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Dimartino: Recensione di “Un paese ci vuole”

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Direttamente dalla Sicilia, ecco i Dimartino, band tra il folk e il pop, con il nuovo album “Un paese ci vuole”, recensito da LaCOOLtura.

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Abbiamo già parlato sul nostro sito, con una recensione e un report del suo concerto napoletano, di Colapesce, cantautore siciliano candidato ad assoluta rivelazione dell’anno del panorama pop italiano. Ma se la dovrà giocare con un suo amico e compaesano, ossia Antonio Di Martino, fondatore e leader del gruppo indie-pop i Dimartino, che il 21 aprile scorso hanno rilasciato l’album Un paese ci vuole.

Un paese ci vuole: Dimartino ritorna a casa

Il buon cantautorato ancora una volta dimostra la sua forza e attualità, con uno straordinario dinamismo e voglia di mettersi ancora in gioco, dato che parliamo del quarto lavoro ufficiale di Dimartino, che in questo CD gioca di più sul brano d’autore, allontanandosi dall’idea di indie band molto versatile, che accomunava invece i precedenti lavori. Probabilmente una fase di transizione, ma una splendida fase, visto che, se è vero che il difetto di questo CD è l’eccessiva somiglianza tra le canzoni, il leitmotiv dell’album è leggero come il soffio del vento di primavera, con brani che parlano di persone che se ne vanno ma che non riescono a non tornare indietro.

Con delle tematiche così, la musica dei Dimartino non può che essere fatta di elementi folkloristici, tradizionali, come se si volesse emulare la colonna sonora ideale di un ritorno a casa, senza ammiccamenti al mondo elettronico (tastato nei precedenti album) e lasciando campo libero ad archi, carillon, pianoforti. Alcuni si aspettavano più coraggio, più estro, soprattutto da una band che ha sempre dimostrato di essere un passo avanti rispetto agli altri, ma tornare alle origini più pure non può danneggiarli più di tanto, specie se si tratta di un lavoro ben fatto che va ben oltre la sufficienza. Perché di sufficienza − di compitino svolto per una pura manovra commerciale − non possiamo parlare: Un paese ci vuole non è questo.

Il fine ultimo di questo CD e dei Dimartino dunque non è il virtuosismo, non è impressionare il pubblico in ascolto, ma invitare la gente ad aprire il cuore e godersi poesie, più che canzoni.

A collaborare in questo album, nella canzone probabilmente più bella e nostalgica, ossia Una storia del mare, troviamo Francesco Bianconi, cantautore toscano e leader dei Baustelle, ma anche Cristina Donà che in Calendari presta la voce per un duetto mozzafiato. Una Storia del mare è la perfetta sintesi dell’album: una storia raccontata − e soprattutto cantata − con un sapore puramente attuale, una fotografia del presente ed un testo innovativo, che si intreccia tuttavia nel folk tradizionale.

Un disco da definire intelligente, quello dei Dimartino, colmo di passione e cólto, visto che parte da un passo di Cesare Pavese e il suo capolavoro, La luna e i falò.

 “Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”.

Di cosa ha bisogno il cantautorato italiano se non di questo?

Voto: 4/5

Traccia consigliata: Una storia del mare / Come una guerra la primavera

Diego Sbriglia

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