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Martial Canterel @Morrison Hotel 11\4\15

Ci siamo infiltrati per voi nel sottosuolo elettronicamente underground della vecchia Capua: ne siamo usciti stanchi, e probabilmente vivi ma soddisfatti. Ecco Martial Canterel in Campania, ecco la terra che ci piace.

martial

Siamo usciti con il naso fuori casa ed abbiamo trovato Martial Canterel da Denied Area.

Undici Aprile, data da ricordare. Santa Maria Capua Vetere è centro di atmosfere primordiali e sensibilmente emotive: Martial Canterel è in città. Ad ospitare ed organizzare il tutto i ragazzi di Denied Area, giovane organizzazione con imprinting locale e cuore musicalmente poliedrico, se non internazionale; garanzia di successo, motivazioni ed essere sanguigni vanno sempre di gran passo.

Martial Canterel: emozionarsi in una Chiesa è ancora possibile, evidentemente.

Il nostro, all’anagrafe Sean McBride, si muove dal 2002 in poi in un Nuovo Mondo di sensazioni attraverso il suo inimitabile minimal style con melodie ruggenti e contaminazioni. Esempio di vero musicista ed esperto di sintesi modulare, definito “uno dei pochi che va ancora in giro con chili di strumenti analogici, e che con cura monta e smonta alla fine di ogni concerto”.

https://www.youtube.com/watch?v=s-pXOztNUCM

L’influenza Martial” ha infettato decine di band nell’idillio innovativo della Wierd Records, facendo arrivare l’infezione anche nel centro storico di Santa Maria Capua Vetere, Morrison Hotel. Come in ogni Denied Area, questa sala prove adibita a music hall ha reso possibile il grande successo della serata, la quale ha avuto come live di apertura Bharika che ha scaldato il pubblico con maestria iniziando a diffondere un pre-empt del virus con ambient, metal, acid drum’n’bass e IDM. Ed ecco, poi, arrivare la vera e propria sindrome Martial: performance impeccabile e piena di emozioni, alienante e suggestiva.

Il crepuscolo della sala illuminata per lo più dalle luci ad intermittenza dei modulari e del sequencer, un’onda anomala di suoni travolti da una voce lontana anni e anni e il Noise che ha accompagnato l’intera performance hanno regalato un’esperienza astraente. A caldo qualcuno, evidentemente ispirato, ci ha confessato che “sembrava quasi di assistere ad una messa all’interno di una cattedrale gotica. Quando Martial ha abbassato il master e ha messo fine alla performance avevamo perso la cognizione del tempo“. Magari avevano appena finito di ascoltare Teano, pezzaccio dell’ultimo album “Gyors Lassù”, andato in scena proprio sabato. Con la sua umiltà che quasi imbarazza, con i suoni lontani anni luce e bombe atomiche stordenti, con le radiazioni ultrasoniche e interstellari, Martial Canterel ha contagiato ogni singola persona presente entrando nel suo io più profondo e sconosciuto.

Cos’altro da dire se non questo? Il virus è stato diffuso perfettamente ed infettando Denied Area che al più presto ci regalerà nuove atmosfere per far fruire meglio live performance di ottima musica elettronica: l’idea è quella di condividere quest’esperienza con chiunque abbia l’esigenza di immergersi in questo nuovo approccio uditivo e caratteriale. L’adito di dare impulsi d’innovazione per avventure extrasensoriali, tutto ciò è il flusso magico e trascendente donatoci l’Unidici Aprile. Qualunque sia il virus capace di infettare prossimamente il Morrison Hotel, La COOLtura sarà lì a scoprirlo, apposta per voi.

martial canterel

 Alfredo Amedeo Savy e Annamaria Santoro

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