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Pasquariello: musica e comicità napoletana

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Gennaro Pasquariello era un cantante famoso nella Napoli di fine Ottocento. Scopriamo insieme chi era.

La vita di Pasquariello

Pasquariello
Gennaro Pasquariello

Gennaro Pasquariello nacque l’8 settembre 1869 a Napoli, in una delle viuzze di via Duomo. Fin dalla nascita, gli venne “profetizzato” il suo mestiere, dato che la levatrice, sentendolo urlare con voce squillante, esclamò: Comme allocca stu piccerillo ! Farà ‘o cantante!

Non amava molto i libri e lo studio, infatti si iscrisse all’Istituto di Belle Arti ma con scarsi risultati. Per questo, i genitori gli consigliarono di ritirarsi e di imparare il mestiere. Essendo che si mostrava svogliato col padre, la madre mandò Pasquariello a lavorare presso uno zio che faceva il sarto e il commerciante di stoffe. Tuttavia nemmeno l’autorità dello zio riuscì a smuovere la voglia di Pasquariello che, invece di cucire, aveva sempre in mano ‘e cupielle, cioè i testi delle canzoni in voga, che cantava con voce intonata accompagnata da una mimica che gli avrebbe aperto la strada all’arte. La profezia della levatrice si rivelava in tutta la sua piacevole realtà.

L’inizio della carriera musicale e teatrale

Pasquariello
Pasquariello: la voce di Napoli

Pasquariello a 13 anni cominciò a debuttare su un teatrino di via Tribunali e a 18 anni iniziò nel teatro di via Foria, il Carlo Allocco e poi al Caffè Scotto Jonno dove cominciò ad interpretare una macchietta, ‘O Scatobbio. Camillo Albanese ci dà un’accurata descrizione della macchietta:

Scatobbio a Napoli è un piccolo uomo, di aspetto ridicolo. Pasquariello, sfruttando il suo fisico non certo slanciato, rotondetto, si calò in quella parte e la interpretò magistralmente. Si presentava alla ribalta con i suoi grandi occhi bovini, con una corta giacchetta a quadroni, una bombetta grigia in testa e un bastoncino di bambù. «Con Villani e Maldacea egli costituì quella triade di comici napoletani che tenne per molti anni lo scettro del caffè concerto prima che venissero fuori i Viviani, i Petrolini, i Cuttica»

Da allora girava per i café chantant esibendosi ora come comico, ora come cantante.

Si dice che il popolino napoletano lo volle cantante. Infatti, come cantante aveva grande successo perché anche solo con la voce era in grado di trasmettere emozioni.

Pasquariello cantante

Pasquariello iniziò ad affermarsi sempre più nell’ambiente musicale arrivando ad approdare al Salone Margherita di Napoli. Cantò al Trianon, al San Martino di Milano, al Maffei di Torino, alle Folies Bergère di Firenze, all’Eden di Bologna. Fu richiesto a Marsiglia, a Parigi, a Londra, a Mosca, portando canzoni tradizionali napoletane.
Divenne, insomma, il cantante più pagato dell’epoca.

Il declino

Dopo la seconda guerra mondiale, con l’inflazione che gli erose tutti i risparmi, l’artista cadde in miseria e tornò a cantare per le strade di Napoli fino al 1950 (dunque, fino all’età di 80 anni).
Morì a Napoli il 25 gennaio 1958.

Raffaela De Vivo

Bibliografia:

C. ALBANESE, Le curiosità di Napoli, Newton, Roma, 2007.

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