europa.

La diffusione del cioccolato nel mondo

In questo periodo gli olandesi riuscirono ad appropriarsi del controllo mondiale e commerciale del prodotto. Le coltivazioni di cacao crebbero notevolmente in particolare in Brasile, in Venezuela, nella Martinica e nelle Filippine.

Molte città europee iniziarono a diventare importanti nella produzione del cioccolato. A Torino alla fine del XVIII secolo Doret inventò il primo cioccolatino, come lo conosciamo oggi ed iniziò a rendere così la città celebre per il cioccolato.

La diffusione del cioccolato andò anche di pari passo con le nuove tecniche e tecnologie di lavorazione. Esemplare è l’invenzione dell’olandese Conrad J. van Houten che brevettò nel 1828 un metodo per estrarre il grasso dai semi di cacao trasformandoli in burro di cacao ed in cacao in polvere. Questa tecnica consentiva anche di ridurre il gusto amaro dal prodotto finale.

Queste nuove metodologie resero possibile la produzione di cioccolato in barrette. La prima vera elaborazione di cioccolato in forma solida avvenne nel 1847 grazie a Joseph Fry. A Torino nel 1852 Michele Prochet iniziò a mescolare cacao e nocciole tritate e tostate creando la “pasta Gianduia”.

Nella seconda metà dell’Ottocento lo svizzero Daniel Peter insieme al suocero e ad un amico d’infanzia di nome Henri Nestlé idearono il “cioccolato al latte”. Nello stesso periodo Rudolph Lindt inventò un nuovo metodo di lavorazione del cioccolato che gli consentì di creare il cosiddetto “cioccolato fondente”.

Cioccolato Cioccolata

Pochi anni dopo la Prima Guerra Mondiale in Svizzera è stato introdotto il “cioccolato bianco”, costituito da burro di cacao, zucchero e latte o derivati del latte.

Attuali tipologie di cacao ed uso del cioccolato nel mondo

Attualmente esistono infinite varianti di cioccolato in commercio. Il cacao macinato oggi viene privato della gran parte della sua parte grassa, il burro di cacao. Ogni anno in molte occasioni di festa come Pasqua, Natale e San Valentino si mangia cioccolato in grande quantità.

Le principali varietà di cacao da cui si ottiene il cioccolato sono tre. Il “criollo” o “cacao nobile” oppure “seme dei Maya” che è la tipologia più pregiata, i cui maggiori produttori sono l’Equador ed il Venezuela. Il “forastero” o “cacao di consumo”, la specie più utilizzata al mondo, prodotta soprattutto in Africa, in Asia meridionale ed in Brasile. Infine il “trinitario” che è la varietà intermedia delle due precedenti con un sapore delicato e ricchezza aromatica. Esso occupa solo una piccola parte del mercato mondiale ed i cui maggiori produttori sono il Messico, i Paesi caraibici, l’Asia, il Venezuela e Trinidad.

Oggi è noto che la cioccolata, soprattutto se fondente, ha proprietà benefiche sull’essere umano ma per alcuni animali quali cani, gatti e cavalli è nocivo.

Giulia Cesarini Argiroffo

 

Bibliografia:

Antinucci, Francesco (2014), Spezie. Una storia di scoperte, avidità e lusso, Bari-Roma, Laterza Editore.

Fonti immagini:

https://huffingtonpost.it

https://loacker.com/

https://caputodolciumi.com/

Link d’approfondimento:

http://www.lastampa.it/2018/06/27/scienza/il-cioccolato-fa-bene…re-perfino-contro-la-colite-AUo3HK0keoOHiTTJBHpdFI/pagina.html

Cioccolato e sessualità

Perché il cioccolato è pericoloso per gli animali?

Commenti

Commenti