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Gotthold Ephraim Lessing: nuove eroine a teatro

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Gotthold Ephraim Lessing è l’unico autore illuminista che fa ancora parte del patrimonio letterario tedesco e che continua a essere letto anche oggi. Lessing è il primo scrittore che in Germania provò a vivere dei propri testi e a liberarsi dei ricchi e spesso presuntuosi mecenati. Inoltre, lo scrittore restò sempre fedele all’imperativo di razionalità dell’illuminismo e si impegnò per lo sviluppo sia di una letteratura nazionale che di un teatro nazionale tedesco come sede di produzione culturale indipendente.

Il destino di Gotthold Ephraim Lessing

Rapidamente superato dagli Stürmer, che tanto avevano imparato da lui, il povero Gotthold Ephraim Lessing fu rivalutato dal movimento della Giovane Germania. Ovviamente tale rivalutazione non significa un continuum, un unico arco Lessing – Giovane Germania. Dal momento che Lessing non ci ha lasciato un diario oppure delle lettere che possano aiutarci a capire il suo pensiero, non rimane altro che partire dalla sua opera e valutare l’influenza che essa ha avuto sullo sviluppo della letteratura tedesca. In questa prima fase di “conoscenza” dello scrittore tedesco prenderemo in considerazione soprattutto quelli che vengono definiti i “drammi borghesi”, con i quali Gotthold Ephraim Lessing rappresentò l’avanzata di questa classe sociale in Germania.

Miß Sara Sampson: il dramma perfetto per il teatro moderno

Nel 1755 Lessing si affermò con il suo primo “dramma borghese” Miss Sara Sampson. Quest’opera fu preceduta da una lunga discussione tra Lessing e i suoi amici berlinesi Moses Mendelssohn e Friedrich Nicolai sulle possibilità e gli scopi del dramma. Né l’eroismo tragico della tragedia barocca né la tradizione del classicismo francese oppure del cosiddetto Rührstück (dramma lacrimevole) potevano soddisfare le esigenze di un teatro moderno e al passo coi tempi. Lessing riteneva fosse necessario rappresentare un conflitto tragico autentico, vissuto da figure con cui gli spettatori potessero identificarsi (tale condizione dell’identificazione verrà approfondita dall’autore nella sua opera più celebre, Drammaturgia d’Amburgo) e i cui problemi fossero simili ai loro. Per questo il dramma doveva diventare “borghese”; questo termine però non aveva all’epoca alcun significato storico-sociale.

Il successo presso il pubblico borghese

Al pubblico borghese piacque trovarsi rappresentato e si sentì finalmente capace e degno di sostituire sul palcoscenico i re e gli eroi della tragedia classica. L’influenza della letteratura sentimentale inglese è evidente già nella scelta di collocare l’azione in Inghilterra. In questo modo Lessing si garantiva la simpatia dei lettori entusiasti del romanzo Pamela di Richardson. Per quanto riguarda la storia, la cui “molla” è il senso di colpa della protagonista per il padre, sappiamo che Sara non aveva avuto la fortuna di essere educata dalla madre e che il suo futuro seduttore fu introdotto in casa dal padre stesso, il quale gli doveva molta gratitudine. Forse per questo la stima di Sara mutò in amore. Tutto sarebbe dunque andato secondo i tradizionali canoni del primo Settecento, se il corruttore Mellefont non si fosse comportato da libertino e se la protagonista si fosse comportata da donna dai saldi principi morali.

Emilia Galotti: dal dramma…

Dopo il successo di Sara Sampson, Lessing spostò il tema del tragico conflitto dalla sfera familiare a quella sociale. Nel dramma Emilia Galotti, terminato nel 1772, si intravede nello scontro fra padre e figlia la contrapposizione tra borghesia e nobiltà. Il motivo centrale è ripreso dalla storia romana: la bella Virginia, di famiglia plebea, viene uccisa dal pugnale del padre per salvarla dalle insidie di un patrizio. Lessing traspone il motivo dall’antichità all’Italia del primo Settecento e la colloca a Guastalla. Emilia, la bella fanciulla borghese, insidiata dalle voglie del principe, muore per mano di suo padre che non vede altro modo per custodire la virtù di sua figlia.

…alla denuncia

Portare sulla scena gli intrighi di corte di un qualsiasi principato italiano, di un’epoca non meglio precisata e con un tiranno che era una nullità sul piano europeo ma onnipotente nei suoi angusti confini, per giunta malvagio solo per debolezza morale, significava portare in scena tutta la miseria politica e sociale della Germania divisa e dominata da piccoli e meschini tiranni. Vi erano però degli evidenti limiti politici che neppure Lessing poteva oltrepassare se voleva comporre una tragedia che la censura permettesse di rappresentare.

Morire in difesa della virtù

Gotthold Ephraim Lessing
L’omicidio di Emilia per mano del padre.

Nell’opera la virtù di Emilia viene salvata all’ultimo momento dal padre; tuttavia rimangono molti dubbi sulla sincerità di questo atteggiamento. È palese, infatti, che per il padre la salvaguardia dell’onore della famiglia sia più importante della vita della figlia. A Emilia dunque non rimane altro che accettare di morire per mano del padre, in modo da risolvere il tragico conflitto in cui si trova. Le discussioni sulla psicologia di Emilia sono difficilmente risolubili. Goethe semplificò eccessivamente il problema affermando che essa ama il principe. Certamente la protagonista ascolta con segreto piacere le parole d’amore da lui sussurrate durante la messa e si sente colpevole per non averlo rifiutato in quel frangente.

Pia C. Lombardi

Bibliografia

G.E. Lessing, Emilia Galotti, Einaudi, 1997;

G.E. Lessing, Miss Sara Sampson, Paoline, 1960.

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