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The Soldier di Rupert Brooke: una poesia di guerra

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Rupert Brooke

Con lo scoppio del primo conflitto mondiale si assistette alla vasta diffusione di scritti riguardanti la guerra. Opera di soldati poeti che avevano personalmente sperimentato il dramma del conflitto, la poesia di guerra oscilla tra il forte sentimento di patriottismo e la denuncia degli orrori vissuti. Se alcuni dei cosiddetti poeti soldati o poeti di guerra (Rupert Brooke, Ivor Gurney, Wilfred Owen, Siegfried Sasson) morirono sul campo di battaglia, altri, sopravvissuti, rimasero comunque profondamente scossi dall’esperienza tragica che li aveva catapultati sul confine della morte. I componimenti che comprendono il filone chiamato appunto poesia di guerra presentano temi e stili molto differenti; spesso la differenza riflette l’avanzamento e l’andamento della guerra.

Rupert Brooke: un poeta di guerra

Nonostante la sua morte sia precedente alla fine del conflitto mondiale, Rupert Brooke è considerato uno dei primi poeti di guerra. Poeta già affermato prima degli inizi della prima guerra mondiale, fu infatti uno dei più importanti esponenti della poesia georgiana, poco valorizzata dalla critica letteraria successiva. Convinto che il conflitto si sarebbe esaurito con una veloce vittoria – questa, si sa, la speranza e la convinzione collettiva allo scoppio della guerra – il poeta si arruolò volontariamente nelle file dell’esercito inglese. La sua poesia di guerra, raggruppabile in cinque importanti sonetti, non denuncia gli orrori e le mostruosità della situazione bellica, ma è intrisa di toni patriottici e idealistici.

The Soldier: un esempio di patriottismo

Il sonetto The Soldier (Il soldato) è esemplare dell’atteggiamento del poeta nei confronti della guerra mondiale. Scritta tra il novembre e il dicembre del 1914, un momento in cui l’ottimismo infiammava ancora gli animi dei sostenitori del conflitto, la poesia fu letta nella famosa St. Paul’s Cathedral di Londra nel giorno di Pasqua del 1915. Un evidente spirito patriottico attraversa il sonetto che presenta una particolare struttura formale. Composta da due quartine e due terzine – tipico schema del sonetto italiano, che differisce dal sonetto inglese costituito da tre quartine e un distico finale – conserva lo schema ritmico del pentametro giambico e della rima alternata, elementi tipici della poesia inglese.

Morire per la patria

If I should die, think only this of me:
That there’s some corner of a foreign field
That is for ever England. There shall be
In that rich earth a richer dust concealed;
A dust whom England bore, shaped, made aware,
Gave, once, her flowers to love, her ways to roam,
A body of England’s, breathing English air,
Washed by the rivers, blest by suns of home. [1]

Evidente è il tono patriottico e la visione eroica della morte, che si configura quale sacrificio per la patria. Manca qualsiasi riferimento emotivo alla morte. Al contrario: morire per la patria è un onore per il soldato del titolo, corrispondente all’io lirico che attraversa l’intero sonetto. Estremamente idealizzata è l’immagine che emerge dell’Inghilterra, tratteggiata con elementi campestri tipici della poesia georgiana a cui Rupert Brooke era associato.

And think, this heart, all evil shed away,
A pulse in the eternal mind, no less
Gives somewhere back the thoughts of England given;
Her sights and sounds; dreams happy as her day;
And laughter, learnt of friends; and gentleness,
In hearts at peace, under an English heaven. [2]

Con le due terzine arriviamo al punto di svolta del sonetto, che, cominciando con una forma imperativa, invita il lettore a immaginare il poeta, ormai morto, ancora legato alla sua amata patria. Questa viene paragonata al paradiso, fatto di pace e di gentilezza.

Il soldato e la madrepatria

La ripetizione delle parole England e English esprimono esplicitamente il messaggio patriottico della poesia. Connotata idillicamente, l’Inghilterra – o meglio, l’idea di Inghilterra – sembra giustificare agli occhi del poeta non solo lo scoppio della guerra ma anche la possibilità della sua morte, che assume così le caratteristiche di una redenzione. Il rapporto tra soldato e madrepatria assomiglia al rapporto tra un figlio e una madre. Qui, il figlio-soldato ha il potere di dare vita alla madre-patria che resterà per sempre nei luoghi stranieri dove giacerà il corpo del soldato.

Salvatore Cammisa

Traduzioni:

[1] Se dovessi morire, pensa solo questo di me:
Che ci sarà un angolo di un campo straniero
Che sarà per sempre Inghilterra. Ci sarà nascosta
In quella terra ricca una polvere più ricca;
Una polvere che l’Inghilterra faceva nascere,
formava, cresceva,
Che, una volta, gli offriva i suoi fiori ad amare, i
suoi sentieri ad esplorare:
Un corpo dall’Inghilterra che respirava aria inglese,
Lavato dai fiumi, benedetto dai soli di casa.

[2] E pensa a questo cuore, liberato di ogni male,
Come un battito nella mente eterna, che ugualmente,
Da qualche parte, restituisce i pensieri donati
dall’Inghilterra;
Le sue viste ed i suoi suoni, sogni felici come
una giornata inglese;
E risate, apprese dagli amici, e la dolcezza,
Dei cuori in pace, sotto un cielo inglese.

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