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Rousseau: la filosofia e la visione della società

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Rousseau

Nato a Ginevra da una famiglia di modeste condizioni sociali il 28 giugno 1712, Jean Jacques Rousseau comincia a frequentare gli ambienti intellettuali dei filosofi illuministi a Parigi, quando è poco più che maggiorenne, manifestando tuttavia un costante atteggiamento di insofferenza teorica ed un marcato egocentrismo.

Rousseau e “il momento che ha fatto epoca”

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Jean-Jacques Rousseau

In una celebre lettera, Rousseau racconta come, all’età di 37 anni, in un periodo in cui era particolarmente scontento di sé e degli altri, intimamente diviso tra cuore ed intelletto, imprigionato nelle convenzioni sociali a cui non riusciva a sfuggire, fu illuminato:

(…) il momento che ha fatto epoca nella mia vita, in modo tanto singolare che mi resterà sempre impresso, dovessi vivere in eterno.

Siamo tutti abbastanza curiosi, arrivati a questo punto, di capire la natura della singolare illuminazione ricevuta dal nostro Rousseau: trovandosi in giro con l’amico Diderot, recluso a Vincennes, leggendo un giornale si imbatté nel bando di un concorso dell’Accademia di Digione, che invitava a scrivere un saggio sul nesso tra la cultura scientifica e artistica dell’epoca e il miglioramento dei costumi. Così Rousseau descrive il momento topico:

A un tratto la mia mente fu percossa da mille luci: innumerevoli idee vive mi si presentarono insieme, con un’energia ed una confusione tali, da darmi un turbamento inesprimibile.

La risposta di Rousseau all’Accademia

Rispondendo al problema posto dell’Accademia di Digione, Rousseau si impegna a negare con veemenza un miglioramento dei costumi dimostrando come la scienza e le arti non facciano altro che alimentare la corruzione, in quanto esse stesse derivino dai vizi degli uomini.  Ciò è attestato dalla storia del mondo stesso: si pensi a tutte le antiche civiltà, come quella greca o romana, in un primo momento rette sulla semplicità d’animo e sulla schietta moralità dei costumi, decadute successivamente man mano che progredivano le scienze e le lettere.

Tale parabola ha avuto inizio, per Rousseau, in un momento precisamente indicato ossia quando la “felice ignoranza”, secondo cui gli individui ed i popoli vivevano seguendo spontaneamente la loro propria natura, è stata soppiantata dalla scoperta della disparità economica, culturale e sociale degli uomini. Da qui, l’origine del male:

Ecco come sistemerei questa genealogia. La fonte prima del male è la disuguaglianza; dalla disuguaglianza sono venute le ricchezze; povero e ricco infatti sono termini relativi, e dovunque gli uomini saranno uguali non ci saranno né ricchi né poveri. Dalle ricchezze sono nati il lusso e l’ozio; dal lusso sono venute le belle arti e dall’ozio le scienze.

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Denis Diderot, filosofo, scrittore ed enciclopedista francese

Rousseau: la società è causa del male

Già da queste poche battute si riesce a capire da dove emerga la convinzione radicale che accompagnerà tutto il pensiero di Rousseau: il male e la corruzione non appartengono originariamente alla natura umana ma sono la conseguenza diretta della cultura e della società in quanto tali. La perdita dell’innocenza e la corruzione delle virtù naturali dell’uomo si sono dunque imposte come un processo inevitabile ma sarà possibile tornare indietro? Tale processo è anche irreversibile? 

La risposta di Rousseau è netta sin dall’inizio: ritornare allo stato di natura non è affatto possibile, e questo non solo perché siamo ormai completamente condizionati dalle strutture linguistiche, sociali e culturali della civiltà del vizio, ma anche e sopratutto perché una natura originaria dell’uomo forse non è mai esistita in quanto tale: essa rappresenta per Rousseau non tanto un’epoca perduta quanto un’idea ipotetica che emerge dal contrasto con lo stato attuale ma che è necessario, comunque sia, per mettere a fuoco un criterio di giudizio di ciò che appare decaduto.

Tra noi e il buon Rousseau ci sono anni ed anni a separarci ma, dopo aver detto della sua teoria fondante, quanto possiamo definirci ancora con fierezza uomini civili?

Deborah Rosiello

Fonti

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Fonte immagini media I; II

Fonte citazioni: J. Rousseau, Lettera a Malesherbes, 12 gennaio 1762; Discorso sulle scienze e sulle arti, parte II, 1750

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