Roma, Chiostro del Bramante: Love. Amore e Arte

Roma, Chiostro del Bramante: Love. Amore e Arte
Tom Wesselmann, Sunset Nude (two legs up), 2003 Fonte: www.http://chiostrodelbramante.it

Tra pochi giorni inaugurerà nel bellissimo Chiostro del Bramante a Roma Love, una mostra tutta dedicata al sentimento più importante, profondo, universale ed altrettanto complesso che esista: l’amore. L’esposizione, visitabile dal 29 settembre 2016 al 19 febbraio 2017, curata da Danilo Eccher e prodotta ed organizzata da Dart – Chiostro del Bramante e Arthemisia Group, presenta al pubblico le opere di alcuni protagonisti dell’arte contemporanea, i quali nel loro percorso artistico hanno affrontato il tema indagando l’amore nelle sue varie sfaccettature, quelle positive come quelle negative, nonché nei suoi aspetti più ambigui.

Per l’occasione è stato progettato un percorso espositivo pronto a sorprendere continuamente dal punto di vista percettivo il visitatore. Quest’ultimo poi riveste contemporaneamente il ruolo di fruitore e di promoter dell’evento in quanto è libero di fotografare le opere e di condividere i propri scatti sui social network, usando l’hashtag ufficiale #chiostrolove, con l’opportunità di innescare una più ampia circolazione di informazioni e conseguentemente di raggiungere un numero di utenti sempre maggiore.

 Love. Amore e arte: i protagonisti della mostra.

Roma, Chiostro del Bramante: Love. Amore e Arte
Robert Indiana, Love, (1966-1999) Alluminio policromo Fonte: http://www.repubblica.it

L’opera più attesa è sicuramente All the Eternal Love I Have for the Pumpkins dell’artista giapponese Yayoi Kusama. L’installazione, che quest’anno alla Victoria Miro Gallery di Londra ha attirato ben due milioni di visitatori, si basa sulla ripetizione di un modulo, la zucca gialla a pois neri di plastica, illuminata internamente e riflessa continuamente grazie alla presenza di specchi. L’effetto complessivo è quello di uno spazio ipnotico e disorientante per il fruitore. La zucca è elemento ricorrente, ciò che distingue e rende immediatamente riconoscibile la produzione dell’artista, poiché Kusama fin dalla tenera età rimase affascinata dalle forme di quell’ortaggio che le trasmettevano un senso di sicurezza e protezione, oltre a ricordarle la sua famiglia, dedita alla gestione di vivai e al commercio dei semi delle zucche. Ecco che l’amore è anche amore per gli oggetti e per la natura nelle sue più svariate forme, i quali diventano cassa di risonanza dei ricordi di una vita e con essi è possibile anche stabilire dei legami empatici, così come accade tra le persone.

In mostra è presente anche la scultura da titolo Love dell’artista statunitense Robert Indiana, il quale negli anni Sessanta del Novecento fu legato al movimento della Pop Art. Egli è riuscito a conciliare mondo del mercato, consumismo, dimensione esistenziale e arte giungendo alle cosiddette “poesie scultoree”, di cui Love è un esempio. Così le parole che indicano emozioni, gesti e azioni del vivere quotidiano assumono nuovo risalto in quanto abbandonano la bidimensionalità della superficie del foglio e vengono reinterpretate nella tridimensionalità come sculture fresche, semplici ed immediate, dai colori audaci, il tutto sicuramente ispirato alle strategie comunicative della pubblicità.

L’americano Tom Wesselmann, uno dei maestri della Pop Art, ha invece mostrato il lato più fisico ed erotico del rapporto amoroso realizzando una serie di opere, tra le quali Sunset nude, in cui protagonista è la donna, nuda e sensuale, rappresentata con toni vivaci e con uno stile decisamente grafico e fumettistico, anch’esso riconducibile all’ambito pubblicitario e della cartellonistica.

Tra gli italiani per l’esposizione Love. Amore e arte, troviamo Francesco Vezzoli, ormai noto a livello internazionale, in grado di contaminare cultura classica e popolare, sfera religiosa e profana, usando una molteplicità di mezzi espressivi, dalla scultura al video, fino a padroneggiare la tecnica dell’uncinetto. Infatti egli ricama lacrime d’oro o color del sangue su centrini che raffigurano le più famose icone della cinematografia. Non è solo amore per l’idolo, ma soprattutto la volontà di svelare i risvolti negativi di un successo effimero e passeggero, per cui la venerazione verso le star da parte del grande pubblico è destinata nel tempo ad estinguersi. Vezzoli in una sola immagine descrive l’ascesa e il declino con un’amara ironia che permea molte delle sue opere.

Questi tutti gli artisti presenti in mostra: Vanessa Beecroft, Francesco Clemente, Nathalie Djurberg e Hans Berg, Tracey Emin, Gilbert & George, Robert Indiana, Ragnar Kjartansson, Yayoi Kusama, Mark Manders, Ursula Mayer, Tracey Moffatt, Marc Quinn, Joana Vasconcelos, Francesco Vezzoli, Andy Warhol, Tom Wesselmann.
Emanuela Ingenito