Home Letteratura italiana contemporanea (1850-2000) Storia del teatro italiano Filippo Timi. La verità è un abuso, mai un diritto

Filippo Timi. La verità è un abuso, mai un diritto

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Pochi al mondo scommetterebbero nel talento di un giovane povero, balbuziente, quasi cieco e (forse) omosessuale; a leggere ciò si penserebbe immediatamente ad un disastro. Eppure Filippo Timi deve aver avuto qualcuno che credesse nei suoi difetti e nel potere di questi ultimi. Forse solo sé stesso.

Filippo Timi nasce a Perugia il 27 Febbraio del 1974,e durante gli anni ha confermato di essere uno degli artisti maggiormente poliedrici del panorama italiano; attore, scrittore, regista, doppiatore teatrale e cinematografico, riesce a contraddistinguersi costantemente grazie al suo carisma,umorismo ed innegabile genialità. Muove i primi passi nel mondo del teatro quando accetta di seguire i consigli del regista Mehdi Kraiem ed entra a far parte della compagnia perugina Carthago Teatro. Negli anni novanta comincia a lavorare presso il Centro per la Sperimentazione e la Ricerca teatrale di Pontedera portando in scena Paolo di Tarso di Dario Marconcini; per la regia di Cesare Ronconi è al teatro Valdoca di Cesena con Ero Bellissimo, avevo le ali e Fuoco Centrale, collaborando successivamente con Robert Wilson in G.A Story e con Pippo Del Bono ne La Rabbia. Dopo svariate interpretazioni quali Miraggi corsari. Dedicato a Pier Paolo Pasolini, di Claudio Collovà (1997), La tempesta (1999) e Le Metamorfosi (2002) per la regia di Giorgio Barberio Corsetti, e diversi workshop tra cui quelli di Teatrodanza con Julie Anne Stanzak, del Tanztheater Wuppertal di Pina Bausch, con la compagnia di danza contemporanea Sosta Palmizi e Raffaella Giordano, vince nel 2004 il Premio UBU (l’equivalente teatrale del Premio David di Donatello per il cinema) come migliore attore under 30. Il 2009 è l’anno in cui lo si vede autore,insieme a Stefania de Santis, e protagonista nel ruolo di Amleto nella prosa teatrale Il popolo non ha il pane? Diamogli le brioche spettacolo che registra il tutto esaurito per due anni di seguito e che consacrerà definitivamente Filippo Timi  uno degli attori e autori più amati ed osannati da pubblico e critica.

Filippo Timi
“Un poveraccio quando esce fuori di testa si sente RE, un RE quando impazzisce che cosa si può mai immaginare di essere? – da Il popolo non ha il pane? Diamogli le brioche

Il successo che lo vede protagonista negli ultimi due anni è Don Giovanni-Vivere è un abuso, mai un diritto. Nel Cast Umberto Petranca, le strepitose Lucia Mascino e Marina Rocco, Elena Lietti, Alexandre Styker, Matteo De Blasio, Roberto Laureri, Fulvio Accogli. Il Don Giovanni portato in scena da Timi non è il solito spezzacuori, affascinante e crudele. La sua malizia e malvagità sono molto più profonde, più radicate, quasi fossero una filosofia di vita. È il rappresentante di un’umanità corrotta e amorale, un’umanità che sta per morire e “non c’è scampo: se neppure un’umanità sveglia e godereccia, fuori dalle regole e concentrata sul piacere come Don Giovanni, non può esimersi dal suo più importante appuntamento con la morte, allora, neppure noi possiamo più far finta di nulla”. La lotta che Filippo Timi porta violentemente alla luce sul palco è una battaglia che tra atmosfere psichedeliche e kubirickiane, vestiti sfarzosi, musiche e video apparentemente incomprensibili, affrontiamo inevitabilmente tutti noi, ogni giorno. E’quella di avere il coraggio di essere finalmente sé stessi. “È grande non perché accetta la morte, deve per forza, come tutti. È grande perché accetta a pieno le conseguenze, inevitabili, dell’essere nient’altro che se stesso”

Chi conosce a fondo la figura di Filippo Timi sa che nelle sue opere teatrali o editoriali esiste un fondo spesso di verità e di vita personale; perché dare la propria vita senza filtro “è fare qualcosa per il mondo e per trovare la propria altezza morale”. È come mettere in scena la propria esistenza perché “io non l’ho ben capita, e allora dove ho sbagliato?”. E, inevitabilmente, ci si ritrova a intraprendere il viaggio con lui, perché il talento di Filippo Timi ti risucchia come nelle sabbie mobili, ti sbalordisce, ti stordisce. Come in La Sirenetta (Le cattive parole feriscono anche quando sono solo pensate), spettacolo del 2014 rappresentato al cantiere della piscina di Caimi,o in Skianto

Filippo qui dimostra le sue doti di scrittore che già abbiamo conosciuto con i suoi libri e i suoi testi teatrali. (Andrée Ruth Shammah)

Nel 2016 tornerà a calcare i palchi per la produzione Teatro Franco Parenti/Fondazione Teatro della Toscana , “Casa di Bambola” di Ibsen per la regia nuovamente di Andrée Ruth Shammah,(nel cast Marina Rocco, Elena Lietti, Andrea Soffiantini.)In questo manifesto dei diritti delle donne,Filippo Timi giocherà con tutti i ruoli maschili presenti nel testo,indagando “il crollo del ‘maschile’ contemporaneo ponendo il suo sguardo non sulla donna che si ribella”. Il suo estro colpirà ancora.E noi con lui.

"Ogni dolore autentico esce fuori quando prendi coscienza di te e quando prendi coscienza dei tuoi limiti. Il dolore più grande è il dolore di avere limiti."
“Ogni dolore autentico esce fuori quando prendi coscienza di te e quando prendi coscienza dei tuoi limiti. Il dolore più grande è il dolore di avere limiti.”

 

Alessia Thomas

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