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Il collezionismo dei fumetti al giorno d’oggi

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Cos’è il collezionismo? È l’hobby che consiste nel raccogliere e, per l’appunto, collezionare vari oggetti di una determinata categoria. Il collezionismo può interessare praticamente qualsiasi ambito, dalle monete di un determinato periodo storico fino ai più comuni biglietti del tram provenienti da ogni dove.

Una categoria di oggetti si è sempre prestata ad essere collezionata: i fumetti. Alcuni di essi hanno raggiunto quotazioni stratosferiche, basti pensare a quello contenente la prima apparizione di Superman (avvenuta su Action Comics #1, del 1938), venduto di recente ad oltre tre milioni di dollari.

Collezionismo
Action Comics #1, prima apparizione di Superman, nonchè “fumetto più costoso al mondo”.

Quasi ogni appassionato di fumetti (e non, quindi, un compratore occasionale) viene visto come un collezionista, spesso a ragione. Ma al giorno d’oggi è ancora così? Parlando con persone più adulte si nota che 20-30 anni fa era molto in voga comprare, conservare, cercare numeri particolari. Qui di seguito si affronterà il tema attraverso gli occhi di un neofita che si avvicina al mondo del collezionismo e/o dei fumetti tramite… i gruppi di appassionati presenti su Facebook.

Le prime impressioni

Quali sono le prime cose che un neofita noterebbe? Prima di tutto che alcuni fumetti sono considerati assolutamente indispensabili in ogni collezione: primo su tutti, nel genere super-eroistico (e, comunque, un po’ in generale) sembra essere Watchmen, di cui già è stato trattato qui, qui e qui.

Come tanti altri fumetti che hanno fatto la storia del genere questo è stato stampato in varie edizioni, dalla più economica (Serie Oro di Repubblica), alla più costosa e difficile da trovare, ovvero la prima edizione (inserto di Corto Maltese della Rizzoli).

Altri fumetti, sebbene importanti e/o molto apprezzati, non hanno visto numerose ristampe: un esempio è Il Guanto dell’Infinito che, se si esclude l’edizione uscita come allegato al Corriere della Sera, ha visto un’unica ristampa in un volume Marvel Gold.

Collezionismo: una passione osteggiata?

Collezionismo
Facebook, piuttosto che unire, sembra dividere gli appassionati di fumetti su ciò che piace. Piuttosto li unisce nel criticare ciò che NON piace, dimenticando ciò che apprezzano.

Fatta questa breve premessa, c’è da chiedersi come il mercato del collezionismo sia sviluppato in Italia tra i più giovani, tra coloro che dovrebbero tenerlo in vita. La prima risposta, che si potrebbe dare dopo una mezz’oretta in giro nei gruppi di cui si parlava è: male e poco.

Andando per logica, le persone che più dovrebbero collezionare i fumetti dovrebbero essere coloro che li leggono. Eppure, spesso, non è così. Difatti si antepone molte volte la volontà di spendere poco, per un’edizione “da edicola”, piuttosto che qualche decina di euro in più per prime edizioni o, comunque, edizioni particolari.

Certo, i soldi non crescono sugli alberi, non tutti possono spendere 200 euro al mese per comprare ogni volta il numero 1 di Dylan Dog o chi per esso, e naturalmente una buona collezione, per una persona con un reddito medio, non si crea da un giorno all’altro. E questo va bene.

Purtroppo, spesso, più che la mancanza di soldi (o di volontà nello spenderli, sacrosanta del resto) sembra esserci una vera e propria avversione verso alcuni dei fumetti più costosi: non è raro trovare frasi come “che compri a fare il fumetto X, prima edizione, se tra poco lo ristampano?”. Sono frasi che a qualcuno potrebbero lasciare un po’ di stucco, soprattutto se date come risposta a richieste specifiche sulla prima edizione di questo o quel fumetto. Insomma, in certi casi è piuttosto palese che non è il voler leggere il fumetto ciò che interessa, quanto il possedere l’edizione più “pregiata” di quel fumetto. Eppure, proprio dove ci si aspetta comprensione, ci si trova contro quelli che potrebbero essere degli account fake dei propri genitori, che per la maggior parte vedono come uno spreco di soldi collezionare fumetti. O qualsiasi altra cosa.

Perché questo? Una parte di lettori, più o meno grossa, è sempre stata e sarà interessata solamente alla lettura. Del resto il collezionismo non è strettamente legato alla stessa. Al giorno d’oggi però, complici le tante (forse troppe) edizioni, è forse passato il gusto di spendere tanto per un fumetto raro, perché se trenta anni fa era l’unico modo per leggerlo, oggi non lo è più. Inoltre reperire determinati numeri diventa, per assurdo, più difficile nell’era del digitale. Non sempre si trova una fumetteria fornita, e su Internet si corrono due rischi: gli speculatori e i truffatori. Essendo un mercato che, pur se di nicchia, può fruttare parecchie centinaia di euro con pochi costi di materiale (cento fogli di carta e relativo inchiostro), non ha lasciato al di fuori i contraffattori.

Da “dominatori” a “dominati”

Per concludere, è davvero triste per un neofita ricercare gruppi di appassionati e trovare persone che osteggiano quella stessa passione da loro esaltata. Internet non sembra essere sempre un luogo di ritrovo per appassionati (di collezionismo e non) e, anzi, sembra più un luogo di ritrovo di haters di ogni genere. Pur di non chiacchierare di cosa piace (o almeno dovrebbe piacere) si preferisce sparlare di tutto e di più, per arrivare all’assurdo di sparlare di ciò che dovrebbe accomunare le persone di determinati gruppi: la passione per i fumetti, partendo dalla lettura e finendo nel collezionismo.

La volontà di possesso del mondo attraverso qualcosa di parziale è anche un modo per dominare il tempo, per renderlo discontinuo, sottoponendolo al dominio dello spazio.

Secondo Jean Baudrillard questo era, tra le varie cose, il collezionismo. Se si volesse pensare al futuro del collezionismo basandosi solo sui gruppi di appassionati sembra quindi che il mondo abbia perso molte persone desiderose di dominare il tempo. Fortunatamente certi luoghi non sono gli unici posti di ritrovo (fisici o virtuali), e quindi non resta che sperare che ci siano sempre più “dominatori” e meno “dominati”.

Marco Giusto

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