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Sitcom allo spazio ZTN, ed è subito novità

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Sitcom: l’originale spettacolo di Maurizio Capuano

Una simpatica puntata di Friends (la Sitcom per eccellenza) è un toccasana per i nostalgici degli anni novanta, ma non dispiace neanche ai più giovani, dato il recente ritorno alla serialità che spopola negli ultimi anni. Se poi la insceniamo dal vivo, sul palco di un intimo spazio off, la proposta si fa innovativa ed interessante.

Lo spettacolo si chiama per l’appunto Sitcom, e lo spazio che lo ha accolto (nonché ideato e prodotto) è lo ztn, sito in zona piazza Dante a Napoli.

Sitcom
Sitcom

Per una regia dello stesso direttore artistico del teatro, Maurizio Capuano, Sitcom risulta un prodotto commerciale nell’accezione meno spregiativa del termine. Sta riscuotendo un’accoglienza tanto calorosa che, dopo la prima assoluta  tenutasi il giorno 24 febbraio, andrà in scena ancora questo fine settimana (3 e 4 marzo) e il prossimo (10 e 11 marzo).

Un cast corposo composto per lo più di giovani attori che arricchiscono la Sitcom di un respiro fresco, carico di vita come i personaggi interpretati e frizzante come una serie tv americana dello scorso ventennio.

In scena: Rosa Andreone, Adriana D’Agostino, Antonio D’Alessandro, Assunta D’Emilio, Luigi Esposito, Antonio Fenu, Gianni Galepro, Alessia Migliaccio, Gennaro Monforte, Emanuele Scherrillo.

Sitcom
Sitcom

Peculiari, eccentrici, marcati quasi come macchiette da cartone animato: personaggi sotto l’aspetto della caratterizzazione ben curati ed adeguati all’ occorrenza, serviti in un piatto ben condito che, in sede di teatro, potrebbe fare addirittura innovazione.

I caratteri sono più o meno quelli stereotipati nelle Sitcom che hanno fatto la storia: coppie di amici che fra odio e amore sono più uniti che mai, coppie di fidanzati che fra problematiche ed incomprensioni coronano i propri sogni romantici, sullo sfondo di un appartamento con porte e finestre perennemente spalancate; fra gente che entra ed esce  non possono mancare il bambinone mai cresciuto e l’adorabile, profondissimo scemo del villaggio. Il burbero, l’artista, l’isterica, il latin lover, la coppia convenzionale e quella perfetta; e via ad un vortice di  tradimenti (di quelli che fanno l’intrigo tragicomico). Battesimi, matrimoni, funerali, balli; anzi, un ballo: un piccolo lusso della regia.

Un momento di rottura fra spettacolo, Sitcom, palco, attore e pubblico: un momento di gioia (in)contenuta dove i personaggi decidono di festeggiare la vita e di condividere la festa con qualche spettatore che si presta volentieri al lasciarsi trascinare. Una scelta rischiosa quella di infrangere la parete silenziosamente accettata dal pubblico a spettacolo non ancora concluso, ma che pare sia stata ben accettata come ben orchestrata, e che anzi, abbia sparso quel pizzico di pepe al momento giusto.

Sitcom
Sitcom

Per quanto a tratti forzatamente impacchettata, la giornaliera dose di realismo non manca, giusto per non permettere allo spettatore di dimenticare che sta assistendo ad uno stralcio di vita che pretende di essere vera, nonostante inizi e si intervalli con tanto di sigla e stacchetto.

Inutile precisare che le musiche paiono, ed è giusto che siano, strappate ad un telefilm, come il divano in centro-scena e soprattutto come i frequenti omaggi (citazioni e richiami) alle serie cult più conosciute, un po’ per il gusto di una precisa estetica, un po’ per non perdere il filo.

Sitcom si propone come un modo leggero di fare teatro, proporre intrattenimento e accostare le scene alla vita quotidiana.

teatro ztn -(pagina ufficiale)

Letizia Laezza

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